The Art Stable

Location: Seattle, Washington, USA
Designer: Olson Kundig Architects
Project: The Art Stable
Team di progettazione: Tom Kundig, FAIA, Design Principal; Kirsten R. Murray, AIA, Managing Principal; Kevin Kudo-King, AIA LEED AP, Project Manager, Construction Documents and CCA; Jim Friesz, AIA LEED AP, Project Manager, Schematic Design through Design Development; Jeff Ocampo, LEED AP, Project Architect
Costruttore: Point32
Consulenze tecniche: Coughlin Porter Lundeen (Civil Engineering); DCI – Engineers (Structural Engineering); PAE Consulting Engineers (Mechanical Engineering); Kinsman Code Consulting (Code Consultant); Patrick Hayes (Energy Consultant); RDH Group (Envelope); BRC Acoustics & Technology Consulting (Acoustical); ZZA Terracon (Geotechnical); Turner Exhibits, Inc. (Gizmo Engineering Consultants); Kulchin Foundation Drilling Company (Foundation Drilling)
Realizzazione: 2010
Documentazione fotografica: Benjamin Benschneider; Tim Bies; Olson Kundig Architects; Tom Kunding
La casa degli artisti. “Art Stable” è un recente progetto di intervento urbano nel quartiere in rapido sviluppo di South Lake Union, non lontano dal centro di Seattle.

Se è vero che il destino è nel nome, l’edificio, costruito sul sito di una ex scuderia (da cui il nome “Stable”), abbina alla destinazione residenziale quella di nuova “scuderia” dell’arte rappresentata dai vari atelier qui ospitati.
Cinque piani liberi che permettono massima flessibilità e creatività di impiego ai residenti, con al piano terra locali con destinazione commerciale ed un primo piano ospitante l’autorimessa.
La suddivisione degli spazi interni è lasciata libera all’esigenza dei proprietari di ciascuna unità, facilmente modificabile all’occorrenza al sopraggiungere di nuove richieste di organizzazione degli spazi o variazioni d’uso.
Entrambi i fronti principali dell’edificio si caratterizzano per particolari sistemi di aperture azionati da un meccanismo di movimentazione manuale imperniato su una grande cerniera che letteralmente corre lungo tutta l’altezza della facciata. Nel prospetto rivolto verso la strada secondaria, l’argano superiore -collocato in copertura al termine della “cerniera” multipiano esterna- permette un’agevole movimentazione delle grandi paratie blindate dei serramenti in acciaio, consentendo ad oggetti, statue, dipinti di grandi dimensioni l’uscita e l’entrata facilitata negli spazi degli atelier ai vari piani.
Si tratta di uno dei caratteri distintivi ed affascinanti dell’approccio progettuale dell’architetto Kundig: pensare l’edificio nell’evoluzione del tempo, nella flessibilità e nel movimento dei componenti meccanici significativi per la vita funzionale all’interno dello spazio abitativo e di lavoro.Il cinematismo delle grandi aperture abbina il carattere di “scultura”- che fa bella mostra di sé nei prospetti- a quello funzionale, nel consentire aperture straordinariamente ampie rispetto ad ogni standard abitativo e non solo.
La particolarità sta anche nel fatto che la movimentazione risulta completamente manuale: una successione di pulegge e cinghie di trasmissione consente lo spostamento delle grandi ante metalliche, con la possibilità anche di mantenenere in tutta sicurezza l’anta fissa su un determinato angolo d’apertura desiderato.
Le finestre sul fronte principale assolvano alla funzione, vista la conformazione ai vari piani ad open space, di consentire una corretta ventilazione naturale dei locali.
Lo scheletro dell’edificio è stato realizzato in cemento armato, lasciando volutamente a vista le connessioni strutturali. Un sistema di sonde geotermiche è stato inserito a livello dei pali di fondazione: si tratta di uno dei primi esempi di tale tecnica a Seattle; l’impianto termico con geosonde consente alta efficienza energetica sia per le fasi di riscaldamento radiante dei locali, sia per quelle di raffrescamento.
L’uso dei materiali ha seguito una doppia logica: la semplicità e la facilità nella manutenzione. Questo anche in risposta all’esigenza di preservare il carattere specifico di questo ex-magazzino: cemento, acciaio e vetro. Sulla copertura è stata eseguita una predisposizione per futura installazione di pannelli fotovoltaici e di approvigionamento energetico per ricarica delle auto elettriche.
L’edificio è stato insignito nel 2011 del prestigioso riconoscimento intenazionale dell’AIA (The American Institute of Architects) Housing Award: la funzionalità legata alla praticità ed alla ricercatezza formale di nuove forme dell’abitare.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 11