Chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino: nuovi poli liturgici a Torino

Location: Torino
Designer: Bezaleel Architettura e Arti per la Liturgia: C. Bertotto, L. Palladini E. Zanellati
Project: Restauro chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino
Profili per serramenti in acciaio: PALLADIO SPA, (TV)
Serramentista: O.C.F. di Agnemo Srl
Fotografie: L. Palladini
Quella di Santa Teresa di Gesù Bambino è una chiesa costruita nel 1958, riconosciuta nell’ambito degli studi specialistici di architettura e liturgia per essere tra le più

Quella di Santa Teresa di Gesù Bambino è una chiesa costruita nel 1958, riconosciuta nell’ambito degli studi specialistici di architettura e liturgia per essere tra le più interessanti preconizzatrici del nuovo corso di pensiero della Riforma liturgica del Concilio Vaticano II. A Torino è sicuramente una delle poche architetture religiose del dopoguerra di esiti felici, oggi dotata di rinnovata visibilità a seguito delle recenti trasformazioni urbane sul passante ferroviario.
L’intervento del 2013 di riassetto dei poli liturgici voluto dal parroco don Sebastiano Mana e curato dallo studio Bezaleel (Carlo Bertotto, Leonardo Palladini, Enrico Zanellati) è stato capace di inserirsi con coerenza in un’architettura fortemente caratterizzata tanto da potersi leggere come il completamento dell’assetto originario; ha esaltato e si è avvantaggiato del disegno compatto dell’aula e di un impianto assembleare che favorisce la partecipazione, giungendo ad un risultato che appare esemplare per chi oggi costruisce nuove chiese o affronta adeguamenti di chiese esistenti.
L’appropriatezza dei segni liturgici è accompagnata anche da un’attenzione al disegno compositivo delle parti che si avvale di dettagli esecutivi e di scelte di materiali appropriate.
L’area battesimale è stata riconfigurata. Sul muro perimetrale della cappella è stata realizzata un’apertura che dà la luce su cui si staglia il fonte: la penombra della chiesa è rotta e il chiarore raggiunge l’assemblea e il presbiterio.
Per ottenere la percezione di un varco luminoso, il vetrocamera blindato è retto da un sottile telaio fisso in acciaio che rimane murato nel rivestimento a vista del mattone.
Al nuovo fonte battesimale è stata data una forma plastica in tensione che si compone nella quiete suggerita dalla luce specchiata dall’acqua del profondo catino da cui emerge il cero pasquale.
L’acqua sfiorando l’invito dato da un troppopieno in acciaio inox disegna in movimento un vuoto che attende  il cero pasquale; la penetrazione del cero nella veglia pasquale – come ci ricordano i progettisti – lascia un segno indelebile sullo specchio d’acqua.
Sul fonte si specchia una piccola croce metallica posta sulla volta del presbiterio.
Il battistero è stato ridisegnato per accogliere anche il sacramento della riconciliazione, con la realizzazione di una quinta di legno costruita su un telaio in ferro avvolgente il fonte che riprende il disegno di graticci esistenti e cela i confessionali.
I nuovi arredi hanno telai e finiture in acciaio che conferiscono grande dignità all’insieme.
Sia il fonte che l’ambone sono stati realizzati con la stessa pietra (una trachite euganea di colore chiaro e tono caldo) utilizzata per il pavimento e l’altare, enfatizzando l’unitarietà dell’intervento.
L’ambone ha le pareti curve, un cilindro scavato da cui emerge il leggio realizzato con uno scatolare di corten; la raffinatezza del disegno non toglie nulla alla funzionalità.
I tre poli allineati dell’altare, dell’ambone e del fonte, costituiscono un continuum semantico di grande efficacia.

by Mauro Sudano


Acciaio Arte Architettura 58