PERFETTA TENUTA MECCANICA, GRANDI QUALITÀ ESTETICHE

in ARCHIVIO di REDAZIONE on settembre 13th, 2008

Dall’esterno è visibile una grande superficie vetrata che valorizza il contesto preesistente. Un disegno semplice e lineare, una composizione equilibrata e precisa.

Lo spazio è scandito da regolari e ampie campiture. La facciata è costituita  da otto grandi moduli di uguale dimensione in vetro incorniciati da sottili linee d’acciaio verniciato bianco opaco, più un modulo centrale d’ingresso.

La purezza del disegno alleggerisce idealmente un sistema meccanico raffinato atto a regolare la quantità di luce e il ricambio d’aria,risultato di un’attenta e controllata progettazione.

Prima delle esigenze tecniche e architettoniche, si è partiti dal concetto base che la nuova sede doveva  rappresentare trasparenza e solidità come filosofia aziendale.

L’interno risponde all’esigenza di ricreare la stessa qualità di vita del tempo libero sul posto di lavoro. Ciò si è potuto ottenere attraverso un sistema di climatizzazione e di ventilazione naturale open space.

Dal punto di vista realizzativo la società ha imposto al costruttore il sistema veloce ed economico di montaggio in cantiere da essa stessa progettato.Alla fine dei lavori la ditta realizzatrice ha apprezzato questo sistema al punto che esso è stato inserito nell’offerta ai propri clienti. Le cellule frontali della facciata sono state ancorate direttamente in opera attraverso cardini di sostegno alle travi verticali portanti di una struttura spaziale tridimensionale.Tale struttura è costituita da travi e pilastri in ferro e da un’ossatura portante in acciaio dalle dimensioni di 10 x 8,40 x 6 metri in profondità.

Gli elementi vetrati sulla copertura sono fissati tramite viti fissate su un canale d’avvitamento. L’involucro d’insieme,una struttura completamente in vetro e scheletro metallico,contiene una parte della cubatura di ampliamento del preesistente capannone.

La facciata rappresenta la principale fonte di luce della nuova sede degli uffici aziendali. Il sistema è stato dotato successivamente di tende a lamelle orizzontali poste sulla facciata e di teli avvolgibili a rullo esterni fissati sulla copertura per un ottimale controllo termico facilmente calibrabile a seconda delle esigenze e delle condizioni metereologiche. Il tutto viene gestito da una centrale domotica.

La  facciata appare fissa: non sono visibili sostegni,cerniere,meccanismi di movimentazione, aste né maniglie di apertura.

Tutte le otto cellule di facciata sono apribili verso l’esterno.

Le aperture a sporgere dei grandi moduli di facciata sono motorizzate elettricamente. In questo modo viene garantito il ricircolo completo dell’aria,rispettando la normativa comunale sulla ventilazione degli ambienti.In brevissimo tempo è garantito un ricambio d’aria di 1800 metri cubi.

Ogni elemento apribile della facciata pesa ben 7.5 quintali,alloggiando un vetro camera di 5+5/15argon/5+5 trasparente e basso emissivo e incorniciato in un telaio di acciaio munito di guarnizioni al silicone.

Il fissaggio degli elementi vetrati del tetto ha sorpreso e soddisfatto pienamente il costruttore per la velocità, l’economicità e la semplicità di esecuzione che non necessitava di manodopera particolarmente specializzata.

Ilaria Nurchi

Acciaio Arte Architettura N.33 – Marzo 2008

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ARIZONA SOCIAL CLUB

in ARCHIVIO di REDAZIONE on settembre 11th, 2008

L’immagine che abbiamo di questo particolare territorio degli Stati Uniti (Arizona),sia dalla letteratura americana,sia dalle numerose pellicole cinematografiche lì ambientate,è di grande magia:vasti scenari,colori accesi,ombre decise,vegetazione rada. La realtà si scosta di poco da questa descrizione e gli interventi per le nuove architetture proprio con tali forti caratteri si devono necessariamente confrontare.

Il progetto è localizzato nella cittadina di Superior, a Sud-Est di Phoenix Arizona,piccolo centro, importante per le miniere di rame,argento ed oro, attive fino a fine Ottocento.

Si tratta di un intervento di rinnovamento ed ampliamento di una struttura esistente su due livelli. Dalla strada principale,su cui si attesta l’aggregato urbano e la pittoresca valle Queen Creek, si percepisce solo parzialmente l’intervento: un volume essenziale con tettoia di protezione dal sole -che qui può essere rovente- e nulla di più.

Ben diverso è lo scenario per chi si ferma ed entra:una gigantesca vetrata inquadra il paesaggio circostante e,raggiungendo il livello inferiore,si può ammirare l’intervento nella sua interezza:un edificio plasmato dal vento,con lati ed angoli netti,come nette sono le ombre che lo disegnano.

Tre i fondamentali passaggi compositivi che hanno guidato il lavoro dei progettisti:l’addizione di nuovi volumi,l’aggetto di alcune porzioni,la distorsione delle facciate in funzione degli assi visivi da privilegiare.

Il “pub-centro di ritrovo”prende il proprio nome “Social Condenser” dall’auspicio di svolgere una funzione aggregante nella vita sociale di questa cittadina, analogamente a quanto succedeva storicamente per le “public houses”, veri e propri salotti per le comunità residenti, luoghi in cui incontrarsi, discutere di lavoro, scambiare idee, trascorrere il tempo ammirando il paesaggio circostante.

Il piano inferiore ospita i locali di servizio per la cucina e lo stoccaggio dei prodotti alimentari, il livello superiore accoglie gli ospiti ed avventori in un unico spazio aperto.La porzione della facciata Sud (al piano superiore dell’edificio esistente) è stata rimossa,questo per una duplice ragione:consentire una visuale a 180° sul paesaggio circostante ed al contempo mettere in evidenza dall’esterno – soprattutto all’imbrunire – l’articolazione degli spazi interni.

Il numero di materiali utilizzato è volutamente ridotto:rivestimenti metallici e dogati in legno (il rivestimento esterno con andamento parabolico),struttura portante in acciaio,ampie vetrate. L’ossatura portante in acciaio dei volumi in ampliamento ha permesso tempi di cantiere ridotti,influendo sensibilmente poco negli incrementi di peso a livello di fondazioni esistenti. La distinzione fra le due parti che compongono l’intervento è segnata dalla presenza di un percorso che dalla strada superiore scende,fino ad incontrare il camminamento pedonale in legno che attraversa la piccola valle.

Marina Cescon

Acciaio Arte Architettura N.32 – Dicembre 2007

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