Antony Gormley

Location: Galleria Continua/ Le Moulin
Designer: Antony Gormley
Project: Space Station
Anno: 2011
Documentazione forografica: © the Artist; Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin - White Cube - Galerie Thaddaeus Ropac, Salzburg / Paris
Photo: Oak Taylor-Smith
Quando l'acciaio diventa introspezione. Un nuovo vento culturale soffia sulla sede francese di Galleria Continua di San Gimignano con una nuova, coinvolgente mostra firmata Antony Gormley.

L’esposizione, Space Station and Other Instruments, presentata in collaborazione con la Galleria White Cube e la Galleria Thaddaeus Ropac, si sviluppa nei vasti ambienti de Le Moulin dove tra le curiose opere emerge in tutta la sua imponenza, Space Station, un’enorme scultura in acciaio corten di ventitré tonnellate. Un’installazione di 6 metri d’altezza, 9 di larghezza e 6 di profondità, alla quale è possibile accedere tramite un piccolo passaggio posto a lato.
La struttura dell’opera evoca la griglia di finestre tipica di ambienti sovrappopolati come Manhattan dove i grattacieli diventano emblema di una nuova concezione di città intesa come matrice agglomerante. Un’installazione dal marcato ruolo sociale il cui significato non può essere pienamente compreso senza esplicito riferimento all’inarrestabile crescita che caratterizza la nostra epoca ed al profondo senso di contenimento e condizionamento insito nell’uomo del Terzo Millennio. Traendo ispirazione dagli studi sulla fisica delle particelle, l’imponente scultura rimanda inoltre alla forma di un feto umano concepito come ammasso di cellule nel rispetto di quel linguaggio dell’accumulo rintracciabile in diverse opere del celebre artista. Matematica, filosofia, architettura, ingegneria, psicanalisi sono solo alcune delle discipline parte integrante dell’ampio bagaglio culturale di Antony Gormley, un bagaglio pesante e robusto come l’acciaio, protagonista indiscusso di questa curiosa scultura. Inteso come concentrato della Terra, l’acciaio consente un’empatica connessione tra quest’ultima e i robusti corpi astratti frutto della fantasia dello scultore assumendo così una valenza prima simbolica e poi estetica.
Un’interpretazione che testimonia come la ricerca di Gormley verta sulla relazione reciproca tra corpo umano e spazio abitato inteso sia nella sua accezione più ristretta di microcosmo urbano sia in quella più ampia di macrocosmo universale. Ambiente, forma ed emozioni, sono i campi d’indagine prediletti dall’artista e messi a frutto nelle sue opere attraverso la purezza formale dell’astrattismo, linguaggio volto ad incoraggiare l’introspezione dello spettatore. Un’originale e straordinaria poetica dell’acciaio che consente a Gormley di perseguire il proprio scopo: sostituire la rappresentazione con la riflessione.

Erica Gaggiato
Acciaio Arte Architettura 11