Un loft di carattere

Location: Vicenza
Designer: Arch. Michele Slaviero
Project: Ristrutturazione ad uso abitativo
Committenza: Privato
Periodo di realizzazione: 2011-2012
Profili in acciaio per serramenti: Palladio SpA, Treviso
Serramenti in acciaio: L.A.F.A. Snc di Favaro W. & C. Maerne di Martellago, Venezia
Foto: Arnaldo Dal Bosco
Uno spazio concepito come un grande ambiente vuoto occupato da diversi volumi distinti, come se fossero dei container, dei box posizionati lì, provvisoriamente.

Alle porte di Vicenza, un edificio realizzato negli anni ‘50 per ospitare un’attività produttiva ha attirato l’attenzione di una committenza affascinata da questo ambiente dalle finiture spartane e l’impiantistica a vista, che lo ha trasformato in un loft davvero singolare. L’unità immobiliare in oggetto fa parte di un contesto molto vario, che negli anni più recenti è divenuto oggetto di riqualificazione.
L’immagine di questo spazio è stata definita gradualmente assieme ai committenti, che hanno fortemente voluto mantenere dei richiami all’ambiente di lavoro originario, inserendo al contempo anche dei rimandi all’universo metropolitano contemporaneo. Il risultato è ironico e divertente. Lo spazio è stato concepito come un grande ambiente vuoto occupato da diversi volumi distinti, come se fossero dei container, dei box posizionati lì provvisoriamente. Ogni volume ha una propria funzione e caratterizzazione formale e cromatica, per un risultato davvero particolare.
Il progetto ha previsto innanzitutto una riorganizzazione degli ingressi all’abitazione, impostando la nuova entrata pedonale al centro e prevedendo ai lati le due nuove autorimesse. Dal nuovo portoncino d’ingresso in ferro zincato e vetro traslucido, si accede ad un disimpegno per poi entrare nel grande ambiente destinato alla zona giorno, suddiviso da grandi pilastri che sostengono il solaio in tutta la sua altezza. Sullo sfondo, si trova la scala a giorno preesistente, rinnovata nei sostegni e nelle ringhiere, attraverso la quale si sale al primo piano dove si ritrova un lungo e stretto ballatoio. Da qui si apre un nuovo volume che ingloba le camere, mantenendo il corridoio e le aree di disimpegno aperte verso il volume principale. Sull’area frontale sono stati ricavati la camera padronale, con annesso servizio igienico da una parte e stanza ad uso cabina armadio dall’altra, mentre sul lato opposto lo spazio a shedèstato destinato alle attività all’aperto, grazie alla rimozione di una parte di copertura.
Il linguaggio è forte, deciso, carico della suggestione degli anni ‘60, che si ritrova anche nei particolari: il rivestimento delle docce ad esempio, per il quale sono state utilizzate vecchie riviste, oppure le pulsantiere, le parti impiantistiche lasciate a vista come in origine, o ancora le finiture grezze e le lavorazioni artigianali in ferro o legno. A tutto questo si aggiunge il riutilizzo di alcuni elementi che caratterizzavano l’ambiente preesistente: i vecchi serramenti in ferro e vetri traslucidi divenuti dei pannelli divisori scorrevoli, oppure la porta metallica della vecchia centrale termica che è oggi porta scorrevole al nucleo servizi, per continuare con il grande portone carrabile su strada che si ritrova,ora modificato, all’interno della zona living.
Anche i serramenti esterni costituiscono un momento fondamentale nella definizione dell’immagine globale. Anch’essi presentano un carattere forte dato dal materiale, dalle modalità di assemblaggio, dalle maniglie di fattura artigianale, dalle lamiere degli imbotti che contengono il sistema di oscuranti esterni. Tutte le forometrie preesistenti sono state più o meno modificate: al primo piano sia per realizzare un nuovo cassonetto per le tende oscuranti a rullo, sia per poter creare un basso zoccolo inferiore. Al piano terra invece, si è ampliata la luce delle finestrature abbassando la soglia a filo pavimento e non prevedendo il cassonetto superiore.
Nel progetto si utilizzano tanti materiali differenti, che hanno però in comune la semplicità, quell’essenzialità tipica dei materiali che si ritrovano comunemente negli ambienti di lavoro, nei laboratori o nelle grandi fabbriche e officine. Tutto questo si contrappone a certe sofisticatezze tecnologiche impiegate all’interno dell’abitazione, al passo ovviamente con i nostri tempi. L’ampio utilizzo del colore con i grigi in differenti sfumature accanto a colori decisamente vivaci, contribuisce a rendere l’atmosfera allegra, dinamica, come due mondi diametralmente opposti – quello della vita lavorativa in fabbrica,da una parte e la vita privata, dall’altra -che si incrociano e si fondono in maniera spensierata, briosa, armonica, dando vita ad una sinfonia unica.

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Acciaio Arte Architettura 53