Sct. Nicolai Cultural Centre

Location: Kolding, Denmark
Designer: Dorte Mandrup Arkitekter ApS, Denmark
Project: Recupero ed integrazione di edifici originariamente adibiti a polo scuolastico
Superficie intervento: 5.500 m2
Committente: Comune di Kolding, Danimarca
Ingegnere strutturista: EKJ Rådgivende Ingeniører
Paesaggista: Arkitekt Kristine Jensens Tegnestue
Periodo di costruzione: 2006-2008
Premi-riconoscimenti: Kolding Municipality Award 2008, Nominated for World Architecture Festival 2009
Documentazione fotografica: Adam Mørk, Helene Høyer Mikkelsen, Jakob Galtt, Simon Høgsberg.
Una risposta alle nuove esigenze della cittadinanza in termini di spazi pubblici e di servizi alla collettività

L’area del vecchio e non più in uso polo scolastico nella città di Kolding in Danimarca è stato oggetto di un concorso di idee per ripensare e riprogettare l’utilizzo di questa nevralgica parte di città, vicinissima al centro cittadino.
Il concorso progettuale è stato indetto dalla città di Kolding e dalla fondazione filantropica RealDania, specializzata in progetti di recupero urbano e riconversione del patrimonio edilizio storico. La finalità era quella di poter dare una risposta alle nuove esigenze della cittadinanza in termini di spazi pubblici e di servizi alla collettività, nonché soluzione alle istanze di conservazione degli immobili vincolati (due dei cinque oggetto dell’intervento).
I cinque edifici sono stati edificati nell’arco che va dal 1856 al 1909, collocati attorno ad un grande spazio vuoto, una corte interna che li collegava in un unicum. Uniti da una medesima vocazione culturale e scolastica anche se poi ognuno presentava un proprio distintivo carattere formale e funzionale specifico.
La strategia progettuale seguita è stata quella di valorizzare la connessione tra gli edifici, tutti molto diversi per materiali e volumetria, impiegando elementi in acciaio Cor-Ten per i nuovi inserimenti. Grandi lastre orizzontali e verticali di acciaio collegano i diversi volumi, delineando nuovi percorsi, mantenendo però il disegno informale dell’estesa superficie in asfalto, campo di gioco per i bambini e punto privilegiato da cui poter cogliere l’unità dell’intervento.
L’acciaio va a disegnare anche l’imbotte dei serramenti che fuoriescono plasticamente dal piano dei prospetti storici. Qui sono ricavate bussole di ingresso, spazi filtro fra interno ed esterno, prima di entrare all’interno degli edifici: la casa della musica, il polo dell’arte, uno spazio museale e d’archivio, un centro per l’infanzia, un cinema ed un bar. Quando il bel tempo lo concede, la corte si accende della risa di bambini che giocano, dei colori dei passanti che attraversano la piazza o che sostano nella terrazza esterna del bar per gustare un caffè ed il tepore del sole.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 52