“Antica residenza in Jaffa” ed “Ad elogio del chiaro-scuro” – Due progetti a confronto

Location: Israel, Jaffa / Israel
Designer: Pitsou Kedem Architects
Project: Residenza
Committente / Client: private
Photos: Images courtesy of Pitsou Kedem Architects, photographer: Amit Geron, Styling for photograph: Eti Buskila and Irene Goldberg
Lo studio Pitsou Kedem Architects è da sempre promotore di un approccio alla progettazione dalla scala architettonica a quella del dettaglio, un lavoro che parte dallo studio degli spazi per accogliere le persone

Lo studio Pitsou Kedem Architects è da sempre promotore di un approccio alla progettazione dalla scala architettonica a quella del dettaglio, un lavoro che parte dallo studio degli spazi per accogliere le persone – siano essi residenziali e non- fino a spingersi alla progettazione di elementi di finitura e d’arredo, pensati come completamento essenziale dell’esperienza del vivere all’interno delle loro architetture: ne è un esempio la parete-libreria in acciaio e legno del secondo progetto qui presentato.
Due esperienze a confronto: il recupero di un’antica dimora e la progettazione di un nuovo intervento residenziale, entrambi in Israele, progetti accumunati da un raffinato linguaggio che si compone di poche, semplici e determinanti scelte compositive tra volumi pieni e vuoti, luci, ombre ed un numero ristretto di materiali.
Il primo progetto racconta il recupero di un’antica dimora nel cuore della citta vecchia di Jaffa, nella zona del porto a sud di Tel Aviv. L’idea guida è stata quella di eliminare tutte quelle aggiunte che nel corso di più di un secolo avevano di fatto compromesso la leggibilità degli spazi originari della casa, nascondendo parzialmente le strutture portanti, i materiali lapidei originari, questo con il fine di coniugare più facilmente la storicità della costruzione con la contemporaneità rappresentata dalla nuova articolazione interna degli spazi della casa e segnata da impiego di materiali altri rispetto a quelli storici, primo fra tutti l’acciaio inossidabile e l’acciaio con finitura grezza per i serramenti. L’armonia raggiunta nasce dall’equilibrio fra sottrazioni e misurato inserimento di nuovi elementi.
Il secondo intervento presenta il progetto per una nuova residenza a Tel Aviv: una struttura in cemento armato che contrappone la propria massa, quella dei muri perimetrali, delle travi di copertura e dei solai, al diafano gioco delle parti traforate realizzate con componenti in acciaio Cor-Ten. Questi schermi che filtrano la luce e che creano giochi d’ombre sempre diversi, se visti da lontano, accentuano la loro bidimensionalità, quasi fossero dei piani senza spessore. Di fatto la loro volumetria e matericità viene pienamente apprezzata sostando all’interno della casa, come fossero delle sculture, elementi con propria autonomia rispetto al resto della costruzione. I materiali scelti sono stati impiegati preservando la loro finitura grezza (cemento armato, acciaio e legno). L’acciaio Cor-Ten assume un colore brillante durante il giorno, appare invece quasi nero alle prime luci della sera, regalando una visione completamente nuova degli spazi interni e di quelli esterni.

Marina Cescon
Acciaio Arte Architettura 63