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Only heart – Daniele Boesso

Location: Padova
Designer: Only heart, Daniele Boesso, Saccolongo
Progettazione e realizzazione: Only heart, Daniele Boesso, Saccolongo, Padova
Partner commercializzazione: Idea e Progetto Soluzioni d’arredo, Padova
Documentazione fotografica: Archivio Daniele Boesso, Idea e Progetto Soluzioni d’arredo - Padova, Auge Editore Srl
L’atelier-laboratorio di Daniele Boesso è un luogo magico. Non così facile da trovare: ci si arriva attraversando un percorso che taglia la campagna veneta a sud di Padova

L’atelier-laboratorio di Daniele Boesso è un luogo magico. Non così facile da trovare: ci si arriva attraversando un percorso che taglia la campagna veneta a sud di Padova, immerso com’è tra realtà produttive -cresciute forse troppo in fretta ed ora solo in parte utilizzate – ed il verde, il giallo, i filari di pioppi della campagna tutt’intorno.
Già dall’ingresso si intuisce che non si tratta di una convenzionale officina. Lo spazio verde antistante il laboratorio, una sorta di brolo con alberi da frutto, è punteggiato da sculture in ferro in armonia con i colori autunnali. E’ uno spazio di preparazione, pausa per immergersi poi nell’operosità dell’atelier-laboratorio che si apre oltre il portone industriale.
Lo spazio di lavoro interno è una grande sala in cui alla ricchezza di oggetti, strumenti, attrezzature per movimentare, saldare, forgiare, tagliare si abbina la precisione tipica di un laboratorio officinale, dove ogni elemento viene schedato, archiviato e custodito meticolosamente. I grandi armadi di ferro, pezzi unici della collezione “Dolcesteelnovo”, custodiscono gli archivi delle vernici naturali, resine, cere e pigmenti per le operazioni di finitura sulle superfici metalliche. Deliziose scatole in cartone con etichetta scritta  a mano conservano i preparati, alcuni molti rari e provenienti da paesi lontani. All’apertura delle ante degli armadi metallici, un’esplosione di colori e di fragranze colpisce la nostra vista ed il nostro olfatto. E’ pur vero, come sostenuto nella filosofia di questi pezzi unici, che l’esperienza di fronte ad un oggetto deve essere per quanto possibile la più completa,  coinvolgendo vista, tatto ed olfatto.
Il materiale principe è l’acciaio, valorizzato attraverso il recupero di lavorazioni antiche, soluzioni e dettagli che si rifanno al passato, senza però tralasciare una ricerca contemporanea di linearità e funzionalità.
Nella collezione degli armadi “Dolcesteelnovo” ogni creazione ha un proprio nome: Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Guido Guinizzelli che si rifà a quella cura scrupolosa per una nuova lingua, un nuovo modo di pensare, tutti valori che i tre autori con le loro opere esemplificano magistralmente.
I punti di connessione tra i componenti di un pezzo d’arredo o di una scultura corrispondo sovente alle possibili criticità dell’oggetto stesso: sono questi i punti in cui possono manifestarsi distacchi, cedimenti di una parte rispetto all’altra. Qui invece le saldature fatte a regola d’arte costituiscono la sezione solida ed indeformabile; l’ossatura degli armadi metallici mette volutamente in luce il lavoro certosino del mastro-fabbro, esaltandone i dettagli: dalle cerniere ideate e realizzate ad hoc per ogni progetto, alla scelta delle particolari viti d’epoca, alla cura nella fase di saldatura, alle operazioni di finitura con impiego di elementi di dettaglio – come i pomelli- disegnati e prodotti pezzo per pezzo, smaltati a fuoco. L’inserimento finale della targa identificativa dell’oggetto, punzonata a mano, segna la fine del lavoro.
La smaltatura dei pomelli è un’operazione che viene fatta manualmente a caldo, portando gli smalti colorati fino ad una temperatura di 800 gradi centigradi; in questo modo lo smalto si vetrifica sulla superficie metallica, con toni e lucentezza inimitabili in altri processi. Questo passaggio artigianale, che rende il pomello lucente e gradevole al tatto, nasce dall’incontro tra due grandi passioni: gli smalti colorati e la lavorazione dei metalli.
Anche le tecniche di verniciatura si rifanno a formule e prassi antiche ricercate pazientemente su testi d’epoca, nonché alla tradizione presa a prestito da altri settori artigianali, quali ad esempio quello dei liutai. La cura del dettaglio ha portato a ricercare ed a impiegare viti d’epoca: viti a passo Whitworth, viti ultracentenarie a testa sferica. Non si tratta di dettagli manieristici, ma di dettagli che impreziosiscono il pensiero progettuale e realizzativo rintracciabile in tutte le opere di questo artista.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 60