Le luci della casa del jazz

Location: Roma
Designer: Zètema Progetto Cultura srl Arch. Guido Ingrao con Arch. D. Cavarra, Arch. R. Conti, Arch. M.A. Russo
Project: Casa del Jazz
Serramenti: Officina Bonomi, Campagnano, Roma
Profili per serramenti: Palladio SpA, Treviso
Sistema facciate: Stabalux, Palladio SpA, Treviso
Fotografie: Paolo Belevedere
Utopia o magnifica realtà? Un grande spazio destinato a diventare nuovo tempio della musica si affaccia sulla scena culturale romana, promettendo di farsi nuovo cuore pulsante dell’anima Jazz in Italia.

La storia della “casa” inizia in un assolato pomeriggio degli anni Trenta quando, passeggiando lungo il Bastione di Sangallo, l’illustre avvocato e banchiere Arturo Osio si innamora di questi luoghi dove il sole romano gioca impertinente con resti archeologici, memoria storica di un grande passato. La progettazione di villa Osio viene affidata all’ing. Pascoletti, che nel 1940, sulla base di un casale seicentesco, realizza l’elegante corpo principale in stile razionalista-classicista, ricco di portici ed archi a tutto sesto a richiamare le architetture tipiche dell’antico termalismo romano.
La notevole opera di ristrutturazione ha restituito il complesso all’originaria sobrietà, eliminando gli interventi degli ultimi trent’anni. Il cambio di destinazione d’uso ha comportato un’attenta scelta dei materiali, soprattutto in termini di resa acustica ed estetica; ciò risulta particolarmente evidente nella villa padronale (edificio A): estesa su due piani, la villa ha una forma ad “L” il cui lato più corto, ospita oggi una sala d’ascolto da 148 posti. Il lato lungo è stato riservato a tutte le attività riguardanti la conservazione e la documentazione inerente i materiali musicali con le aree riservate ai servizi al pubblico. Gli interventi più importanti sono stati l’eliminazione dei muri divisori e del solaio per fare posto all’auditorium e la chiusura del finestrone principale “a serliana”, aperto nella precedente ristrutturazione; la chiusura della loggia nell’avancorpo meridionale della villa con grandi vetrate ha permesso inoltre di preservare i preziosi mosaici pavimentali, realizzati nell’edificazione originaria. Nella scala esterna e nel loggiato superiore, le pesanti balaustre costruite negli anni ’80 sono state demolite e sostituite da quadrelli e correnti in acciaio zincato a caldo e verniciato, più eleganti e rispondenti al progetto originario. In generale, tutti i materiali utilizzati nella nuova sistemazione sono stati scelti secondo un principio di coerenza e continuità con quelli coevi all’edificazione della villa, senza tralasciare la nuova, pubblica destinazione d’uso: estrema attenzione è stata infatti prestata alle loro qualità di sicurezza (resistenza all’usura, al fuoco, etc.) e di resa acustica, con caratteristiche fonoassorbenti, fonoriflettenti e fonoisolanti in base al diverso utilizzo dei vari locali. Particolare cura ha richiesto la scelta degli infissi esterni della villa, che sono stati realizzati con profili in acciaio 20/10 zincati a caldo e verniciati, con vetrocamera di diversi spessori in base alle differenti destinazioni, per garantire la qualità estetica del serramento e la sua durata nel tempo. Il caso di Villa Osio è emblematico per l’uso dell’acciaio nel restauro di edifici moderni: negli ultimi tempi infatti, grazie ai grandi progressi tecnologici del settore, l’acciaio viene preferito al legno per robustezza e durata e per la possibilità di alloggiare grandi vetrature con spessori ridotti; in questo caso il profilo impiegato, grazie alla cava portaguarnizioni, ha garantito un valore aggiunto di perfetto isolamento acustico, caratteristica primaria per la particolare tipologia delle funzioni insediate.
La seconda costruzione (edificio B), perfettamente in linea con lo stile razionalista-classicista della villa padronale, ha ritrovato un aspetto di autorevole domus romana: eliminate decorazioni e superfetazioni è rimasta un’elegante struttura con patio centrale destinata ad accogliere un bar ed un ristorante.
Un grande lucernaio a falda di 30 mq, realizzato impiegando speciali profili in acciaio di grosso spessore, copre il patio centrale, consentendo la fruizione totale dello spazio disponibile al piano terra. In linea con le esigenze estetiche e di sicurezza del corpo principale, anche gli infissi esterni inseriti lungo i fronti Est ed Ovest dell’edificio B sono stati realizzati con profili in acciaio da 2 mm di spessore, zincati a caldo con verniciatura a forno colore bruno sabbiato, collocati all’interno di vani centinati di ampie dimensioni.
Un’intelligente sinergia d’intenti ha permesso il recupero all’arte di quest’angolo di Roma, sorta di cittadella della cultura, dove coltivare e apprezzare sonorità colte e viscerali, virtuosistiche e sensuali: una casa della musica da ascoltare, da suonare, da incidere, da inventare. Una Casa del Jazz.

Di Daniela Pellizzari


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