L’arte come condivisione di emozioni

Designer: Tobia Scarpa e Diego Chilò
Project: Intervista
Ho avuto il piacere di incontrare l’architetto Tobia Scarpa due volte...

sempre grazie all’amico designer Diego Chilò: la prima nel suo studio di Trevignano, immerso nella campagna trevigiana circa otto anni fa, la seconda volta a casa sua, questa volta vicino a Venezia, un luogo rilassante, circondato di verde, dove riconosco le scelte progettuali e materiche: la pietra, il legno, l’acciaio.
All’interno un’atmosfera calda ed accogliente: il Maestro, Diego (Chilò), Giustino Chemello per le foto, io ed Alice, tutti in cucina attorno ad un grande tavolo di legno massiccio, un gatto, il caffè, la luce del sole che filtra delicata attraverso il meraviglioso rivestimento in corten, in sottofondo musica di chitarra classica.
Come la volta precedente prevale in me il desiderio di ascoltare e di assaporarmi queste conversazioni di architettura, di materiali, libri, idee e progetti passati e futuri.. vale più di tante conferenze accademiche.

Tobia Scarpa: L’emozione è il motore che dovrebbe spingere l’uomo a costruire qualcosa da offrire agli altri, sia in Arte che in Architettura, più sei ricco e più dovresti offrire: l’Arte e la Conoscenza dovrebbero essere orientati dentro un principio di valori. E’ necessario che le cose girino senza perdere mai l’aspetto spirituale.
Purtroppo oggi si è addirittura perso il concetto di mecenatismo, quando i prìncipi sceglievano l’Arte per lasciare nei secoli un segno di distinzione, per magnificare.
Anche la scelta dei materiali oggi non è più mirata al concetto di durata, chi utilizza l’acciaio in maniera sapiente combatte questa tendenza negativa, l’acciaio dura in eterno.

Diego Chilò: L’acciaio è una porta per il futuro progettista, dove materiali e risorse sono sempre più rari; esso permette di delineare le performances, definire le opere con precisione per trovare la soluzione ottimale sia per la struttura che per il decoro. In futuro si dovrà lavorare finalmente più sul progetto attento alla sostanza e curabilità e meno sull’immagine o sulle tendenze.

Tobia Scarpa: Oggi si parla tanto di minimalismo, in realtà si tratta di appiattimento, di forme, di colori, di materiali, non c’è più conoscenza: le scuole che dovrebbero valorizzare ed individuare i talenti spremono i ragazzi come un tubetto di dentifricio invece di cogliere le qualità di ognuno, dentro la logica della loro natura e secondo la predisposizione che ogni individuo ha (al suono, alla forma, allo spazio..). In questo modo ognuno farebbe esattamente il lavoro che piace e per il quale prova passione ed emozione.

Marzia Urettini: Minimalismo, appiattimento, e la cura del dettaglio?

Tobia Scarpa: Il dettaglio è l’elemento necessario per capire l’ordine del progetto, è parte integrante del linguaggio architettonico, il progetto è fatto da tutto, anche dalle viti e bulloni.
Non basta saper usare bene autocad per progettare, un bravo progettista deve prima conoscere i materiali, le tecniche di lavorazione, le tecnologie migliori. Oggi si tende a guardare solo il prezzo pretendendo che sia sempre più basso e per questo siamo di fronte ad un impoverimento generale che estirpa nell’uomo il desiderio di qualità.

Marzia Urettini: Che cos’è per voi il progetto?

Tobia Scarpa: Il progetto è visione di ciò che si può e si desidera fare nel tempo che sta venendo, per me il progettare è orientato al costruire. Il saper organizzare le cose della materia rispettando le caratteristiche del comportamento umano, intelaiate in un necessario supporto di scelte formali, questo progettare diventa, per me, il mestiere dell’architetto.

Diego Chilò: Sono d’accordo: il risultato di un progetto dipende dalla sensibilità umana e dalle qualità quali sostenibilità e durata, il dettaglio risolto diventa il progetto anzi a mio avviso l’idea del progetto.
Le dimensioni e la quantità non sono a mio avviso gli elementi dominanti, la “sostanza” è l’anima del progetto.

Osservo le finestre della cucina: forature perfettamente libere da ingombri e da coprigiunti, i telai in acciaio inossidabile spariscono incassati nel muro lasciando la visuale verso il giardino perfettamente libera: quando il dettaglio detta le proporzioni dell’intero progetto.

Marzia Urettini
Acciaio Arte Architettura 50