Acciaio e storia

Il ferro, il rame e le sue leghe sono stati per migliaia di anni gli elementi con cui l’umano ha modellato oggetti, monili, armi e recentemente anche strutture portanti ed architettoniche.

La mia formazione tecnica spiega, credo, quanto viene di seguito esposto. Il ferro, il rame e le sue leghe, per esempio: l’ottone, il bronzo, l’oro e prima ancora il legno e la pietra sono stati per migliaia di anni gli elementi con cui l’umano ha modellato oggetti, monili, utensili, armi e recentemente anche strutture portanti ed architettoniche.

Nella realtà il ferro inteso come elemento metallico puro a differenza del rame e dell’oro non si trova in natura. Esistono vari minerali di ferro che combinati con il carbonio ad alte temperature danno, come risultato di una serie di riscaldamenti ed azioni meccaniche di percussione, una lega di ferro e carbonio denominata acciaio.

Oggi l’acciaio “base” (conosciuto comunemente come “ferro”), avente una percentuale bassa del carbonio (inferiore al 0, 2% in massa), viene prodotto in grandi quantità utilizzando la ghisa greggia (ricca di carbonio) la quale viene affinata (ridotto il carbonio) tramite dei forni denominati “Convertitori”. La ghisa greggia viene ottenuta negli “altiforni”, che come dice il nome sono strutture che spesso superano i 30 m di altezza, ne esistono soltanto 5 in Italia tutti a Taranto per una capacità produttiva totale di 10 Mt ghisa greggia l’anno. Anche se il primo altoforno risale al 1340 (Liegi) la produzione delle grandi quantità di acciaio sono iniziate con la prima rivoluzione industriale (utilizzo delle macchine a vapore) ma la vera rivoluzione della produzione è avvenuta con l’avvento dei Converitori (il primo messo a punto da H. Bessemaer risale al 1855) nel secolo appena terminato scorso.

Gli acciai con percentuali più elevata di carbonio ed aventi ulteriori elementi metallici in lega come: Manganese, Silicio, Vanadio, Molibdeno, Wolframio (Tungsteno), Nichel, Cromo, Cobalto, Titanio, sono ottenuti partendo dall’acciai “base” fatto rifondere in speciali forni elettrici di dimensioni legate alle quantità richieste dal mercato (in ogni caso di dimensioni inferiori al Convertitore) al quale vengono aggiunte in modo preciso delle quantità di alcuni degli elementi sopra indicati al fine di ottenere degli acciai di determinate caratteristiche meccaniche e tecnologiche. Come uno chef che nel suo risotto aggiunge sapientemente gli ingredienti.

La scoperta della procedura manuale che porta all’acciaio risale a molti anni fa, nella mia non conoscenza in archeologia mi piace pensare sia vero e non una leggenda che la fa risalire al tempo degli Ittiti quindi diciamo circa 4.000/3.000 anni or sono. Sicuramente come per l’oro, il rame e le sue leghe il processo di perfezionamento, di tali metalli, puramente sperimentale e in buona misura casuale, ha richiesto dei secoli. Sicuramente il “ferro” o meglio l’acciaio ha seguito cronologicamente le leghe del rame.

Il cammino dell’umanità inizia circa 3 milioni di anni fa, almeno per quel che ne sappiamo oggi, ma credo sia molto più vicino a noi il momento in cui l’umano ha iniziato, metaforicamente, a costruire con quello che disponeva un ponte, che si basa su solide fondamenta che lo possono sostenere, nello suo sviluppo senza fine, verso l’infinito. Come ingegnere ritengo che l’utilizzo dell’acciaio ha avuto e continuerà ad avere un contributo insostituibile in questa evoluzione dell’umanità, anche (e non in modo secondario) nei suoi aspetti artistici.

L’acciaio ha sicuramente avuto e continua ad avere, anzi sempre di più, un ruolo, che definirei “strutturale”, determinante nell’evolversi della civiltà o meglio delle civiltà , inoltre quante espressioni artistiche ha consentito di realizzare? Non sono in grado di elencare sufficientemente queste opere se non genericamente il settore: fabbri e manufatti in ferro, ingegneria civile e ponti, ingegneria meccanica con utensili e macchine utensili, architettura ed edifici. Vorrei invece elencare ed esporre il mio pensiero in riferimento agli oggetti in acciaio, non tanto per quelli riconosciuti come artistici veri e propri, attuali e del passato, come spade e armi da fuoco impreziositi con incisioni e bruniture, elementi in ferro battuto per cancelli, inferiate, balaustre; ma per quelli degli oggetti “di uso normale” e delle macchine e strumenti, che oggi, rendono possibile ottenerli, per esempio: elementi di uso quotidiano anche casalingo (come posate in acciaio inossidabile), orologi meccanici, stampi per materie plastiche e per pressofusione di leghe dell’alluminio e del rame, motori, macchine per la lavorazione agricola (aratri, frese, erpici), automobili, treni, navi, parti di aereo e di astronave. Per esempio dal mio punto di vista anche un semplice calibro analogico ventesimale (serve a misurare spessori e diametri con la precisione di 0,05 mm) ha una bellezza e anche notevole, come, facendo un singolo esempio, una macchina utensile denominata “dentatrice” (produce i denti di ruote dentate per asportazione di truciolo) e ancora ritengo bello il cambio a ruote dentate di un motore a combustione interna o alcuni stampi. Se “bello” si può considerare artistico, e se bello ha una componente oggettiva allora molti elementi del settore di meccanica li considero belli ed artistici.

Ferdinando Bozza


Acciaio Arte Architettura 50