LOFT IN PARIS

in ARCHIVIO di admin on luglio 30th, 2010

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Un vecchio magazzino del 1950, un tempo adibito a deposito di una fabbrica di confetti nell’antico quartiere operaio di Montreuil a Parigi, rientra in un ampio intervento di recupero e trasformazione in abitazioni di ex padiglioni industriali.
Lo spazio presentato è ora diventato la casa-studio di un fotografo: esso risponde alle esigenze funzionali tipiche di un luogo da abitare pur conservando le caratteristiche tipiche del manufatto industriale.
L’uso di materiali adeguati, primi fra tutti l’acciaio, ha trasformato il loft in uno spazio adeguato alle esigenze abitative moderne.
Le grosse travi in acciaio rompono il silenzio di una geometria altrimenti troppo rigorosa legando le tracce del passato con lo spirito del nuovo abitare: è stato inoltre creato un mezzanino con due travi ad U in acciaio saldate tra loro e una “zattera”costituita da 9 travi IPN saldate su 3 travi di bordo IPN sempre in acciaio.
Si è prestata particolare attenzione agli aspetti bio-climatici e di isolamento termico utilizzando materiali assolutamente ecologici e naturali.

di/by Marzia Urettini ( da “Acciaio Arte Architettura” n.38 )

Architetto: LLA – Luca Landolfi Architecture-5, Rue de Crussol, Paris
www.lla-architecture.com
Località: Parigi
Progettista e direttore lavori: Luca Landolfi Architecture
Anno di realizzazione: 2008
Documentazione fotografica: Raùl Candalès

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NUDE MODE IN ARCHITETTURA

in ARCHIVIO di admin on luglio 29th, 2010

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Come poter trasformare un ampio spazio, caratterizzato da una struttura simile a quella di un grande hangar, in un luogo adatto ad ospitare sfilate di moda, passeggiate espositive e manifestazioni culturali?
La risposta non è stata semplice ed immediata, bensì analizzata ed articolata lungo un fruttuoso processo di continua ricerca di raffronto con il contesto in cui si andava ad operare.
Le tracce di questa metamorfosi sono rintracciabili all’interno delle linee guida del progetto che lo studio anglo-francese RFR ha condotto per l’intero ambito di intervento riguardante il padiglione N. 5 del Parc des Expositions Villepinte, a nord di Parigi.
L’essenzialità delle forme, la predominanza della luce, l’impiego di una rosa ristretta di materiali: vetro e acciaio principalmente, sono i principali criteri guida nello scoprire la ricercatezza di questo nuovo spazio della comunicazione e della cultura.
La superficie dell’intervento è di circa 3.500 mq, collocati all’interno di uno spazio espositivo complessivo di 35.000 mq. All’interno di una corte chiusa, lo stato di fatto prevedeva una struttura completamente opaca collocata al centro, che rendeva ancor più austero tale ambito, non permettendo di cogliere alcuna visuale sulle retrostanti strutture.
La finalità del progetto è stata quella di ridare unità all’insieme, valorizzandolo, trasformando il cuore della composizione in un elemento trasparente, aperto, che apportasse luce e che permettesse di introdurre un elemento a scala umana all’interno della struttura gigantesca complessiva.
Al posto delle originarie tamponature opache, è stata realizzata una superba facciata in vetro e acciaio, composta da profili a “T” – collegati rigidamente ai montanti della struttura – che ha fatto trasparire all’esterno l’ariosità dello spazio interno, originariamente non direttamente visibile.
La scelta del profilo a “T” di limitato ingombro visivo, con buoni valori di inerzia, facilità ed economicità nelle operazioni di posa rispondeva appieno alle richieste prestazionali del capitolato, consentendo di coprire considerevoli altezze muti-piano, senza necessitare di punti intermedi di ancoraggio.
L’intervento ha richiesto una progettazione di dettaglio per quanto riguarda i punti di aggancio della facciata alla struttura esistente, finalizzando ogni scelta alla garanzia di assicurare ottimi livelli di insonorizzazione ed isolamento termico.
Connessi al padiglione sono stati realizzati due passaggi coperti, impiegando pannelli di vetro temprato, traslucido. L’interesse in questa realizzazione è rintracciabile principalmente nell’utilizzo “quasi minimalista” delle tecniche realizzative e nella scelta dei materiali: facciate portanti con ossatura in acciaio, vetri isolanti direttamente montati sulla struttura metallica.

di/by Marina Cescon (da “Acciaio Arte Architettura n.11)

Progetto: nuovo intervento per il sistema di facciate e passaggi coperti per la Hall n.5
Località: Parc des Expositions de Villepinte, Parigi
Periodo di realizzazione: 1999
Committente: SIPAC
Progettisti: RFR Ingénieurs Consulting Engineers, Paris; RFR (Peter Rice, Martin Francis, Ian Ritchie) Arch. Matthieu David, paysagiste Jacqueline Waechter
Struttura facciata: Stabalux, esclusiva Palladio SpA, San Biagio di Callalta, Treviso
Realizzatore infissi in acciaio: Dutemple SA, Parigi

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FUORI I RUMORI

in ARCHIVIO di admin on luglio 26th, 2010

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Il rumore ci infastidisce e rende difficile la nostra vita sociale. Può provocare sordità, ipertensione, disturbi del sonno alle persone che ne sono continuamente sottoposte. Trasforma piccole e grandi città in luoghi invivibili. Dobbiamo quindi imparare ad abbatterlo, almeno all’interno delle nostre abitazioni.
Com’è noto, uno dei punti maggiormente coinvolti è la finestra, per questo, creare una barriera che consenta di attenuare i suoni, diviene indispensabile soprattutto se l’abitazione è situata in zone industriali, nei pressi di arterie stradali molto trafficate, aeroporti, stazioni ferroviarie o in centri urbani particolarmente caotici.
La capacità fono-isolante di un serramento è il risultato di una serie di requisiti che, se rigorosamente rispettati, consentono di arginare anche i rumori più molesti.
Tra questi si ricordano la robustezza del profilo, le modalità di connessione, il tipo di apertura nonché una corretta posa in opera. Fattore decisivo per determinare le prestazioni acustiche rimane però il materiale. Maggiore è la massa, più alto sarà l’isolamento. Per questo motivo l’impiego dell’acciaio nella serramentistica si rivela la scelta ottimale per la realizzazione di infissi di elevato peso specifico adatti a ridurre al minimo suoni del tutto indesiderati.
Principio cardine per non compromettere la buona riuscita dell’opera rimane però quella del giunto chiuso poiché dove passa l’aria, passa inevitabilmente anche il rumore. I giunti per questo motivo devono essere saldati e non squadrettati. I tubolari da utilizzare per il serramento inoltre devono avere necessariamente cave portaguarnizioni e devono essere in grado di supportare vetri di un certo spessore con particolare pellicola pvb.
Di fronte a questa serie di requisiti , l’acciaio, si rivela ancora una volta il materiale principe per la realizzazione di infissi ad elevate performance acustiche consentendo comunque ad ogni soluzione architettonica di instaurare il proprio dialogo con l’ambiente naturale circostante.

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IL PROFILO DELLA SOSTENIBILITA’

in ARCHIVIO di admin on luglio 5th, 2010

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Commento del Pvc Forum (8 Luglio 2010)
Desideriamo inviare alcune precisazioni sulla parte che riguarda il serramento in PVC in cui si leggono numerose inesattezze.
Innanzitutto il punto di forza della finestra in PVC è assolutamente la sua elevata prestazione come isolante termico e acustico. I valori di trasmittanza termica scendono oggi sotto a 1 W/m2k, garantendo al progettista il rispetto con ampio margine di quanto richiesto dalla normativa sul risparmio energetico. E all’utente il comfort abitativo sia in inverno che in estate.
Il serramento in PVC non richiede alcuna opera di manutenzione se non la tradizionale pulizia, non provoca condense e non è attaccato dagli agenti atmosferici. Le eccellenti prestazioni sono garantite per moltissimi anni, previa una corretta posa in opera.
Attraverso un accordo volontario denominato Vinyl 2010 (www.vinyl2010.org), l’industria europea del PVC ha eliminato i componenti interni da voi evidenziati: cadmio, piombo, diossina.. Ed ha attivato efficienti circuiti di raccolta e riciclo di migliaia di tonnellate di PVC. Il PVC è infatti un materiale assolutamente riciclabile e concretamente riciclato. Vengono recuperati sia gli sfridi di produzione che i serramenti post uso per produrre beni utilizzabili in molti settori industriali.
Il basso impatto ambientale del polimero, durante il suo intero ciclo di vita, è testimoniato da studi di LCA (Life Cycle Assessment) realizzati da diversi enti europei tra i quali il PVC Forum Italia (www.pvcforum.it) che li mette liberamente a disposizione di chi fosse interessato a consultarli.
Le finestre in PVC nel 2007 hanno ricevuto la valutazione massima di “ecologicamente interessanti” da Eco-devis, organizzazione svizzera composta da enti pubblici e privati che fornisce una classificazione ambientale dei materiali da costruzione molto influente a livello internazionale. Importante riconoscimento che va ad aggiungersi ai punteggi massimi “A+” per gli edifici commerciali e “A” per quelli industriali ottenuti dai profili finestra in PVC nella “Green Guide to Specification” della Building Research Establishment (BRE), una società inglese di valutazione ambientale conosciuta a livello mondiale.
Il PVC Forum Italia è disponibile a offrire ulteriori precisazioni e documentazione tecnica sull’argomento trattato.

IL PROFILO DELLA SOSTENIBILITA’ Articolo on line (”Acciaio Arte Architettura” 7 Luglio 2010)
Nuove direttrici di sviluppo si sono aperte alle soglie del terzo millennio ampliando l’esigenza di formazione e informazione in materia di ecologia nel settore dell’edilizia. Dopo alcune resistenze ed esitazioni, oggi l’intera professione si mobilita verso una nuova sfida: costruire sostenibile mediante una progettazione ad alta efficienza e a zero impatto ambientale.
Nel caso del mercato della serramentistica, una moltitudine di dichiarazioni in competizione proclamano le doti ambientali di materiali diversi diffondendo informazioni intenzionalmente vaghe al fine di disorientare la committenza.
Tra le possibili opzioni per la realizzazione di finestre, troviamo indubbiamente il cloruro di polivinile, meglio noto come PVC, materiale che mal risponde ai requisiti di qualità e di riciclabilità. Per questo motivo in Italia, come in Europa, più volte si è tentato di regolamentarne l’uso a causa di una presunta emissione di sostanze tossiche nella fase di lavorazione e di smaltimento nonché una possibile emanazione di sottoprodotti nocivi in caso di incendi accidentali. Sotto inquisizione, i suoi componenti interni, diossina, ftalati, piombo e cadmio, i quali però grazie ad opportune ricerche, stanno per essere eliminati, ad eccezione del piombo che incontra ancora qualche difficoltà. A dimostrazione della bassa ecosostenibilità del PVC, una certa difficoltà nello smaltimento e nel riciclaggio brutalmente risolta con la messa in discarica, ove, il materiale tende a degradarsi rilasciando gli additivi che lo compongono.
All’alto impatto ambientale si affiancano inoltre problematiche relative alle basse prestazioni: esso infatti necessita di una complessa attività di manutenzione dovuta non solo all’usura del tempo ma anche alle notevoli dilatazioni causate dalle frequenti escursioni termiche tipiche del nostro clima, privando così il consumatore di ogni tipo di garanzia.
Si passa poi al turno del legno, indiscusso protagonista della tanto pubblicizzata architettura ecosostenibile la quale, sottoposta ad un più attento esame, si rivela non essere poi così in armonia con l’ambiente. Questo materiale, una volta impiegato nella serramentistica, viene assemblato a collanti, materie plastiche, solventi, fungicidi ed antiparassitari rendendo i prodotti della combustione del legno altamente inquinanti, come viene dimostrato d’altra parte dal recente inasprimento dei valori limite delle emissioni. Ma non è tutto: conseguenza ancor più grave del massiccio impiego del legno nell’edilizia è la deforestazione, causa di precipitazioni sempre più irregolari e di una progressiva perdita della biodiversità. L’eccessivo abbattimento degli alberi inoltre aumenta il rischio di frane e alluvioni, per non parlare delle repentine variazioni climatiche, triste minaccia per settori quali l’agricoltura. Tra i gravi danni arrecati dalla deforestazione non si possono dimenticare infine il fenomeno dell’effetto serra, la desertificazione nei territori secchi nonché la tanto banale quanto vitale sottrazione delle risorse per le popolazioni indigene.
Nell’ambito della serramentistica, un materiale tanto noto quanto impattante dal punto di vista ambientale è indubbiamente l’alluminio. Si tratta di un metallo che necessita di un notevole impiego energetico nella fase di trasformazione che, dalla bauxite, minerale dal quale esso viene ricavato, conduce alla produzione dell’alluminio propriamente inteso. Inoltre, come si evince da alcune ricerche, nella realizzazione dei serramenti, ai fini di un miglior isolamento, esso è costantemente assemblato a materiali plastici, interiorizzando così tutti gli svantaggi propri del PVC.
Mentre la catastrofe ambientale avanza a colpi di alluvioni e terremoti, un uso appropriato del materiale acciaio offre l’occasione per creare un nuovo linguaggio architettonico che coniuga parametri puramente estetici e funzionali con requisiti di sostenibilità ambientale grazie alla sua capacità di essere perfettamente riciclabile ed ecologico. L’acciaio infatti, per natura, si presta ad essere riciclato all’infinito guadagnandosi così il ruolo di materiale principe anche in materia di sostenibilità. Innumerevoli sono i campi di utilizzo riservati all’acciaio poiché grazie alla sua resistenza alla corrosione non emette alcun inquinante nocivo, nessuna radiazione, rivelandosi totalmente innocuo nei confronti dell’ambiente.
Un metallo senza vincoli sul piano estetico e compositivo, ideale ovunque siano richieste elevate prestazioni di sicurezza e facilità di manutenzione continuando, con rinnovato vigore, a contribuire al benessere della nostra società anche in quest’epoca di incertezze tecnico-economiche. Per sostenibilità ambientale si intende non solo infatti la capacità di salvaguardare le risorse naturali e l’ecosistema ma anche la valutazione dell’economicità della struttura durante tutto il suo ciclo di vita, dalla fase di realizzazione a quella di manutenzione per terminare infine con la fase di riciclaggio.
Un coagulo di prestazioni che dimostrano come progettare in acciaio significhi intraprendere un’impresa sostenibile occupando la tridimensionalità dello spazio senza condizionare l’ambiente.

Commento della redazione “Acciaio Arte Architettura” (16 Luglio 2010)
Siamo lieti di venire a conoscenza di questo accordo volontario denominato Vinyl 2010 stipulato al fine di eliminare i componenti tossici da noi evidenziati.
Leggiamo nel vostro blog, www.pvcforum.it, che si tratta di un accordo a livello europeo e ci chiediamo, a puro scopo informativo, se anche il resto del mondo abbia intrapreso questo cammino verso la sostenibilità. Notavamo inoltre che, per quanto riguarda il piombo, solo una bassa percentuale di produttori ha interiorizzato il contenuto di questo accordo.
Sicuramente esistono buoni e affermati materiali plastici, come ad esempio nylon, rayon, teflon, silicone, vulcolan, o poliuretano, dunque sorge spontanea la domanda sul perché non vengano impiegati nella serramentistica.
L’impatto ambientale, tematica di incontrovertibile importanza, non deve far dimenticare però che il requisito primario di un serramento è la robustezza meccanica poiché esso viene costantemente sottoposto a sollecitazioni alle volte molto violente, basti pensare ai luoghi pubblici dove l’utente è solito non prestare particolare attenzione . Da tempo ormai, produttori di profili e serramenti in PVC si rivolgono al mondo dell’acciaio. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di serramenti in PVC che utilizzano uno scheletro in acciaio, per far fronte, presumiamo, a dilatazioni e debolezze strutturali.
Ci chiediamo allora come farà l’angolo, ossia il punto più sollecitato dell’infisso, il quale viene mantenuto in PVC, a sostenere non solo il peso del vetro e del serramento ma anche quello dei rinforzi in acciaio inseriti internamente? Ci domandiamo inoltre il motivo per cui vengano proposti scheletri interni in acciaio a taglio termico. Non avevamo detto che il PVC era già isolante per sua natura? Si tratta di una serie di quesiti posti al fine di fare informazione sul mondo della serramentistica, nel caso queste tematiche siano state risolte siamo lieti di venire a conoscenza dei progressi del materiale in questione.
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EURATECHNOLOGIES LILLE

in ARCHIVIO di admin on luglio 2nd, 2010

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Nel quadro della creazione del centro EuraTechnologie, la riconversione del complesso di archeologia industriale degli edifici Le Blan –Lafont costituisce la sfida per un rilancio di tutta la fascia urbana lungo le rive del fiume Deûle, non lontano dalla città di Lille.
Il programma è ambizioso e comprende – oltre alle attività economiche legate prevalentemente alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione – spazi ricreativi e commerciali, poli culturali, aree terziarie ed a uffici, nonché un quartiere residenziale, per un totale di più di cento ettari interessati dal piano.
L’organizzazione urbana dell’insediamento riprende e reinterpreta la filosofia delle storiche città-giardino, quartieri in cui la relazione fra costruito e natura circostante diveniva essenziale ed imprescindibile.
La strategia di intervento per il recupero degli immobili si è concentrata particolarmente nelle azioni di ripristino di alcuni elementi del linguaggio architettonico tipico della storica realtà industriale della filatura: la maestosità degli spazi di lavoro, l’ariosità delle sale a doppia altezza, eliminando –talvolta- quelle componenti che nel tempo si erano andate a sommare e che pregiudicavano la lettura d’insieme del complesso storico.
Mattone, acciaio e vetro i materiali costruttivi adoperati: le grandi vetrate hanno conservato l’aspetto originario di trama in leggera filigrana, caratterizzata dalla presenza di telai sottili ma altamente resistenti.
Le grandi facciate raggiungono altezze di circa una ventina di metri, con conseguenti pesi ragguardevoli delle specchiature di vetro da collocare in opera. I montanti impiegati per le facciate e per l’orditura principale della copertura vetrata sono costituiti da particolari tubolari in acciaio, caratterizzati dalla presenza di una cava centrale – detta “a coda di rondine”- che, oltre al fine di rendere più robusta la sezione, costituisce la naturale e pratica sede nelle fasi di montaggio in cantiere per l’alloggiamento delle guarnizioni che andranno a separare il vetro dal montante in acciaio e delle viti di serraggio. Questo comporta riduzione di tempi di montaggio, possibilità di utilizzare anche maestranze non altamente specializzate per tali operazioni, potenzialità di intensificare, lungo tutta la cava ed all’occorrenza, i punti di chiusura. Tali caratteristiche hanno concorso per una veloce e sicura gestione delle operazioni in cantiere che, in ragione delle ragguardevoli dimensione di facciate e coperture vetrate, avrebbe potuto presentare numerose fasi aggiuntive, delicate e di più difficile realizzazione.

By/di Marina Cescon (da “Acciaio Arte Architettura” n.39)

Progetto/Project: EuraTechnologies
Luogo/Location: Lille, France
Periodo di realizzazione/Time of construction: ultimata / completed 2009
Committente/Client: Communauté Urbaine de Lille
Progettazione (architetto incaricato(/ Design (Principal Architect): BROSSY & Associés,
Team associati / Local Associates: SAS MIZRAHI, BET TCE
Profili in acciaio per facciate / Steel profiles for façades : Sistema Stabalux, Palladio SpA, Treviso, Italia
Documentazione fotografica / Photographs: BROSSY & Associés

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