ARCAM – ARchitectural Center AMsterdam

Location: Amsterdam, Prins Hendrikkade 600 - Oosterdok
Designer: René Van Zuuk Architekten bv, Almere
Project: ARCAM - ARchitectural Center AMsterdam
Committente: Ontwikkelingsbedrijf Gemeente Amsterdam
Ingegnere strutturista: Advies en Ingenieursbureau Van Der Laar, Eindhoven
Impresa di costruzione: H.J. Jurriens b.v., Utrecht
Sruttura in acciaio: Moeskops Constructiebedrijf b.v., Bergeijk
Sistema di copertura: Hafkon b.v. Maassluis/kalzip, Koln
Costruttore sistema di facciata: Blitta b.v., Venray
Profili in acciaio: Sistema facciate Stabalux, Palladio SpA
Dispositivi elettrici: Staal Dekker en Ronday, Amsterdam
Progettazione spazi interni: Starec Design b.v., Nieuwegein
Documentazione fotografica: Luuk Kramer
Uno degli obiettivi prioritari del Centro di Architettura ARCAM (ARchitectural Center Amsterdam) è poter offrire a studiosi e visitatori un panorama esaustivo sui più recenti sviluppi urbanistici ad architettonici in atto.

Originariamente, ed in relazione alla costruzione del Museo della Scienza e della Tecnica (“Science Center New Metropolis”, denominato “NEMO”) progettato dall’architetto Renzo Piano con la forma di “prua di veliero” interamente rivestito in rame pre-ossidato, sul sito del Centro ARCAM era stato edificato un piccolo padiglione informativo. Le dimensioni però di tale padiglione erano talmente esigue per poter proporre lì un trasferimento della sede del Centro di Architettura.
La proposta della municipalità di Amsterdam, in accordo con l’architetto Piano, fu quella di affidare l’incarico per la nuova progettazione-ampliamento dell’architetto olandese René Van Zuuk.
Il volume del nuovo padiglione risulta compatto verso terra – questo anche dettato da motivi di sicurezza – mentre dichiara l’evidente apertura e trasparenza sul fronte verso l’acqua.
Entrando si ha subito la percezione della concatenazione degli spazi operata dai vuoti e dagli ambiti a doppia altezza; lo spazio espositivo principale è collocato al livello dell’ingresso, mentre al piano sottostante (al livello della banchina del molo) si trova un’aula multi-funzione. Il livello superiore ospita gli uffici divisi da pareti interne completamente in vetro. Ogni prospetto ha una propria autonomia figurativa, un’accentuata riconoscibilità: la superficie corrugata in elementi metallici di zinco funge sia da copertura che da facciata lungo il lato verso la banchina, elidendo la consueta distinzione fra le due parti.
La facciata in vetro ed acciaio rivolta verso l’acqua risulta leggermente inclinata; il disegno è costituito da esili profili in acciaio a sezione a “T” (12 cm di profondità con ingombro visivo di solo 6 cm) che appaiono volutamente poco evidenti rispetto alla sensazione di diffusa trasparenza ricercata per questo progetto. In alcuni punti della facciata il pannello di vetro (pacchetto con retrocamera stratificato di sicurezza) è stato direttamente reso solidale alla struttura portante (costituita da colonne in acciaio del diametro di 168,3 mm) tramite l’impiego di un piatto saldato alla colonna ed all’utilizzo di profili angolari ad “L” di bordo. Questo ha permesso di realizzare in alcuni punti una voluta non-complanarità della facciata, al fine di creare un delicato gioco di ombre sul prospetto. La trasparenza può essere letta anche come scambio equo di informazioni: l’organizzazione interna degli spazi, le esposizioni e le installazioni temporanee sono visibili dall’esterno e vicendevolmente dall’interno sono e saranno sempre più osservabili tutte le trasformazioni urbane ed i nuovi cantieri previsti di Masterplan di Erik Van Egeraat e coinvolgenti molti studi di architettura per questa nuova parte di città.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 19