Architetture del ’900 in acciaio

Designer: Bruno Morassutti
Project: Ex sede IMB
Ex centro istruzione IBM

L’edificio progettato da Bruno Morassutti per IBM a Novedrate (1970-74), premiato nel 1975 dal CECM con il Premio europeo per la migliore costruzione metallica, è un’icona dell’architettura in acciaio degli anni 70 del Novecento.
Oggi quest’opera si può definire un instant classic, cioè un edificio che già alla sua nascita è emblematico di una ricercata progettazione sull’uso di diversi materiali, alcuni come l’acciaio cor-ten, innovativi sia per l’epoca che per il loro impiego.
Il complesso edilizio, destinato alla formazione e all’alloggio del personale tecnico della società, si va a collocare su una vasta area contigua all’abitato di Novedrate (CO) dove sorgeva una villa settecentesca immersa in un parco secolare; si articola su una superficie di circa 23.000 mq, in un insieme di volumi che rispecchiano le varie attività che vi sono ospitate (didattica, studio, ristoro, svago e riposo).
Il progetto, con una concezione diversa dall’attuale idea di inserimento ambientale del costruito, sviluppa la costruzione seguendo l’andamento naturale del terreno in un rapporto di compenetrazione non mimetica.
L’opera è un elemento edilizio che si inserisce nel territorio interpretando l’idea della natura che entra nella costruzione grazie ad una progettazione che privilegia la vista dall’interno verso l’esterno.
Sull’accesso a nord è ubicato il corpo su due livelli che ospita al piano terra la hall di ingresso e il centro di elaborazione dati necessario per trasmettere nelle varie aule le lezioni video e le videoconferenze a circuito chiuso, mentre al primo piano sono situati gli uffici.
Un cortile quadrato centrale costituisce lo spazio nodale che mette in comunicazione i volumi che si sviluppano lungo due direttrici parallele di penetrazione pedonale (come indicato anche nel progetto originale), con i corpi a piastra che ospitano le funzioni collettive, uno dei quali in parte incassato nel terreno.
Il complesso edilizio si caratterizza per la reiterazione del volume a tre piani destinato ad ospitare 24 camere con bagno privato, per un totale di 240 camere singole e 23 camere per i dirigenti della società, create dall’unione di due moduli di camera singola.
Il modulo di base è costituito da due cubi, sospesi a sbalzo, che ospitano le camere e da tre torri di sostegno in cemento armato, due laterali e una centrale, che contengono le scale di servizio e gli ascensori.
La parete principale delle torri, realizzata con elementi verticali in acciaio, formalmente sembra rimandi anche al design di alcuni computer e macchine contabili di progettazione IBM.
Dal punto di vista costruttivo i volumi degli alloggi sono sostenuti da due travi in ferro, per ognuno dei tre piani, composte da due ali simmetriche e da un’anima irrigidita da lamiere metalliche trasversali; tali travi, di altezza 70 cm e forate in più punti per permettere il passaggio degli impianti, costituiscono gli unici sostegni di una maglia costruttiva di cinque telai verticali, tesi da tiranti e irrigiditi dai solai in copponcini prefabbricati di cemento armato.

Al di sotto dei volumi residenziali, che ad ogni piano comunicano tra loro con un corridoio centrale, è ubicata la sezione didattica con le varie aule, su un unico piano rialzato dal terreno; tale sezione dispone a livello del terreno e del piano interrato di percorsi di distribuzione orizzontale collegati a quelli verticali delle torri con una soluzione che sviluppa i due corpi paralleli sfalsati tra loro di un piano.
La struttura portante è costituita in parte da una serie di telai verticali a due piani, posti a intervallo di 15 m, incastrati alla base per mezzo di piastre saldate al montante e inbullonate su plinti di calcestruzzo che sostengono le travi principali metalliche (in appoggio) e in parte da travi che si attestano sulle pareti in cemento armato delle torri, alternativamente con appoggio fisso e mobile (lastre in neoprene). In questo modo, ogni 31 m è presente un giunto di dilatazione longitudinale.
L’assemblaggio delle travi e dei copponi dei solai prefabbricati in c.a.p. è stato realizzato grazie al ricorso ad un sistema di pioli di collegamento saldati sull’ala superiore della trave e con getto finale di completamento; i copponi sono assottigliati in corrispondenza dei punti di appoggio.
Il piano seminterrato, dal lato a valle, ospita lo spazio della mensa, la cucina, il soggiorno e vari magazzini.
La struttura è costituita da colonne a croce in acciaio cor-ten e da travi portanti che consentono lo sbalzo della copertura che rende possibile l’impiego di vetrate perimetrali continue a tutta altezza.
A livello seminterrato, sul lato sud del cortile ci sono il centro di calcolo e i laboratori didattici ubicati sotto ad una copertura a prato come per l’auditorium a doppia altezza e la palestra ubicati sul lato opposto.

Nel Centro Istruzione IBM, oggi sede dell’Università Telematica Ecampus, Morassutti esprime una filosofia del vivere gli spazi finalizzata alla centralità dell’individuo e all’attenzione verso la componente di dettaglio.
La distribuzione spaziale interna e le relazioni tra i diversi spazi e livelli di privacy, delimitabili anche con il solo ricorso ad attrezzature di arredo fisse, è gestita facendo riferimento a griglie modulari.
La progettazione dei singoli elementi costruttivi e degli arredi su misura, come ad esempio la soluzione ideata per i bagni delle camere, rappresenta un aspetto progettale non comune per l’epoca soprattutto su edifici di grande scala.
L’ampio impiego di vetrate continue che caratterizza fortemente il progetto trova nei serramenti un elemento importante dal punto di vista compositivo ma purtroppo con soluzioni tecnologiche non sensibili al tema del contenimento energetico, perché condizionate dal basso costo dell’energia peculiare di quegli anni.
In quest’opera i serramenti a telaio profilato in acciaio sono progettati sulla base di un programma modulare finalizzato alla produzione prefabbricata.
La progettazione modulare del complesso edilizio si concentra anche sulla modularità delle vetrate che all’esterno sono dotate di membrane oscuranti in tessuto di fibra di vetro e pvc, di diverso colore (blu scuro o giallo) a seconda della tipologia degli ambienti interni e delle relative funzioni.
Le facciate dei cubi che ospitano le camere, interamente rivestiti da lastre in acciaio cor-ten, sono caratterizzate da una maglia quadrata creata dalle rientranze del serramento vetrato della camera che è esteso a tutta la superficie della parete; con questa soluzione dall’interno della camera si può godere del paesaggio naturale circostante.
Dal punto di vista strutturale l’intervento è interessante per le modalità con cui vengono impiegati i diversi materiali (acciaio, cemento armato, cemento armato precompresso e muratura) ottimizzando le prestazioni meccaniche dei singoli materiali in base alla loro collocazione spaziale e funzionale, con la medesima logica architettonica che abbiamo finora visto.
Le pareti in muratura vengono impiegate solo in alcuni spazi interrati e protetti, mentre vengono portati all’esterno i materiali considerati più durevoli, come l’acciaio cor-ten e il cemento armato.
Il progetto viene quindi sviluppato anche sul rapporto di contrasto tra i vari materiali strutturali, dove anche le sottili lastre in acciaio cor-ten che rivestono le facciate dei cubi residenziali, il calcestruzzo che caratterizza le torri e l’acciaio-vetro dei serramenti vengono trattati enfatizzando i temi della durabilità in funzione del ruolo costruttivo dei singoli elementi, ma con una filosofia strutturale probabilmente mai vista fino a quel momento su edifici di grandi dimensioni.

Di Lucio Bonafede e Francesca Emma


Acciaio Arte Architettura 52