ZAVA The Metal Roots

Designer: Enrico Azzimonti, Lorenzo Damiani, Delineodesign-Giampaolo Allocco, Paolo Ulian
Project: ZAVA The Metal Roots
Concept: Massimo Rosati
Progetto di allestimento: Delineodesign
Realizzazione: Zava
Documentazione fotografica: Lea Anouchincsky
Quattro container rossi, quattro designer, quattro sguardi diversi che armonicamente si fondono in un unico laboratorio itinerante: ZAVA The Metal Roots.

Un progetto di allestimento frutto del sodalizio tra ZAVA, azienda concentrata sul fascino del saper fare, e quattro designer, accomunati non solo da una lunga amicizia ma anche dalla passione e dalla caparbietà che animano le loro creazioni.

L’idea progettuale si costituisce di quattro container in acciaio, laccati all’esterno in colore rosso lucido – il colore del brand ZAVA – e completamente trasformati all’interno. Un racconto che racchiude la storia di una creatività tutta italiana fatta di tradizione e innovazione, di gioco ed ironia, un luogo magico in cui l’incontro tra l’artigiano ed il progettista genera l’intesa che porta alla realizzazione del prodotto, un’officina creativa dove i prototipi si perfezionano e le idee dispiegandosi, prendono forma.

L’evento si svolge all’interno di tre blocchi poggiati direttamente sull’asfalto a semicerchio: due di questi ospitano i progetti di illuminazione dei designer, magazzini dove alla rinfusa viene accatastata la materia prima, mentre il terzo si presenta come il vero cuore produttivo volto a ricreare l’atmosfera di un’inedita officina meccanica.

L’idea alla base dell’allestimento, concreta e visionaria allo stesso tempo, sfrutta uno dei rami più innovativi nel campo architettonico: l’architettura dei container. Prefabbricati e prodotti in grandi quantità, economici e modulari, duraturi e resistenti ai movimenti sismici, mobili e riciclabili, i container possiedono molti aspetti vantaggiosi in ambito architettonico. La lungimiranza del progetto si riscontra inoltre nella stessa filiera produttiva poiché nei processi di lavorazione dell’acciaio non sono contemplate sostanze tossiche o acide privilegiando così le tecniche naturali della tradizione nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Le pareti dei container, opportunamente coibentate e intagliate, raffigurano chiavi, pinze, chiodi, cacciaviti e tanti altri antichi strumenti da lavoro. Gli attrezzi, messi in risalto grazie al contrasto con la lucentezza della lamiera rossa sottostante, dimostrano come la tradizione artigianale fatta di scaffalature colme di utensili e disegni da srotolare, possa sapientemente convivere con le più avanzate tecnologie.

Degna di nota la capacità del materiale acciaio di saper piegare la propria durezza e la propria forza espressiva alle esigenze dell’artigiano il quale, guidato dalla creatività dei designer, riesce a plasmarne la matericità. Il risultato finale è un forte contrasto tra la ruvida semplicità del metallo e l’immagine delle sofisticate collezioni di design, esposte in un laboratorio costruito secondo i più innovativi criteri di ecosostenibilità, risparmio ed autosufficienza energetica.

Un progetto all’avanguardia frutto di un incontro fulminante che ha il sapore elettrizzante dell’avventura e della condivisione di un medesimo, affascinante viaggio.

Erica Gaggiato
Acciaio Arte Architettura 54