EURATECHNOLOGIES LILLE

in ARCHIVIO di admin on luglio 2nd, 2010

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Nel quadro della creazione del centro EuraTechnologie, la riconversione del complesso di archeologia industriale degli edifici Le Blan –Lafont costituisce la sfida per un rilancio di tutta la fascia urbana lungo le rive del fiume Deûle, non lontano dalla città di Lille.
Il programma è ambizioso e comprende – oltre alle attività economiche legate prevalentemente alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione – spazi ricreativi e commerciali, poli culturali, aree terziarie ed a uffici, nonché un quartiere residenziale, per un totale di più di cento ettari interessati dal piano.
L’organizzazione urbana dell’insediamento riprende e reinterpreta la filosofia delle storiche città-giardino, quartieri in cui la relazione fra costruito e natura circostante diveniva essenziale ed imprescindibile.
La strategia di intervento per il recupero degli immobili si è concentrata particolarmente nelle azioni di ripristino di alcuni elementi del linguaggio architettonico tipico della storica realtà industriale della filatura: la maestosità degli spazi di lavoro, l’ariosità delle sale a doppia altezza, eliminando –talvolta- quelle componenti che nel tempo si erano andate a sommare e che pregiudicavano la lettura d’insieme del complesso storico.
Mattone, acciaio e vetro i materiali costruttivi adoperati: le grandi vetrate hanno conservato l’aspetto originario di trama in leggera filigrana, caratterizzata dalla presenza di telai sottili ma altamente resistenti.
Le grandi facciate raggiungono altezze di circa una ventina di metri, con conseguenti pesi ragguardevoli delle specchiature di vetro da collocare in opera. I montanti impiegati per le facciate e per l’orditura principale della copertura vetrata sono costituiti da particolari tubolari in acciaio, caratterizzati dalla presenza di una cava centrale – detta “a coda di rondine”- che, oltre al fine di rendere più robusta la sezione, costituisce la naturale e pratica sede nelle fasi di montaggio in cantiere per l’alloggiamento delle guarnizioni che andranno a separare il vetro dal montante in acciaio e delle viti di serraggio. Questo comporta riduzione di tempi di montaggio, possibilità di utilizzare anche maestranze non altamente specializzate per tali operazioni, potenzialità di intensificare, lungo tutta la cava ed all’occorrenza, i punti di chiusura. Tali caratteristiche hanno concorso per una veloce e sicura gestione delle operazioni in cantiere che, in ragione delle ragguardevoli dimensione di facciate e coperture vetrate, avrebbe potuto presentare numerose fasi aggiuntive, delicate e di più difficile realizzazione.

By/di Marina Cescon (da “Acciaio Arte Architettura” n.39)

Progetto/Project: EuraTechnologies
Luogo/Location: Lille, France
Periodo di realizzazione/Time of construction: ultimata / completed 2009
Committente/Client: Communauté Urbaine de Lille
Progettazione (architetto incaricato(/ Design (Principal Architect): BROSSY & Associés,
Team associati / Local Associates: SAS MIZRAHI, BET TCE
Profili in acciaio per facciate / Steel profiles for façades : Sistema Stabalux, Palladio SpA, Treviso, Italia
Documentazione fotografica / Photographs: BROSSY & Associés

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STEEL STYLE

in ARCHIVIO di admin on giugno 24th, 2010

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L’intervento presentato è un interessante esempio di recupero di archeologia industriale sito in centro a Milano, in via Tortona, conosciuta per i numerosi atelier e showroom legati all’ambiente del design, dell’architettura e della moda internazionale.
I desiderata della committenza, una nota azienda del settore tessile italiano, erano rappresentati dalla necessità di realizzare un ampio spazio espositivo, uno showroom di ricevimento clienti e di lavoro, come sede commerciale per il mercato nazionale ed estero.
Le linee guida del progetto partono proprio dalle necessità di realizzare superfici e volumi considerevoli destinati agli spazi di ricevimento e alle sfilate accanto ad aree di lavoro più riservate e dalle dimensioni più contenute.
La soluzione dei progettisti è stata quella di fondere all’interno di un unico contenitore di altezza superiore ai 9 metri e di superficie pari a 280 mq, spazi a tutta altezza, come quello espositivo, quello destinato a uffici e collezioni, la sala riunioni, la dinette, reception e locali di servizio, tutti sviluppati su due livelli.
L’uso diffuso dell’acciaio per le parti strutturali (putrelle di circa 18 m di lunghezza per i nuovi solai, pilastri, copertura, travi di sostegno), per i serramenti, scale, passerelle e per tutte le finiture interne, testimonia un sapiente utilizzo e un’ampia conoscenza della lega in ferro e carbonio.
L’intervento si differenzia positivamente dalla tendenza contemporanea ad impiegare questo materiale unicamente per seguire correnti stilistiche modaiole, spesso variabili, senza conoscerne le caratteristiche prestazionali, i metodi di lavorazione o utilizzando tubolari in acciaio dallo spessore troppo sottile.
In questi casi l’uso improprio dell’acciaio risulta essere del tutto inutile e pericoloso.
La concretezza dell’acciaio è tangibile soprattutto nei serramenti interni agli uffici e all’area espositiva, dalla porta di dimensioni standard al grande portone con apertura a libro di ben 4 metri di altezza; in questi casi sono stati utilizzati tubolari in acciaio inox dallo spessore di almeno 2 mm garantendo la massima sicurezza, funzionalità e durata.
Il grande portone a libro separa l’ufficio collezioni -di quasi 50 mq- senza creare interruzioni neppure nella pavimentazione: il portone si richiude su un lato dell’ambiente scorrendo all’interno della sola guida a soffitto cui è vincolato, senza l’inserimento di guida a pavimento, ostacolo per il movimento di disabili. Questa realizzazione è stata resa possibile solo grazie all’impiego dell’acciaio inox per le sue elevate caratteristiche prestazionali.
Acciaio quindi per le sue caratteristiche tanto estetiche che funzionali, grazie alle quali gli
spessori di elementi quali le passerelle in quota sono stati ridotti per ottenere l’effetto
estetico di leggerezza desiderato nonostante le considerevoli luci da coprire.
La scala, interamente realizzata in officina e successivamente smontata e trasportata per il montaggio in opera grazie ad un semplice ma efficace sistema di spine ed anime interne in acciaio poi abilmente saldate sul posto, è costituita da un tubo in acciaio portante centrale con gradini applicati e soli tre appoggi a quote differenti.
Esteticamente l’effetto conseguito è quello di un unico percorso che si snoda tra tratti
obliqui ed orizzontali sull’ambiente espositivo.

By/di Marzia Urettini (da “Acciaio Arte Architettura” n.26)

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IL NUOVO CONCEPT PER IL SERRAMENTO IN ACCIAIO

in ARCHIVIO di admin on giugno 7th, 2010

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Video di presentazione

Un nuovo concept per la realizzazione dei serramenti, dove l’acciaio con le sue straordinarie caratteristiche è l’unico protagonista.
Il serramento, realizzato con robusti profili in acciaio di 2mm di spessore, è munito di un sistema di autoventilazione che opera ad infisso serrato, potenziandone notevolmente l’isolamento termo-acustico. Grazie all’insuperabile tenuta nel tempo del materiale acciaio, è possibile raggiungere elevati livelli di sicurezza antieffrazione – come la Classe 5, la più alta in serramentistica – , protezione ermetica antiallagamento e le migliori prestazioni ottenibili per tenuta all’aria e al carico del vento.
L’acciaio costituisce il cuore del serramento, fatto di robusti profili tubolari dalla straordinaria esilità, ma la finitura superficiale delle facce interna ed esterna può essere realizzata successivamente con qualsiasi altro materiale rivestendole in maniera semplice ed economica. Oltre alla verniciatura in qualsiasi colorazione Ral e alla tanto amata satinatura dell’acciaio inox, l’acciaio è infatti ideale quando accoppiato con qualsiasi altro materiale, come le essenze di legno massello ad esempio, oppure il corean, il bronzo, il corten oppure l’ottone.
Il serramento in acciaio diviene così una scocca, un robusto scheletro che determina nel tempo inalterata funzionalità meccanica e immutate prestazioni. Ma come un manichino – al quale si può fare il “cambio d’abito” in caso di mutate esigenze estetiche da parte della committenza, oppure nel caso di variazione di destinazione d’uso dell’edificio, o a fronte di qualsiasi evenienza che comporti la sostituzione della finitura – permette una personalizzazione ed una libertà nella realizzazione degli infissi mai viste prima.

Nella fase iniziale di costruzione di un edificio, l’applicazione di questo sistema di costruzione, con profili in acciaio che divengono così un falso telaio in cantiere, comporta dei notevoli vantaggi tanto all’architetto e al cliente finale, quanto all’impresario e al serramentista. Sintetizzando:

Per l’architetto/per il cliente finale:
- libertà nella personalizzazione del serramento con la finitura che più si addice agli interni della casa (anche se all’esterno, per questioni di vincoli particolari, ci dovesse essere la necessità di una finitura ben precisa);
- per interventi di restauro, nessun problema per l’accettazione del materiale in vista all’esterno;
- manutenzione semplice ed economica dopo decenni di utilizzo o per mutate esigenze estetiche;
- fin dall’inizio dei lavori, possibilità di testare la tenuta all’aria, all’acqua e ai vari agenti atmosferici dei serramenti, con l’opportunità di intervenire in caso di infiltrazioni durante i lavori, e non dopo che il cliente ha preso possesso dell’abitazione come spesso accade;
- infinita composizione di materiali e colorazioni per le finiture, che si possono scegliere anche al termine dei lavori, dopo che sono stati posati i pavimenti o altri elementi che esteticamente caratterizzano l’ambiente.

Per il serramentista:
- il serramento già funge da falso telaio;
- il serramento è economico e pratico durante la lavorazione in officina perché non richiede ancora un lavoro accurato di finitura;
- vi è il montaggio di ferramenta da cantiere in maniera pratica e veloce;
- il taglio e la costruzione dei telai è possibile in misure standard;
- si eliminano i siliconi per le sigillature;
- la fatturazione e la riscossione di buona parte del costo degli infissi avviene ad inizio lavori, e non a chiusura del cantiere.

Per l’impresario:
- il serramento è economico e pratico anche durante il trasporto, perché non ha bisogno di particolari cure essendo al grezzo;
- il falso telaio funge già da vero e proprio serramento, ma non ha problemi durante i lavori in cantiere perché è soltanto lo scheletro in acciaio, che sarà poi rivestito e rifinito al termine dei lavori;
- si applica della ferramenta da cantiere (catenacci e simili), che mi permette di usufruire dei serramenti senza aver paura di rovinarli;
- vi è la possibilità di lavorare all’interno dell’edificio in tutte le stagioni (ricordiamoci i fermi di cantiere invernali);
- si ha la possibilità di applicare e attivare il sistema d’allarme già al grezzo dell’edificio, lavorando così in condizioni di maggior sicurezza;
- si ha la possibilità di attuare un sistema di riscaldamento industriale per l’asciugatura di muri, solai etc..;
- c’è anche la possibilità di avere delle agevolazioni economiche per l’assicurazione del cantiere.

di/by Giulia Sartor

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TRA LE RIGHE

in ARCHIVIO di REDAZIONE on maggio 28th, 2010

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Il progetto per la copertura della grande corte centrale dell’edificio barocco (edificato nel 1735) è la tappa conclusiva dell’intervento che lo Studio Daniel Libeskind ha condotto nella straordinaria e toccante opera di ampliamento del museo Ebraico a Berlino.
La luminosa nuova corte centrale si rifà all’idea della tenda tradizionalmente utilizzata per la festività Ebraica del Sukkah, un luogo di incontro e di festa, a ricordo della vita del popolo di Israele nel deserto durante il viaggio verso la terra promessa.
La diafana struttura in acciaio e vetro riprende il flessuoso drappeggio proprio di un tessuto di una tenda mosso dal vento: la facciata sembra ondeggiare come una stoffa, consentendo la trasparenza verso il parco retrostante.

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Di/by Marina Cescon (“Acciaio Arte Architettura” n.37/2009 pp.8-17)

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RISTRUTTURAZIONE RURALE

in ARCHIVIO di REDAZIONE on maggio 24th, 2010

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La casa “bifamiliare” rappresenta un elemento riproposto più volte nell’espansione urbana veneta, molto spesso ciò ha dato luogo alla costruzione di edifici in cui una semplice unità abitativa composta da tetti a falde, porticato e rampa d’accesso all’interrato è stata duplicata riproducendola in modo simmetrico, specchiato.
La casa è concepita come una serie di volumi che si compenetrano, in particolare, volumi con tetto ad una e due falde e volumi minori con tetto piano: l’articolazione volumetrica e l’intercalarsi delle coperture sono aspetti determinanti della composizione formale dell’edificio.
Le forometrie, pur richiamando elementi presenti nelle case rurali del luogo (fori contenuti delle stanze e grandi nel fienile), tendono a privilegiare alcune aperture per una maggiore fruizione della luce all’interno dei vani ed una comunicazione diretta tra interno ed esterno (grandi fori in zone giorno).
I grandi serramenti sono rappresentativi di ricerca di qualità e design innovativo: sono in legno di larice sbiancato.
In corrispondenza dei grandi fori delle zone giorno il serramento scorrevole in legno è stato abbinato ad una parte fissa in acciaio realizzata con profili in acciaio 20/10 AISI 316. Tale scelta è derivata dalla volontà di rendere quanto più esile e sottile l’intero serramento, pur utilizzando parzialmente il legno, materiale spesso richiesto per motivi estetici, ma garantire al contempo la sicurezza agli inquilini date le caratteristiche di assoluta robustezza allo scasso dell’acciaio.
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Di/By Alice Acoleo (”Acciaio Arte Architettura”; n.40/2009 pp58/61)

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