Vivere il borgo

Location: Gussago, Brescia
Designer: Arch. Guido Bellandi, Studio Tecnico Associato Architetti Bellandi
Project: ristrutturazione unità residenziali
Committente: Marzo S.a.S
Periodo di realizzazione: 2007-2008
Profili in acciao per serramenti: Palladio SpA, Treviso
Realizzatore serramenti: B. Gandellini
Documentazione fotografica: Paolo Belvedere
Schizzi: Studio Arch. Guido Bellandi
Il progetto di ristrutturazione di due unità residenziali nel centro di Gussago prende l’avvio da una metodica ed attenta rilettura del contesto storico ed insediativo tipico dello storico borgo nel bresciano.

Qui le strade sono strette, fiancheggiate da alte mura e da storici edifici in prevalenza di origine rurale; le macchine circolano a fatica lungo i continui sali-scendi; suggestive sono le vedute verso le colline e la quiete delle corti nascoste.
Le due unità residenziali, oggetto dell’intervento di recupero della casa padronale e degli spazi annessi adibiti originariamente a cantina ed a magazzino, si affacciano su uno di questi piccoli broli.
Nella porzione corrispondente alla vecchia casa padronale gli elementi verticali sono stati riportati in luce: i setti che scandiscono la campitura del portico e del loggiato sono tipici della casa rurale franciacortina ed accentuano la verticalità della facciata interna che si apre verso il cortile. I serramenti hanno avuto un ruolo determinante: marcano l’ordine gigante che viene a formarsi tra il primo ed il secondo livello, senza però farlo apparire eccessivamente slanciato, fornendo invece una sorta di “metro di misura” dello spazio attraverso il ritmo delle specchiature dei serramenti.
Nel secondo fabbricato, la cantina-magazzino, si è cercato il dialogo con la prima ala dell’edificio attraverso l’uso dell’ordine a doppia altezza, questa volta però riprendendo la tipica forma ad arco ribassato della finestra degli opifici, edifici produttivi rintracciabili nella vicina zona del Sebino: tre grandi archi a sesto ribassato ritmano la facciata Nord aperta verso la corte interna; all’interno un ampio spazio a doppia altezza.
La facciata dell’ala Est funge da raccordo tra le due unità: nel prospetto una pensilina in acciaio forma una sorte di “quadratura”, inglobando nella parte sottosquadro in marmo Botticino la geometria del serramento a filo esterno e segnando uno dei due ingressi.
I nuovi serramenti sono stati realizzati utilizzando profili tubolari in acciaio. La scelta del materiale è stata fortemente voluta dal progettista, sia per l’importanza di una moderna interpretazione di un materiale storico, quale l’acciaio comunemente chiamato “ferro”, presente nella tradizione rurale del bresciano, sia per valutazioni strutturali, considerando la resistenza flessionale che i montanti delle chiusure a doppia altezza (4,5 metri in altezza, per una larghezza di ciascun modulo di oltre 1,6 metri) dovevano garantire.
Si è preferita per i telai dei serramenti una finitura con verniciatura a fuoco con polveri all’opzione acciaio cor-ten, questo per evitare inestetici percolamenti di materiale ferroso che avrebbero macchiato soglie e stipiti, senza per questo rinunciare ad ottenere un effetto finale “non-omogeno e naturale”, così come ricercato dal progettista.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 38