Il Louvre inaugura una nuova architettura

Location: Parigi
Designer: Mario Bellini e Rudy Ricciotti
Project: Dipartimento di Arti Islamiche al Louvre, Parigi
Progetto museografico e allestimento: Mario Bellini e Renaud Pierard
Realizzazione: settembre 2012
Foto: Raffaele Cipolletta - Courtesy Mario Bellini Architects, Philippe Ruault – Courtesy Musée du Louvre, Mario Bellini Architect(s).
Dopo ventitrè anni dall’apertura della piramide progettata da Ieoh Ming Pei, il Louvre inaugura la sua seconda e ultima architettura contemporanea

il nuovo dipartimento delle arti islamiche realizzato nella Cour Visconti su progetto dell’architetto milanese Mario Bellini con il collega francese Rudy Ricciotti.
Sette anni di lavoro, tre di cantiere, 6.800 metri quadrati in più per il museo francese di cui 3.800 espositivi, destinati ad ospitare la prestigiosa collezione di arti islamiche, fino ad oggi esposta in sale strette e inadeguate.
La nuova architettura, recentemente inaugurata dal presidente François Hollande, non è un edificio tradizionale, come spiega l’architetto Bellini: “ Non ci ha ispirato nessun riferimento folkloristico ma solo una scelta strategica: sarebbe stato molto più facile generare un nuovo spazio coprendo la Corte Visconti con una classica vetrata ma ciò avrebbe esposto l’Arte dell’Islam ad un’imbarazzante promiscuità con i caratteri settecenteschi della reggia dei Re di Francia, la soluzione è stata invece un foulard che ondeggia come sospeso nel vuoto sin quasi a toccare in un punto il pavimento, senza ingombrarlo totalmente né contaminarne le facciate storiche.”
Un gesto delicato che esaltasse questa collezione, tenendola sospesa in un dialogo di semitrasparenze e di luce- ma senza incongrue interferenze- con la settecentesca Corte Visconti, le sue facciate e il cielo di Parigi. Alla geometria della copertura, flessuosa e quasi tessile, risponde la continuità dello spazio interno, popolato da grandi vetrine-teca in cristallo.
Il vetro – sostenuto dalla grande struttura spaziale reticolare in tubi di acciaio saldati – è chiamato a sigillare verticalmente, in posizione arretrata rispetto al suo perimetro esterno, l’intera copertura con il pavimento della corte. Qui la sfida, vinta, è stata di farlo in modo totalmente invisibile. Sotto il grande mantello della copertura lo spazio è stato mantenuto unitario con un percorso fluido e dinamico. Alcuni “squarci”, praticati al piano della corte, aprono la vista della copertura e la percezione della luce naturale, generando un coinvolgente senso di integrità dell’intero spazio museale. “Nessun riferimento – ovviamente – a tappeti volanti, veli islamici o musciarabia – continua l’architetto Bellini – solo un profondo rispetto per la collezione islamica, unito ad una personale conoscenza (maturata nel corso di numerosi viaggi) del suo contesto geografico culturale”.
Gli obiettivi del progetto erano complessi ma sono stati tutti raggiunti:
- mantenere il senso di leggerezza, sospensione, levitazione della copertura
- controllare e moderare la luce del giorno senza perdere l’atmosfera plein air
- studiare una compatibilità empatico/dialettica tra la corte e il nuovo padiglione
- collegare con il consueto percorso di visita del Louvre i nuovo spazi dedicati all’arte islamica senza comprometterne la singolarità.

La copertura è composta da doppi pannelli triangolari in maglia metallica color oro e argento per una superficie di circa 1500 metri quadrati, ha uno spessore variabile da 20 centimetri a un metro e mezzo e pesa 120 tonnellate. L’altezza massima della copertura da terra è di circa 8 metri ed è sostenuta unicamente da otto pilastri in acciaio non verticali con inclinazioni diverse tra loro per accentuare l’effetto di leggerezza.

Marzia Urettini
Acciaio Arte Architettura 52