EAST HOTEL AMBURGO

Una storica fonderia di Amburgo,ormai in stato di abbandono,ricoperta di muschi e graffiti, è stata trasformata in un hotel di lusso con annesso ristorante.L’edificio sorge nel cuore della città anseatica,non lontano dalla zona di St.Pauli e a soli due isolati dallo storico locale in cui i Beatles iniziarono la loro carriera. Il progetto ha comportato una profonda trasformazione dell’edificio,aggiungendo una nuova ala,senza però perdere l’originario carattere della costruzione.

Alcune parti della fonderia erano compromesse dal punto di vista statico e difficilmente avrebbero potuto assolvere ai nuovi carichi di esercizio previsti nella nuova configurazione di progetto. Ecco allora che si è andato ad inserire un nuovo scheletro portante in acciaio, che assolve anche alla funzione di sostegno per le porzioni delle storiche facciate (caratterizzate da muratura in mattoni) e che risultavano compromesse per una loro completa autonomia statica.

Il nuovo progetto si articola tutt’intorno al giardino d’inverno,inserito nella parte centrale. Lo scheletro portante in acciaio risulta visibile solo in pochi punti,poiché nella maggior parte dei casi è stato debitamente rivestito all’interno di componenti con funzione protettiva per il fuoco. Un’eccezione ben visibile è costituita dalla “struttura a ponte”che sovrasta una porzione della facciata principale che si affaccia su Simon von Utrecht Straße.Qui sono ospitati il bar ed il settore dedicati al wellness.

Le dimensioni sono ragguardevoli: l’impalcato ha un’altezza di 7,75 m,corrispondente ad un doppio piano,per uno sviluppo complessivo di circa 48 m.Il carico della struttura a ponte (un doppio piano,più la copertura) non grava sull’edificio esistente,ma viene convogliato a terra tramite quattro colonne indipendenti.Considerata l’elasticità della struttura e le considerevoli flessioni a cui è sottoposta,il tipo di fissaggio della tamponatura costituita da pannelli di vetro doveva permettere tali spostamenti senza comportamenti rigidi che avrebbero portato all’ingenerarsi di pericolosi fenomeni tensionali interni,fino a poter provocare il danneggiamento e la rottura delle parti in vetro.Il sistema di fissaggio delle componenti in vetro (vetrate strutturali) permette un movimento relativo delle stesse rispetto alla maglia portante.I vetri agli angoli sono stati dotati di graffe in acciaio inossidabile,con una funzione di sicurezza,finalizzata al mantenimento nella medesima posizione,senza distacco della lastra o di parte della stessa qualora accidentalmente risultasse danneggiata.

Il nuovo schema organizzativo dell’hotel prevede ampi spazi di sosta a doppia altezza,mettendo in questo modo in relazione la complessità degli spazi interni nella già maestosa dimensione che contraddistingueva originariamente la fabbrica. L’atrio con affaccio sul cortile interno è stato ripensato sviluppando il progetto di una grande copertura vetrata,composta da una maglia in elementi rettangolari,impostata su profili in acciaio (IPE400) e traversi dalla sezione circolare (Ø 139,7 x 4 mm). Ai lati del cortile interno le colonne in acciaio (Ø 244,5 x 6,3 mm) sorreggono la copertura inventando un nuovo ritmo con elementi-parasta per i prospetti interni.

L’arredo:la scelta dei materiali per le finiture, il design di sedie,tavoli ed i complementi d’arredo sono tutti pezzi unici ideati appositamente per “East Hotel”.

Le forme sono una rielaborazione in chiave moderna delle antiche tecniche che in questa fonderia si mettevano in atto per forgiare o colare su stampi i componenti da fabbricare.A questo va aggiunta la ricerca di rendere percepibile la connessione fra due diverse culture:quella orientale e quella occidentale. La localizzazione dell’intervento si trova geograficamente ed idealmente a cavallo fra due mondi: quello orientale,portato ad Amburgo – città mercantile per storia e per vocazione – dai viaggi nelle terre asiatiche,dalla sensibilità verso quella cura rivolta allo spazio pubblico ed alle relazioni che in esso prendono vita tipica delle culture orientali (il giardino d’inverno centrale è a tutti gli effetti una “stanza pubblica”di 12 metri d’altezza),ed il mondo occidentale:il lavoro di un team di progettisti statunitensi che opera in Europa con sguardo e sensibilità rivolte all’Oriente.

Il mix che ne deriva è affascinante: forme che richiamano il metallo fuso e raffreddato in stampi ma rivisitato con nuove e fantasiose geometrie riprese dalla natura, enormi gocce che sembrano stillare dal soffitto, una grande campana Thai reinventata, i colori, le sete e le spezie dell’India. Il tutto in un sapiente equilibrio fra oggetti familiari e forme inusuali.

Marina Cescon

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