Solitaria lotta

Designer: Arcangelo Sassolino
Fotografie: Pamela Randon
Arcangelo Sassolino e quella tensione emotiva che riesce a ricreare attorno alle sue opere.

Perché di questo si tratta. La tensione dettata dall’insicurezza per ciò che spesso ci è incomprensibile, ma che proprio per questo ci attrae. Opere che non sono funzionali ma funzionano e di cui la bellezza è proprio la funzionalità stessa. Pezzi ridotti all’essenziale, spogliati di qualsiasi questione prettamente estetica, idioma del design più minimalista.
Siamo davanti a quella che, attraverso cambiamenti meccanici e strutturali, appare come l’evoluzione della creatura smisurata, di quel ragno meccanico che ci emozionò nel 2007.
Il braccio di un escavatore e della sua benna, a cui attraverso un intenso studio delle forze, (pressione, gravità e frizione), attraverso lo studio della sua presenza fisica, ed attraverso un’attenta e avanzata riprogettazione, Arcangelo ha dato nuova vita, totalmente differente dalla prima, anche sotto un aspetto formale.
I tre elementi del braccio sono stati riassemblati ed ognuno dei pistoni dei tre elementi si muove in maniera autonoma generando una nuova posizione di volta in volta e ad ogni movimento.
Braccia che autonomamente l’una dall’altra scavano il pavimento si ergono e fendono l’aria ed al raggiungimento di una determinata posizione, mai la stessa, cercano nuovo equilibrio e spostano lentamente il peso dell’opera. Elementi che si muovono placidamente, ma inesorabilmente, senza scampo né pace, incatenati gli uni agli altri, ma ognuno in una lotta solitaria.
Titani che con la bellezza della loro forza ci attraggono, permettendoci di partecipare impotenti a questo confronto dal risultato incerto.

Chiara Centineo
Acciaio Arte Architettura 53