NUOVI MODI DI ABITARE A PARIGI

in ARCHIVIO di admin on maggio 6th, 2011

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L’eccezione che conferma questa regola è il caso della ristrutturazione dell’immobile situato nel 18. Arrondissement di Parigi non lontano da Montmartre, che ha destinato ai serramenti una quota importante fra le scelte di investimento. In questo particolare condominio, la terrazza superiore ed i locali coperti per il posteggio di biciclette e veicoli leggeri sono pensati come spazi comuni, fruibili da tutti gli inquilini del palazzo. L’utilità di tali spazi è strettamente collegata all’offerta di garantire una mutua vigilanza sui locali stessi, unita all’opportunità di socializzazione in una nuova e gioiosa dimensione dell’abitare.
A livello architettonico, si è data priorità alle specchiature più ampie realizzando i serramenti in acciaio in maniera che spiccassero tra gli altri e che esaltassero e dessero lustro alla facciata. Si è scelto l’acciaio per la robustezza, ed in particolare, se all’interno i serramenti sono stati verniciati di rosso, come a voler sottolineare la vitalità del progetto, all’esterno si è voluto arricchire l’involucro con rivestimenti in acciaio inox. La scelta del serramento in acciaio si è rivelata fondamentale per garantire alti standard di isolamento termico ed acustico, senza peraltro trascurare la sicurezza anti-intrusione garantendo la minima manutenzione. Sono stati progettati degli alzanti-scorrevoli ad un’anta realizzati con impiego di profili tubolari in acciaio zincato e sistema a “scudo termico” esterno con copertina in acciaio inossidabile (Scudo Termico ® della Palladio SpA, con isolante Ultrales ®). Il sistema segue il principio del “cappotto termico” tipico degli interventi su pareti perimetrali di un edificio, ovvero lo strato isolante è posto a diretto contatto con la parte esposta esternamente. Questo consente di non interrompere la tubolarità dei profili costituenti i telai dei serramenti – come invece accade negli usuali tagli termici in commercio – mantenendo inalterata la loro resistenza soprattutto ad azioni di torsione e delegando esclusivamente alla fascia protettiva esterna la funzione di barriera termica. Uno studiato gioco di lamiere ondulate in acciaio zincato e verniciato riprende il disegno della facciata realizzata in calcestruzzo sagomato in stampi di matrice elastica. Le lamiere ondulate di rivestimento, grazie ad un sistema a carrelli scorrevoli superiori ed inferiori, lasciano lo spazio, come fossero teli di palcoscenico, a lamiere piane in acciaio inox che riprendono l’aspetto esterno del serramento. Il sistema di lamiere fisse ed ondulate è stato inglobato al telaio del serramento scorrevole in un unico blocco progettuale e realizzativo: un telaio in acciaio racchiude sia il serramento (dimensioni complessive 3400 x1700), sia il sistema di sostegno e movimentazione per lo scuro scorrevole. Trattandosi di un serramento composto da numerosi elementi che solitamente sono inseriti nei progetti in maniera indipendente, l’organizzazione di questo “mash-up” è diventata l’ennesima occasione per dimostrare le possibilità creative dell’acciaio, imponendo al progettista di trovare la strada per connettere tutti i componenti, fino ad inserire in maniera equilibrata ed appropriata tutti quei dettagli di finitura che sono indispensabili al raggiungimento dell’effetto finale desiderato.

Di Marina Cescon e Riccardo Ponti ( “Acciaio Arte Architettura” n. 42 )

Progetto: ristrutturazione immobile con destinazione residenziale agevolata
Committente: RIPV, Régie Immobilière de la Ville de Paris
Localizzazione: Parigi
Progettista: Arch. Stefania Stera
Profili in acciaio per serramenti:Palladio Spa, Treviso
Realizzazione serramenti: Axer srl, Treviso
Collaborazioni realizzative: ISNET srl
Società di costruzione: Bouygues Batiment-Ile de France
Foto: Studio Arch. Stefania Stera, Nicolas Borel

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THE BRAIN STUDIO

in ARCHIVIO di admin on aprile 27th, 2011

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Il punto di partenza di questa avvincente avventura progettuale è stata la richiesta del committente, un importante regista e scrittore statunitense, rivolta al progettista, ovvero quella di poter avere a disposizione uno spazio di lavoro – uno studio – il più spartano possibile poiché l’arricchimento e la personalizzazione degli spazi sarebbero sopraggiunti a mano a mano che la ricchezza delle attività creative si andava sedimentando all’interno di questo “particolare contenitore”.
Una sorta di “scatola cranica” dura e resistente, capace poi di contenere quanto di più prezioso e delicato esista: il pensiero.
I materiali da costruzione, conseguentemente, dovevano rispondere a tali requisiti di tenacità e resistenza: cemento armato lasciato a vista per la grande scatola a doppia altezza ed acciaio per la struttura portante degli spazi di servizio, del soppalco e l’orditura delle due ampie vetrate.
La struttura del piano superiore, delle scale e dei locali di servizio è stata interamente realizzata impiegando piatti e lastre sottili di acciaio (0,5 inch, ovvero circa 1,27 cm), piegate e saldate per ottenere la rigidezza adeguata, come in un origami. Il tutto collegato all’interno della struttura in calcestruzzo armato, ad ulteriore controventamento delle murature perimetrali.
<< Stare all’interno di questo studio è come trovarmi all’interno della mia testa >> (<< Being in the studio is like being in my brain>>) è il complimento espresso dal committente rivolgendosi al progettista, nonché la scintilla da cui è scaturito il nome di questo magico luogo.
Del resto, l’interno della casa in cui abitiamo ha sempre avuto un ancestrale e ossessionante parallelismo con quello del nostro cervello.
La teatralità di questo spazio è frammista alla semplicità: grandi tendaggi permettono di oscurare la sala all’occorrenza, per proiezioni o per modulare la luce dalla facciata Sud quando troppo intensa; una rapida discesa dal piano superiore può essere effettuata utilizzando il dispositivo con palo in acciaio, proprio della tecnica dei pompieri. Non ultimo, un sistema di puleggie ancorate al soffitto e movimentate meccanicamente consente di variare l’altezza delle lampade, che recano alla loro estremità solo semplici bulbi di lampadine. L’attenzione meticolosa ai meccanismi di spostamento, un raffinato rimando ai congegni progettati da Pierre Chareau per la Maison de Verre a Parigi, è testimone di un diverso e rivoluzionario concetto di ricercatezza e di lusso, valore che nobilita materiali austeri e semplici (quali l’acciaio ed il cemento armato), il vuoto armonioso che rende possibile ogni libero pensiero.

Di Marina Cescon (”Acciaio Arte Architettura” n. 44)

Progettazione: Tom Kundig, FAIA design principal, Olson Kundig Architects; Les Eerkes, Jim Graham, Joshua Brevoort
Luogo: Seattle, WA, USA
Committente: privato
Consulente strutturista: Monte Clark Engineering
Documentazione fotografica: Mark Darley; David Wild; Marco Prozzo; Tim Bies/Olson Kundig;

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CHIHULY COLLECTION

in ARCHIVIO di admin on aprile 13th, 2011

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La Chihuly Collection allestita a St. Petersburg, Florida, e ideata dal premiato architetto Alberto Alfonso (AIA) è la prima esposizione di Dale Chihuly, artista di fama mondiale, in un edificio progettato appositamente per le sue opere.
Lo spazio espositivo, il teatro e l’area acquisti sono il risultato della strettissima collaborazione tra l’artista e l’architetto. “Già in fase di progettazione” commenta Alfonso, “è emersa un’affinità condivisa da entrambi con le opere dell’architetto italiano Carlo Scarpa. Ciò è diventato il filo conduttore che ha animato la scelta delle strategie associate ai materiali e alla presentazione, sfociate poi in una proposta particolarmente ricca che comprende cedro rosso del Pacifico, stucco veneziano e acciaio grezzo.”
Alfonso ha trasformato un’area esistente di circa 930 mq di cemento in 12 ambientazioni a sé stanti che rispondono perfettamente alla teoria e ai fondamenti dell’arte di Chihuly.
Questi “sogni” realizzati dapprima nei delicati acquerelli di Alfonso vengono trasformati da una serie di quinte. Fanno da cornice alle opere in vetro di Chihuly un sentiero di aperture, vedute premonitorie e riflessi caleidoscopici di luce fluida e curve ondulate. Le pieghe voluttuose della Chandelier Room (Sala dei Lampadari) tracciano un vaso di Alvar Aalto capovolto. La brillante opera Mille Fiori è esposta su un supporto ovale sopraelevato, sovrastato da travi romaniche che evocano una cappella che induce alla contemplazione. La Float Boat galleggia su un canale veneziano nero inchiostro: un’allegra celebrazione del Carnevale. Un pino palustre centenario recuperato dal fiume Suwanee River sovrasta delle armature di metallo: un dettagliato triumvirato di acciaio, legno e vetro. Non vi sono barriere all’arte: dei canali in acciaio incassati delineano un confine, più percettivo che fisico. I sensi vengono catturati dal cipresso aromatico e dalle punte brulicanti del Blue Neon Tumbleweed. Le lastre di travertino moltiplicano i riflessi e le ombre della scultura Macchia danzano sulle pareti del cipresso mentre l’acciaio opaco assorbe il colore radiante alleggerendone la definizione.
“L’apertura della Chihuly Collection è uno dei momenti della mia carriera di cui sono maggiormente orgoglioso” afferma Chihuly. “La Chihuly Collection non avrebbe mai potuto essere lo spettacolare spazio che è oggi, senza il duro lavoro, la creatività e l’impegno del mio caro amico ed architetto Alberto Alfonso che ha saputo trasformare lo spazio in un ambiente architettonico spettacolare in cui esporre le mie opere.” L’artista di Seattle è ritenuto il maggiore esponente impegnato nella creazione di sculture in vetro complesse e nell’arte ambientale e il suo contributo nella trasformazione del movimento contemporaneo del vetro artistico.
L’Alfonso Architects, Inc . è uno studio di architettura di una trentina di componenti con sedi a Tampa, Florida, Philadelphia, Pennsylvania e Milano, Italia. L’azienda fu fondata nel 1988 da due fratelli di origine cubana Carlos e Alberto Alfonso e da Angel del Monte. La Alfonso Architects ha all’attivo oltre 40 riconoscimenti ricevuti dall’AIA per progetti specifici.

Di Margherita Cocco

opera in vetro Azul Alfonso visibile dall'interno e dall'esterno
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CORAZZA D’ACCIAIO

in ARCHIVIO di admin on marzo 16th, 2011

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Il telaio Paresa composto da quattro pilastri, due travi reticolari a sezione circolare e due piastre per solaio e copertura, può essere montato ovunque nell’arco di due giorni. All’origine privo di riferimenti, il sistema si può arricchire di connotazioni fino a divenire progetto esclusivo ed unico.
La soluzione che caratterizza l’intervento è stata quella di sospendere ‘a ponte’ il nuovo edificio sul preesistente con un sistema costruttivo che consiste in due portali composti da quattro pilastri fondati all’esterno del fabbricato su cui poggiano le due grandi travi reticolari in tubolari d’acciaio a tutta altezza che funzionano da “spine dorsali” di tutta gabbia strutturale portante formata dalla maglia delle travi ipe.
La vecchia sede Paresa è stata trasformata in un sofisticato nuovo edificio ‘scheletro–doppia pelle’ di linguaggio tecnologicamente e culturalmente evoluto. Le componenti strutturali verticali ed orizzontali sono realizzate completamente in acciaio, mentre l’involucro è una doppia pelle in vetro-acciaio inox schermata, sui fronti esterni, da un frangisole di doghe in cor-ten e sulla corte interna, da reti in acciaio inox. Logiche materiche e semantiche diverse: il cor-ten connota la forza di una ‘corazza’ protettiva; la maglia in acciaio inox esprime l’appropriatezza tecnologica di un materiale trasformato in filigrana per l’ombreggiamento. In questo modo sono caratterizzate le diverse identità dei fronti e si risolvono, con un gesto unico e coerente, le specificità costruttive e morfologiche dei prospetti, senza precludere dall’interno il contatto visivo sulla corte e sulla sua ricca vegetazione naturale.
Tra i due rivestimenti esterni e la facciata in acciaio e vetro rimane uno spazio che, oltre ad esaltare il gioco di piani e materiali riflessi, costituisce un percorso tecnico ideale per la manutenzione del fabbricato.
L’arte del costruire è enfatizzata dai virtuosismi tecnologici che assumono valenza scultorea, nel trattamento formale e materico delle superfici, nella connotazione espressionista dei quattro pilastri perimetrali e del volume a forma di tronco di cono dove sono contenuti i collegamenti verticali. Il rivestimento è in lastre di acciaio cor-ten accostate quasi come due “carte da gioco” in equilibrio dinamico: un guscio che racchiude uno spazio luminoso grazie al lucernario di copertura.
Il coinvolgimento della committenza ha potenziato l’integrazione tra design ed industrializzazione, unicità e prefabbricazione: temi che oggi, dopo quasi una generazione dalla loro comparsa nel dibattito architettonico, vengono riletti con conoscenze e soprattutto con intenti figurativi ed ambientali nuovi. Nonostante il deciso carattere industriale dell’opera, le sicure linee di fuga del costruito che tagliano l’orizzonte e definiscono nuovi quadri prospettici, traspare chiara la volontà di dialogare con la natura ed il territorio: un rapporto che si sostanzia nella scelta di un materiale “intenso” come il cor-ten, a reminescenza del colore della terra e del paesaggio.

Di Cristina Donati (”Acciaio Arte Architettura” n.31)

Progetto:Ampliamento sede Stabilimento Paresa
Progettista: Prof. Arch. Antonio Andreucci, CSPE, Arch. Pier Matteo Sassi
Direttore lavori: Prof. Arch. Antonio Andreucci
Profili in acciaio inox per serramenti: Palladio Spa, Treviso
Realizzazione infissi in acciaio: Iron infissi – Diegaro
Committente: Paresa Spa
Documentazione fotografica: A. Andreucci, P. Belvedere, P. Savorelli

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ABITARE CON STILE

in ARCHIVIO di admin on marzo 11th, 2011

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LA STRUTTURA: un massiccio parallelepipedo, si sviluppa su due piani ed è interrotto da aperture vetrate dalle differenti dimensioni, tutte in acciaio inox con finitura satinata: strette finestre a nastro e a vasistas sul lato nord e per i locali di servizio, grandi aperture vetrate (più di 2 metri di lunghezza!) scorrevoli o a bilico verticale in corrispondenza delle zone giorno al piano terra che permettono la comunicazione con l’ambiente esterno. Al piano superiore, nella zona notte, è stata realizzata una vetrata ad angolo priva di montanti: ciò ha permesso di godere al meglio del panorama e della ricca vegetazione circostante. Per permettere alla luce zenitale di filtrare all’interno della casa sono stati realizzati dei lucernari in acciaio posizionati sopra il vano scale e lungo la parete cieca del ballatoio.

GLI INTERNI, I VOLUMI, GLI SPAZI: l’interno è un volume architettonico caratterizzato da una serie di sequenze spaziali dove la luce e il colore svolgono un ruolo fondamentale; un oggetto di design solido ed elegante, espressione di uno stile di vita contemporaneo e funzionale, che privilegia le proporzioni e la cura dei dettagli.
Al piano terra si trovano l’ingresso e il soggiorno, entrambi a tutt’altezza, la cucina, alcuni locali di servizio e la scala interna in acciaio accostato al marmo, dalla forma essenziale ed aerea. Il piano primo è costituito da un percorso a “promenade”,affacciato sul soggiorno e sull’ingresso sottostante, che conduce alla zona notte e a un vano adibito a piccolo studio di pittura.

L’ACCIAIO: materiale impiegato per i serramenti, la scala interna e parte degli arredi svolge in questo contesto un ruolo fondamentale sia per le ottime caratteristiche prestazionali che per lo stile attuale e raffinato che conferisce a questa abitazione .

I SERRAMENTI: viste le esigenze della committenza, la scelta del materiale è stata d’obbligo. Si richiedevano infatti un’elevata sicurezza contro lo scasso e un ottimo isolamento termico e acustico (l’abitazione dista pochi metri da una strada statale molto trafficata), senza però dover rinunciare alle grandi luci vetrate, alla trasparenza e alla leggerezza degli ambienti interni. In questo progetto gli infissi sono infatti parte integrante del design dei locali, e come tale li caratterizzano fortemente. L’acciaio inox impiegato (AISI 316 L) si distingue per lo spessore di 2 mm: è l’unico che, grazie a tale spessore, permette di sostituire una parete muraria, di alloggiare vetri anche molto pesanti, come quelli antisfondamento e dotare il serramento di ferramenta ed accessori di sicurezza, anch’essi di dimensione e peso notevoli. I vantaggi di un profilo per serramenti dallo spessore così robusto, saldato in continuo e non semplicemente “pressopiegato” o aggraffato, determinano inoltre una perfetta funzionalità di porte e finestre nel tempo e la totale assenza di manutenzione.

Di Marzia Urettini (”Acciaio Arte Architettura” n.25)

Progetto: Casa unifamiliare
Luogo: Pistoia
Progettazione: Arch. Gianfranco Raffaello
Serramenti: New Metal System snc, Pistoia
Profili per serramenti: Palladio Spa
Documentazione fotografico: Paolo Belvedere

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