Ìnsito

Project: Giovanni Bonomo
Collaborazione: Tecnowatch (Bologna)
Dedicato a : Umbe
Fotografie: Giustino Chemello
Esiste un’orologeria fatta di singoli artigiani e di poche unità, che non incide sul mercato, ma che ha la sua ragione d’essere nella semplice espressione di una passione.

È di questa orologeria che vi voglio parlare.
L’idea di progetto, che caratterizza quest’opera, è l’espressione di una sapiente lavorazione manuale.
Questo particolare orologio, costruito a mano, è stato realizzato utilizzando la base del movimento Lemania 1873, meccanismo realizzato dal maestro Albert Piguet e utilizzato negli anni ’50, caratterizzato da dimensioni compatte, all’epoca tra le più ridotte della categoria. Questo particolare tipo di movimento è stato adottato dai più grandi e importanti marchi di orologeria.
Il movimento, di diametro pari a 27 mm e spessore pari a 6,87 mm, è caratterizzato da 21600 alternanze/ora e montato su 17 o 18 rubini a seconda della versione.
Il movimento ha come caratteristiche grande affidabilità e bene si presta ad elaborazioni estetiche. L’elaborazione del meccanismo è stata eseguita manualmente tramite traforatura ed asportazione con lime ad ago. Le finiture superficiali sono effettuate con trattamento galvanico di rodiatura, doratura o al rutenio.
La soluzione di creare la cassa, quindi carrure e fondello, come un blocco unico, e non in tre pezzi, come di consueto, ha complicato un po’ la costruzione, ma ha permesso, in questo caso, di creare volutamente, attorno al movimento, uno spazio vuoto, che dia la sensazione di un contenitore che racchiuda e custodisca al suo interno il prezioso meccanismo: questa l’idea iniziale del progetto.
Dall’interno della cassa si alzano i pilastrini di ancoraggio del movimento tramite le griffe avvitate.
Completano la cassa, che non subisce stress meccanici in quanto è ottenuta per elettroerosione a filo, il vetro di zaffiro antiriflesso, corona, pulsanti e tappi del fondo muniti di guarnizione.
L’interno è scavato per tornitura e fresatura, ultimando poi la finitura a mano con la satinatura mediante abrasivi o con bulino.
I dettagli in oro, come il quadrante dei contatori e le lancette, sono ottenuti tramite fresatura, poi sottoposti a trattamento galvanico al rutenio, doratura o rodiatura a seconda delle preferenze.
Il quadrante interno a 12 indici, che può essere rifinito con gli stessi trattamenti dei dettagli e con pasta luminosa, completa l’opera; qui visibile in uno dei tre esemplari realizzati.

Di Diego Chilò


Acciaio Arte Architettura 56