Fortezza d’acciaio

Designer: Arch. Agostino Hirschstein, Arch. Francesco Da Rin
Project: Museo della Grande Guerra nelle Dolomiti
Direzione lavori primo lotto copertura: Arch. Mario Baldin, Soprintendenza B.B.A.A. Veneto Or.
Calcoli: Arch. Agostino Hirschstein
Committenza: Comune di Cortina D'Ampezzo - Regole D'Ampezzo
Finanziamento: Cariverona e privati
Periodo di realizzazione: 1999-2000
Profili in acciaio: Palladio Spa
Documentazione fotografico: Arch. Francesco Da Rin, Arch. Emilia Perego, Arch. Agostino Hirschstein Arch. Marino Baldin
Il recupero, formale e funzionale, dei manufatti che hanno marcato la storia e la memoria della collettività è sempre stata una delle tematiche più interessanti dell’operare architettonico.

Ciò nonostante, non sempre l’operazione “della riscoperta e della riproposizione”, del riportare a nuova vita ciò che è stato dimenticato, in maniera forzata o voluta, è riuscita a ridare un nuovo significato ad architetture pensate e progettate per soddisfare esigenze originarie e ormai completamente prive di significato.
La restituzione all’uso museale del forte “Tre Sassi” in località Valparola (Cortina D’Ampezzo), testimonianza della prima Guerra Mondiale, riacquista, sotto l’abile regia progettuale degli architetti Hirschstein e Da Rin, una nuova dimensione legata alla necessità di ricordare eventi rattristanti.
Il progetto del recupero, da un lato di è occupato di restituire l’immagine stessa del fortino inteso come segno tangibile delle esperienze di guerra, dall’altro di garantire al suo interno l’espletamento delle attività connesse all’esposizione museale attraverso una completa ristrutturazione dei percorsi e degli ambienti interni del vecchio forte. Elemento fondamentale per la realizzazione di questi intenti progettuali risulta qui essere l’acciaio. Con la sua grande flessibilità d’impiego, questo materiale si è dimostrato particolarmente adattabile alla realizzazione di soluzioni costruttive capaci di permettere la totale fruizione degli spazi dedicati alla narrazione espositiva. In particolar modo, il suo utilizzo si è rivelato assolutamente prezioso per quanto riguarda la possibilità di realizzare una voluta differenziazione di alcuni elementi costruttivi altamente significativi, sia sotto l’aspetto tecnologico, sia sotto quelli della sicurezza e dell’estetica. Una rilevanza particolare, in tal senso, acquistano le realizzazioni dei solai dell’intero piano primo e dei serramenti che racchiudono le aperture esterne del vecchio edificio. Gli orizzontamenti, presentando un’ossatura portante in profili in acciaio con intradosso in lamiera ondulata, si distaccano dalle murature preesistenti di circa dieci centimetri dichiarando in tal modo la loro voluta estraneità rispetto alle preesistenze. Funzionalmente parlando, permettono il collegamento in orizzontale di tutti i vani espositivi consentendo altresì l’alloggiamento degli impianti tecnologici che altrimenti avrebbero intaccato le vecchie strutture verticali.
I profilati d’acciaio delle chiusure esterne, associati all’impiego di un vetro antisfondamento, garantiscono contemporaneamente la sicurezza degli elementi esposti e la tutela del microclima degli spazi interni, cosa non indifferente per un manufatto situato a quote altimetriche significative. Ma anche all’esterno della fortezza la presenza dell’acciaio risulta non meno rilevante nella realizzazione di una passerella e di una scala di sicurezza in grado di assicurare convenientemente l’accesso ed il deflusso ordinato dei visitatori anche in condizioni di emergenza.
Un sottile ed affascinante gioco di continui rimandi si viene così ad instaurare tra la poderosità materica del vecchio forte e l’elegante leggerezza degli elementi metallici che hanno contribuito alla sua nuova Epifania.

Di Manuele Elia Marano


Acciaio Arte Architettura 19