CASA RIFUGIO



Il tema del serramento è stato qui ripensato in maniera del tutto nuova, scardinando modi convenzionali di pensare e progettare un infisso: si parte ad esempio dalla porta di ingresso a tutta altezza e leggermente ruotata in pianta, che immette al percorso distributore interno (Est-Ovest) e che – una volta varcata – inquadra scenograficamente la scala lineare di accesso al piano superiore. In questo caso il materiale acciaio con cui è stata realizzata la grande porta e le sue cerniere risulta scelta indispensabile per assicurare stabilità e rigidezza all’anta.
Un nastro finestrato perimetra l’intero edificio alla quota direttamente al di sotto del piano di copertura, definendo – di sera e quando internamente illuminato – una netta linea di luce da cui la copertura si stacca, quasi sembrando galleggiare.
Poi vi è l’intuizione, la fantasia, l’ingegno di aver trasformato la parete Sud in un unico grande serramento (30ft x 20ft, ovvero circa 9,14m x 6,09m). Non si tratta però della tradizionale facciata con al suo interno aperture, ma di una parete che – grazie ad un robusto telaio in acciaio e ad un particolare congegno di movimentazione – si apre lasciando passare luce ed aria e, una volta chiusa, assicura ottime prestazioni in termini di sicurezza, isolamento termico ed acustico.
Il meccanismo di movimentazione dell’anta è stato realizzato mettendo a punto un ingegnoso sistema di pulegge, riduttori e deviatori di forza, il tutto completamente a vista.
La scatola perimetrale dell’edificio è realizzata in blocchi di calcestruzzo; gran parte dei tamponamenti è costruita impiegando pannelli di legno multistrato. Il grande camino centrale in acciaio, ben visibile nello spaccato assonometrico, funge figurativamente e fisicamente da perno su cui si attestano i componenti dell’intero edificio.
I materiali scelti (cemento, acciaio, legno multistrato) necessitano di minima manutenzione, questo aspetto in sintonia con la vocazione stessa della “casa-rifugio”, abitata saltuariamente, per lunghi periodi inutilizzata, comoda e spartana allo stesso tempo, naturalmente inserita nel contesto ambientale che la ospita e di cui sembra aver assunto già la patina del tempo, che passa, trasforma e non distrugge.
Di Marina Cescon (”Acciaio Arte Architettura” n. 42)
Progetto: Chicken Point Cabin
Committente: Privato
Localizzazione: Northern Idaho, USA
Progettista: Olson Kundig Architects
Collaboratori al progetto: Tom Kundig, FAIA, design principal; Steven Rainville, project architect; Debbie Kennedy, interior designer
Consulenti: Turner Exhibits, Monte Clark Engineering; Moser Inc.
Collaborazioni realizzative: All New Glass; Star Steel; Steve Clark
Società di costruzione: MC Construction
Foto: Benjamin Benschneider
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