Vista sicura su Parigi

Location: Parigi
Designer: Arch. Stefania Stera
Project: Ampliamento abitazione privata
Periodo di realizzazione: 2006
Committenza: Privata
Profili in acciaio per serramenti: Palladio SpA, Treviso, Italia
Realizzazione: Axer, Treviso
Foto: Studio Arch. Stefania Stera
Ottobre – Novembre 2006. Una serie di nubifragi si abbattono su Parigi. Numerosi i feriti. Ingenti i danni alle strutture ed agli edifici in città. Ma la prova è stata superata.

Nel 20° Arrondissement, all’undicesimo piano di un palazzo storico, una piattaforma in vetro e acciaio ha resistito, senza danni, né alcuna infiltrazione, contro la prova più difficile: quella di Madre Natura.
I teorici test di laboratorio sulla permeabilità all’acqua, all’aria, al vento hanno trovato un concreto riscontro pratico nell’aver resistito con successo alle avverse condizioni metereologiche presentatesi.
Il tema di partenza era l’ampliamento di un appartamento all’ultimo piano di un palazzo parigino storico, con la creazione di un attico in vetro, attraverso l’impiego di una struttura completamente metallica: dallo schema dell’ossatura portante in carpenteria d’acciaio, ai serramenti, ai rivestimenti.
La sintassi progettuale di questa ristrutturazione, che coniuga magistralmente antico e moderno, si snoda attorno ad un’unica dominante: la luce, la trasparenza. Il dialogo costante tra la quotidianità domestica e la città.
L’abitazione si sviluppa su due piani, divisi essenzialmente in un’ampia zona giorno al primo livello, quello preesistente, ed una zona “notte-studio” al secondo.
È soprattutto qui che la città diviene complemento essenziale alla vita domestica, e questo grazie all’ampia gamma tipologica delle aperture adottate: alzanti-scorrevoli, una grande vetrata a libro a 5 ante, aperture anta-ribalta, partizioni interne, tutte in acciaio inox AISI 316 L con finitura satinato fine, tipo scotch brite.
Considerando lo spessore della lamiera dei profili e dei pesi delle vetrate si è scelto di saldare le cerniere dei serramenti ai telai – soluzione sempre ottimale- al fine di rendere robusta e monolitica l’anta da movimentare.
L’attenzione al rapporto visivo con l’esterno è primaria in tutta la fase progettuale; e percorrendo l’ampio terrazzo, ora diventato un piccolo giardino di Versailles che fa da perimetro al secondo piano di questa scatola in vetro, si vede quasi scorrere il quotidiano all’interno della casa, dallo studio, alla zona relax, alla camera padronale; ed attraverso le soluzioni d’apertura adottate è possibile farlo divenire parte vivibile della casa: gli scorrevoli infatti aprendosi rendendo interno ed esterno un tutt’uno armonioso e piacevole, e questo perché nulla è stato lasciato al caso: dalla pavimentazione in legno che sposa dentro e fuori, fino allo studio delle soglie.
Ne è un esempio anche l’ampia vasca panoramica della camera da letto: qui il particolare serramento d’angolo si apre completamente, liberando la vista anche dalla presenza del montante, ed aprendola su quella della Tour Eiffel.
È stata rivolta molta cura a tutte le operazioni di rifinitura nella lattoneria di rivestimento, costituita da lamiere di acciaio inossidabile. La ricercatezza della realizzazione e della posa si evince soprattutto dai dettagli: accortezze nella realizzazione degli angoli, evitando la giunzione in corrispondenza dello spigolo, e spostandola più lateralmente poiché si tratta infatti di uno dei punti critici in caso di infiltrazioni; il perimetro di copertura presenta due fasce in acciaio inox: una larga attorno al perimetro dell’edificio ed una seconda – di larghezza inferiore, ma con colorazione grigia – che risulta elemento di modanatura lungo tutto il coronamento.
Un intervento di questa portata ha visto indispensabile l’utilizzo dell’acciaio: infatti in un contesto storico così speciale si richiedeva inalterabilità, pulizia nella lavorazione, ma soprattutto robustezza: viste le ampie dimensioni delle superfici in vetro e l’esilità dei profili scelti, che dovevano lasciare respiro e integrità al paesaggio, ma che esposte a tali altezze, senza la presenza di edifici attigui paragonabili a fungere da frangivento, necessitavano anche della più assoluta resistenza alla violenza del vento e degli agenti atmosferici che non di rado si verificano alle nostre latitudini.

Chiara Centineo
Acciaio Arte Architettura 35