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Palazzo dei Trecento a Treviso: il restauro della merlatura

Location: Treviso, Italy
Designer: arch. Gianluca Sampieri
Project: Palazzo dei Trecento
Committente: Comune di Treviso, via Municipio 16, 31100 Treviso
Responsabile Unico del Procedimento: ing. Roberta Spigariol
Coordinatore per la sicurezza: geom. Stefano De Martin
Impresa: Dottor Group Spa, via Italia 131, 31020 San Vendemiano (TV)
Calcoli strutturali: Venice Plan Ingegneria srl, via Rampa Cavalcavia 26A, 30172 Mestre (VE)
Palazzo dei Trecento è da sempre il simbolo del potere politico della città di Treviso .

Eretto a cavallo del XII e XIII secolo nel cuore della città, ha subìto nel corso dei secoli numerose trasformazioni e modifiche ma è stato anche oggetto dello spettacolare intervento di restauro dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Colpito da una bomba americana il 7 aprile del 1944, fu salvato dalla caparbietà di singoli cittadini e dell’allora Soprintendente ai Monumenti ing. Ferdinando Forlati, che con una mirabile opera ingegneristica riuscì a raddrizzare le pesanti murature in mattoni strapiombanti. Il bombardamento, tra gli altri danni, aveva causato anche la caduta di tutte le merlature sommitali in laterizio, realizzate in forma ghibellina durante i restauri del palazzo avvenuti alla fine dell’Ottocento . Durante i lavori di restauro condotti dal 1947 al 1951, si decise la totale ricostruzione dei merli, ma in stile guelfo, così come raffigurati nel dipinto del 1500 Madonna con il Bambino e devoto di Pier Maria Pennacchi .
Ma poco più di mezzo secolo dopo, il coronamento del palazzo presenta già notevoli problemi di conservazione, con erosione, disgregazione, scagliatura e polverizzazione di singoli elementi in laterizio e conseguente caduta di parti, anche di una certa entità; le analisi chimiche hanno permesso di scoprire che molti dei mattoni erano stati realizzati dalla macinatura di vecchi laterizi, forse quelli recuperati dopo i bombardamenti. Inoltre la muratura, a sacco, era stata assemblata con una malta a base di calce aerea e cemento ma molto magra. Infine, alcuni merli presentavano un fuori piombo preoccupante, con un dissesto che interessava l’intera loro massa muraria.
All’avvio degli urgenti lavori di restauro nel 2007, mentre iniziano le operazioni di messa in sicurezza e di semplice pulitura e disinfezione delle superfici, viene effettuata una verifica statica, che permette di verificare l’estrema instabilità delle strutture sommitali, soprattutto in caso di sisma. Si decide pertanto di intervenire in maniera sostanziale, pur tenendo in considerazione lo stato di conservazione di ogni singolo merlo.
Per aumentare la tenuta generale della muratura vengono chiusi gli archetti presenti alla base del coronamento sui prospetti est e ovest, che in passato, prima dei precedenti restauri, avevano funzione di scolo delle acque meteoriche; l’intervento è eseguito con mattoni vecchi di recupero, tenuti sottolivello per evidenziare il nuovo intervento di restauro.
Per i merli più integri, senza problemi di dissesto statico, si è provveduto alla rimozione accurata della loro sommità a cuspide, alla generale revisione della muratura con la sostituzione dei singoli mattoni ammalorati con altri di recupero e stuccatura di tutti i giunti con malta simile all’originale, ma con corretto rapporto carica-legante; quindi sono state realizzate quattro perforazioni a quinconce di lunghezza 240 cm e diametro 37 mm per i primi 150 cm e diametro 18 mm per i successivi 90 cm; la differenza di diametro del foro è stata dettata semplicemente dalla necessità di intervenire con punte di trapano a rotazione giuntate tra loro con innesti di 32 mm, non essendo possibile eseguire i fori con carotatrice né a secco né tantomeno ad acqua. Nelle perforazioni sono state inserite delle barre in acciaio inox AISI 304L Ø 12 mm, fissate alla base con resina epossidica bicomponente iniettata tramite una sottile cannula; la parte restante del foro è stata riempita con malta colloidale senza cemento, compatibile quindi con le murature storiche.
I merli che invece presentavano un notevole dissesto statico, con rischio di caduta della loro intera massa muraria, sono stati completamente smontati in maniera accurata, con il recupero di tutti i mattoni integri; le perforazioni, in numero di 6 per ogni merlo e diametro 18 mm, sono state eseguite a partire dal piede della struttura, per una profondità di 120 cm sui timpani nord e sud e di 50 cm sui prospetti est e ovest. Quindi si è proceduto all’inserimento delle barre, così come avvenuto per gli altri merli; in questo caso, però, sono state aggiunte delle legature orizzontali, sempre in barre di acciaio inox, ogni quattro corsi di mattoni circa, per conferire maggiore resistenza alla massa muraria.
Tutti i merli sono stati infine ricomposti con la loro cuspide sommitale, protetta da coppi in laterizio, fissati con perni in acciaio inox e resina, per evitarne lo scivolamento.
Sul totale di 63 merli della copertura, 35 sono stati consolidati solo con le barre, 24 sono stati anche smontati e ricostruiti e 4, quelli d’angolo, non sono stati interessati da interventi strutturali.
La cornice in pietra, che fa da basamento a tutta la struttura merlata, è stata accuratamente pulita, stuccata e consolidata; anche in questo caso, i piccoli elementi in pietra che fungono da coprigiunto tra una lastra lapidea e l’altra sono stati fissati per sicurezza con perni in acciaio inox.

Questo delicato e complesso intervento di restauro conservativo e strutturale è durato circa sei mesi ed è stato un tassello davvero importante nel quadro complessivo delle operazioni di manutenzione e risanamento che, anno dopo anno, si stanno susseguendo su Palazzo dei Trecento, per garantirne la conservazione ma anche la fruizione in totale sicurezza.

Di Rossella Riscica


Acciaio Arte Architettura 56