Una nuova formula creativa

Designer: Laura Stefani ed Eva Franceschini
Fotografie: Massimo Farina (immagini dei singoli gioielli) e Soili Milan (immagini della mostra “Il riscatto dello scarto” Galleria Ivo Milan Radical Fashion, Padova, Dicembre 2012).
(Preziosità+Riutilizzo+ Gioco)Leggerezza

Per presentare il progetto, nato dalla fruttuosa collaborazione fra le designers Laura Stefani ed Eva Franceschini, le parole delle due protagoniste offrono una prima chiave di lettura, un grimaldello per forzare l’incanto delle loro creazioni, aiutandoci a cogliere la nuova dimensione di “preziosità” che queste “sculture da indossare” regalano.

<< (…) Tutti i miei lavori sono accomunati dall’uso di un materiale di base estremamente povero e dal preciso intento di nobilitarlo attraverso un esercizio manuale , il più delle volte lungo e certosino.
Il progetto nasce da una caparbia ricerca e da un’ostinata sperimentazione partendo da ciò che solitamente si elimina, si getta o si dimentica, sia esso plastica, carta, stoffa o metallo. Grazie al dialogo tra “ingredienti” diversi e soprattutto attraverso la loro elaborazione minuziosa, vengo ad ottenere una costruzione del tutto nuova, spesso tanto lontana dal materiale originario da farlo sentire ormai del tutto estraneo e alieno. Un lungo, metodico lavoro fisico quindi, non solo un’idea, fa di un monile una vera piccola opera da indossare, veste una scultura di quella carica emotiva che è tanto più intensa quanto più la materia è umile e suscita in un’installazione la suggestione propria di una forma d’arte che ha il desiderio di raccontarsi, l’esigenza di comunicare.>> ( 1)

<< Creare, creare, creare! Sporcarmi le mani, tagliare, bruciare, laminare, bucare…Da un po’ di anni è diventato il mio “divertimento” quotidiano. >> ( 2)

La dimensione principale è sicuramente quella del “gioco”, inteso non come semplice passatempo, ma piuttosto come quell’attività carica di tutta la serietà, metodicità e devozione totalizzante proprie dell’approccio al gioco da parte di un bambino.

Recuperare da adulti tale valore significa poter vedere il nostro quotidiano da un diverso punto di vista: probabilmente non avevamo mai colto prima d’ora le infinite sfumature di verdi e di blu delle bottigliette di plastica per acque e bevande che ogni giorno fanno capolino dagli scaffali dei supermercati, od anche, non avevamo forse mai realizzato quanto soffici e brillanti potessero essere “nuovi fili d’erba” da indossare sbarazzini a mo’ di grande spilla. L’argento – lasciato volutamente ossidato, quasi a voler nascondere la sua intrinseca preziosità – crea ulteriori sfumature.

La  potenzialità della plastica – tagliata con grande precisione, surriscaldata, deformata, saldata, reinventata – assume una del tutto nuova connotazione. Diviene altro rispetto all’oggetto di partenza, pur tuttavia conservandone profondamente un lontano rimando. La preziosità nasce da questa progettata metamorfosi, resa possibile dal costante affinare l’abilità tecnica e la sensibilità nel plasmare quella che di fatto diviene “nuova materia” per nuovi oggetti .
Il metallo, spesso quello convenzionalmente prezioso,  è il supporto di questo gioco, come il filo dell’acrobata circense la cui esilità mette in risalto quanto sia materico e pesante quanto su di lui delicatamente si poggia, ma che al contempo manifesta la propria resistenza senza la quale non sarebbe possibile l’acrobatica passeggiata. Il dialogo è quello tra materiali, è quello speculativo tra le due creatrici, è quello tra la sfera razionale e quella dei ricordi di chi osserva od indossa queste preziose sculture.

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Note

(1) Laura Stefani, orgogliosamente del tutto autodidatta, nella tecnica di lavorazione della plastica si diverte a sperimentare e a percorrere strade sempre nuove, col preciso intento di nobilitare attraverso un esercizio manuale, il più delle volte lungo e certosino, un materiale di base estremamente povero.

(2) Eva Franceschini, Maestro d’Arte in Scultura presso l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova, i suoi gioielli sono esposti nelle sezioni permanenti di diverse Gallerie d’arte europee.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 54