SUZHOU MUSEUM

La ricerca della simmetria è una delle chiavi di lettura dell’architettura tradizionale cinese, oltre ad essere un aspetto simbolico in molte della realizzazione dell’architetto I. M. Pei: un mondo di linee, triangoli, quadrati e pura simmetria, di cui la celebre copertura piramidale del Museo del Louvre ne è testimone.

Il museo Suzhou, nella regione a Nord-Ovest di Shanghai, è la seconda grande opera dell’architetto I. M. Pei nella sua terra d’origine.

Nel 2002 gli venne commissionato dalla autorità governative di Suzhou la realizzazione del museo che nei suoi 5000 metri quadri di spazi espositivi avrebbe dovuto raccoglie i tesori della millenaria città di Suzhou, centro politico e culturale della Cina nelle dinastie Ming  e Qing (XV-XVI secolo).

All’architetto Pei il comitato governativo  promotore del progetto aveva esplicitamente richiesto un edificio moderno ma che al contempo conservasse traccia dello “stile di Suzhou”. La domanda che sia era posto il progettista, ovvero cosa si intendeva realmente per rimando all’autenticità dello stile che aveva guidato storicamente le costruzioni in questa regione, è stata la riflessione che ha segnato la ricerca compositiva lungo tutto il percorso del progetto.

I colori utilizzati sono il bianco dei setti murari ed il grigio della pietra, i colori della tradizione di Suzhou ma abbinati a forme moderne ed a materiali contemporanei: l’acciaio per le strutture portanti delle coperture e per la realizzazione delle vetrate.

Il percorso del visitatore è segnato dalla presenza di un specchio d’acqua con piccole cascatelle, il cui suono accompagna e dirige il fruitore.

La rilettura della tradizione antica, o meglio di quello che si suppone essere un rimando alla stessa in chiave contemporanea e con sensibilità moderna, è compito difficile ma sorprendente stimolante. << (…) In Cina -dice il progettista- architettura e giardino sono un’unica cosa. (…) Nella sensibilità occidentale un edificio è un edificio ed un parco è un parco pur essendo collegati intimamente nello spirito, ma per la visione cinese sono semplicemente la medesima cosa.>> (1)

Ecco allora  che il disegno della costruzione diviene contemporaneamente organizzazione degli spazi verdi, dei cortili, del laghetto artificiale, degli ambiti aperti di collegamento con la porzione di parco protetta dall’UNESCO.

Con la realizzazione del Museo di  Suzhou, l’augurio, per un paese in pieno e frenetico boom nelle nuove costruzioni ed insediamenti, di considerare e rielaborare la ricchezza delle proprie millenarie tradizioni culturali, non essendo schiavo di quest’ultime, né tantomeno succube dei modelli occidentali.

(1) “I. M. Pei in China, Revisiting Roots”, “The New York Times” New York City, New York, USA, October 9, 2006, article by David Barboza.

Marina Cescon

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