ARIZONA SOCIAL CLUB

L’immagine che abbiamo di questo particolare territorio degli Stati Uniti (Arizona),sia dalla letteratura americana,sia dalle numerose pellicole cinematografiche lì ambientate,è di grande magia:vasti scenari,colori accesi,ombre decise,vegetazione rada. La realtà si scosta di poco da questa descrizione e gli interventi per le nuove architetture proprio con tali forti caratteri si devono necessariamente confrontare.

Il progetto è localizzato nella cittadina di Superior, a Sud-Est di Phoenix Arizona,piccolo centro, importante per le miniere di rame,argento ed oro, attive fino a fine Ottocento.

Si tratta di un intervento di rinnovamento ed ampliamento di una struttura esistente su due livelli. Dalla strada principale,su cui si attesta l’aggregato urbano e la pittoresca valle Queen Creek, si percepisce solo parzialmente l’intervento: un volume essenziale con tettoia di protezione dal sole -che qui può essere rovente- e nulla di più.

Ben diverso è lo scenario per chi si ferma ed entra:una gigantesca vetrata inquadra il paesaggio circostante e,raggiungendo il livello inferiore,si può ammirare l’intervento nella sua interezza:un edificio plasmato dal vento,con lati ed angoli netti,come nette sono le ombre che lo disegnano.

Tre i fondamentali passaggi compositivi che hanno guidato il lavoro dei progettisti:l’addizione di nuovi volumi,l’aggetto di alcune porzioni,la distorsione delle facciate in funzione degli assi visivi da privilegiare.

Il “pub-centro di ritrovo”prende il proprio nome “Social Condenser” dall’auspicio di svolgere una funzione aggregante nella vita sociale di questa cittadina, analogamente a quanto succedeva storicamente per le “public houses”, veri e propri salotti per le comunità residenti, luoghi in cui incontrarsi, discutere di lavoro, scambiare idee, trascorrere il tempo ammirando il paesaggio circostante.

Il piano inferiore ospita i locali di servizio per la cucina e lo stoccaggio dei prodotti alimentari, il livello superiore accoglie gli ospiti ed avventori in un unico spazio aperto.La porzione della facciata Sud (al piano superiore dell’edificio esistente) è stata rimossa,questo per una duplice ragione:consentire una visuale a 180° sul paesaggio circostante ed al contempo mettere in evidenza dall’esterno – soprattutto all’imbrunire – l’articolazione degli spazi interni.

Il numero di materiali utilizzato è volutamente ridotto:rivestimenti metallici e dogati in legno (il rivestimento esterno con andamento parabolico),struttura portante in acciaio,ampie vetrate. L’ossatura portante in acciaio dei volumi in ampliamento ha permesso tempi di cantiere ridotti,influendo sensibilmente poco negli incrementi di peso a livello di fondazioni esistenti. La distinzione fra le due parti che compongono l’intervento è segnata dalla presenza di un percorso che dalla strada superiore scende,fino ad incontrare il camminamento pedonale in legno che attraversa la piccola valle.

Marina Cescon

Acciaio Arte Architettura N.32 – Dicembre 2007

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