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	<title>Acciaio Arte Architettura &#124; Auge Editore</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>VISTA SICURA SU PARIGI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/icona.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/icona.jpg" alt="icona" title="icona" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1236" /></a>
Una serie di nubifragi si abbattono su Parigi. Numerosi i feriti. Ingenti i danni alle strutture ed agli edifici in città. Ma la prova è stata superata.
Nel 20° Arrondissement, all’undicesimo piano di un palazzo storico, una piattaforma in vetro e acciaio ha resistito, senza danni, né alcuna infiltrazione, contro la prova più difficile: quella di Madre Natura. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel052.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel052.jpg" alt="Ingre-nBorel052" title="Ingre-nBorel052" width="729" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1223" /></a></p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel042.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel042.jpg" alt="Ingre-nBorel042" title="Ingre-nBorel042" width="729" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1226" /></a></p>
<p>Ottobre – Novembre 2006.<br />
Una serie di nubifragi si abbattono su Parigi. Numerosi i feriti. Ingenti i danni alle strutture ed agli edifici in città.<br />
Ma la prova è stata superata.<br />
Nel 20° Arrondissement, all’undicesimo piano di un palazzo storico, una piattaforma in vetro e acciaio ha resistito, senza danni, né alcuna infiltrazione, contro la prova più difficile: quella di Madre Natura.<br />
I teorici test di laboratorio sulla permeabilità all’acqua, all’aria, al vento hanno trovato un concreto riscontro pratico nell’aver resistito con successo alle avverse condizioni metereologiche presentatesi.<br />
Il tema di partenza era l’ampliamento di un appartamento all’ultimo piano di un palazzo parigino storico, con la creazione di un attico in vetro, attraverso l’impiego di una struttura completamente metallica: dallo schema dell’ossatura portante in carpenteria d’acciaio, ai serramenti, ai rivestimenti.<br />
La sintassi progettuale di questa ristrutturazione, che coniuga magistralmente antico e moderno, si snoda attorno ad un’unica dominante: la luce, la trasparenza. Il dialogo costante tra la quotidianità domestica e la città.<br />
L’abitazione si sviluppa su due piani, divisi essenzialmente in un’ampia zona giorno al primo livello, quello preesistente, ed una zona “notte-studio” al secondo.<br />
È soprattutto qui che la città diviene complemento essenziale alla vita domestica, e questo grazie all’ampia gamma tipologica delle aperture adottate: alzanti-scorrevoli, una grande vetrata a libro a 5 ante, aperture anta-ribalta, partizioni interne, tutte in acciaio inox AISI 316 L con finitura satinato fine, tipo scotch brite.<br />
Considerando lo spessore della lamiera dei profili e dei pesi delle vetrate si è scelto di saldare le cerniere dei serramenti ai telai &#8211; soluzione sempre ottimale- al fine di rendere robusta e monolitica l’anta da movimentare.<br />
L’attenzione al rapporto visivo con l’esterno è primaria in tutta la fase progettuale; e percorrendo l’ampio terrazzo, ora diventato un piccolo giardino di Versailles che fa da perimetro al secondo piano di questa scatola in vetro, si vede quasi scorrere il quotidiano all’interno della casa, dallo studio, alla zona relax, alla camera padronale; ed attraverso le soluzioni d’apertura adottate è possibile farlo divenire parte vivibile della casa: gli scorrevoli infatti aprendosi rendendo interno ed esterno un tutt’uno armonioso e piacevole, e questo perché nulla è stato lasciato al caso: dalla pavimentazione in legno che sposa dentro e fuori, fino allo studio delle soglie.<br />
Ne è un esempio anche l’ampia vasca panoramica della camera da letto: qui il particolare serramento d’angolo si apre completamente, liberando la vista anche dalla presenza del montante, ed aprendola su quella della Tour Eiffel.<br />
È stata rivolta molta cura a tutte le operazioni di rifinitura nella lattoneria di rivestimento, costituita da lamiere di acciaio inossidabile. La ricercatezza della realizzazione e della posa si evince soprattutto dai dettagli: accortezze nella realizzazione degli angoli, evitando la giunzione in corrispondenza dello spigolo, e spostandola più lateralmente poiché si tratta infatti di uno dei  punti critici in caso di infiltrazioni; il perimetro di copertura presenta due fasce in acciaio inox: una larga attorno al perimetro dell’edificio ed una seconda &#8211; di larghezza inferiore, ma con colorazione grigia –  che risulta elemento di modanatura lungo tutto il coronamento.<br />
Un intervento di questa portata ha visto indispensabile l’utilizzo dell’acciaio: infatti in un contesto storico così speciale si richiedeva inalterabilità, pulizia nella lavorazione, ma soprattutto robustezza: viste le ampie dimensioni delle superfici in vetro e l’esilità dei profili scelti, che dovevano lasciare respiro e integrità al paesaggio, ma che esposte a tali altezze, senza  la presenza di edifici attigui paragonabili a fungere da frangivento, necessitavano anche della più assoluta resistenza alla violenza del vento  e degli agenti atmosferici che non di rado si verificano alle nostre latitudini.</p>
<p>di Chiara Centineo</p>
<p>Progetto: Ampliamento abitazione privata<br />
Località: Parigi<br />
Periodo di realizzazione: 2006<br />
Committenza: Privata<br />
Progettista: Arch. Stefania Stera<br />
Profili in acciaio per serramenti: Palladio SpA, Treviso, Italia<br />
Realizzazione: Axer, Treviso<br />
Documentazione: Studio Arch. Stefania Stera</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel043.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel043.jpg" alt="Ingre-nBorel043" title="Ingre-nBorel043" width="729" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1230" /></a></p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel056.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/08/Ingre-nBorel056.jpg" alt="Ingre-nBorel056" title="Ingre-nBorel056" width="729" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1233" /></a></p>
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		<title>LOFT IN PARIS</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/07/30/loft-in-paris/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 13:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/12082008013.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/12082008013.jpg" alt="12082008013" title="12082008013" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1211" /></a>
Un vecchio magazzino del 1950, un tempo adibito a deposito di una fabbrica di confetti nell’antico quartiere operaio di Montreuil a Parigi, rientra in un ampio intervento di recupero e trasformazione in abitazioni di ex padiglioni industriali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/120820080011.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/120820080011.jpg" alt="12082008001" title="12082008001" width="550" height="724" class="alignnone size-full wp-image-1198" /></a><br />
Un vecchio magazzino del 1950, un tempo adibito a deposito di una fabbrica di confetti nell’antico quartiere operaio di Montreuil a Parigi, rientra in un ampio intervento di recupero e trasformazione in abitazioni di ex padiglioni industriali.<br />
Lo spazio presentato è ora diventato la casa-studio di un fotografo: esso risponde alle esigenze funzionali tipiche di un luogo da abitare pur conservando le caratteristiche tipiche del manufatto industriale.<br />
L’uso di materiali adeguati, primi fra tutti l’acciaio, ha trasformato il loft in uno spazio adeguato alle esigenze abitative moderne.<br />
Le grosse travi in acciaio rompono il silenzio di una geometria altrimenti troppo rigorosa legando le tracce del passato con lo spirito del nuovo abitare: è stato inoltre creato un mezzanino con due travi ad U in acciaio saldate tra loro e una “zattera”costituita da 9 travi IPN saldate su 3 travi di bordo IPN sempre in acciaio.<br />
Si è prestata particolare attenzione agli aspetti bio-climatici e di isolamento termico utilizzando materiali assolutamente ecologici e naturali.</p>
<p>di/by Marzia Urettini ( da &#8220;Acciaio Arte Architettura&#8221; n.38 )</p>
<p>Architetto: LLA &#8211; Luca Landolfi Architecture-5, Rue de Crussol, Paris<br />
www.lla-architecture.com<br />
Località: Parigi<br />
Progettista e direttore lavori: Luca Landolfi Architecture<br />
Anno di realizzazione: 2008<br />
Documentazione fotografica: Raùl Candalès</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/12082008004.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/12082008004.jpg" alt="12082008004" title="12082008004" width="550" height="724" class="aligncenter size-full wp-image-1207" /></a></p>
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		<title>NUDE MODE IN ARCHITETTURA</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/07/29/nude-mode-in-architettura/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/Copia-di-pag-villwpinte-02.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/Copia-di-pag-villwpinte-02.jpg" alt="Copia di pag villwpinte 02" title="Copia di pag villwpinte 02" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1188" /></a>
Come poter trasformare un ampio spazio, caratterizzato da una struttura simile a quella di un grande hangar, in un luogo adatto ad ospitare sfilate di moda, passeggiate espositive e manifestazioni culturali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/pag-villwpinte-04.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/pag-villwpinte-04.jpg" alt="pag villwpinte 04" title="pag villwpinte 04" width="724" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1150" /></a><br />
Come poter trasformare un ampio spazio, caratterizzato da una struttura simile a quella di un grande hangar, in un luogo adatto ad ospitare sfilate di moda, passeggiate espositive e manifestazioni culturali?<br />
La risposta non è stata semplice ed immediata, bensì analizzata ed articolata lungo un fruttuoso processo di continua ricerca di raffronto con il contesto in cui si andava ad operare.<br />
Le tracce di questa metamorfosi sono rintracciabili all’interno delle linee guida del progetto che lo studio anglo-francese RFR ha condotto per l’intero ambito di intervento riguardante il padiglione N. 5 del Parc des Expositions Villepinte, a nord di Parigi.<br />
L’essenzialità delle forme, la predominanza della luce, l’impiego di una rosa ristretta di materiali: vetro e acciaio principalmente, sono i principali criteri guida nello scoprire la ricercatezza di questo nuovo spazio della comunicazione e della cultura.<br />
La superficie dell’intervento è di circa 3.500 mq, collocati all’interno di uno spazio espositivo complessivo di 35.000 mq. All’interno di una corte chiusa, lo stato di fatto prevedeva una struttura completamente opaca collocata al centro, che rendeva ancor più austero tale ambito, non permettendo di cogliere alcuna visuale sulle retrostanti strutture.<br />
La finalità del progetto è stata quella di ridare unità all’insieme, valorizzandolo, trasformando il cuore della composizione in un elemento trasparente, aperto, che apportasse luce e che permettesse di introdurre un elemento a scala umana all’interno della struttura gigantesca complessiva.<br />
Al posto delle originarie tamponature opache, è stata realizzata una superba facciata in vetro e acciaio, composta da profili a “T” – collegati rigidamente ai montanti della struttura – che ha fatto trasparire all’esterno l’ariosità dello spazio interno, originariamente non direttamente visibile.<br />
La scelta del profilo a “T” di limitato ingombro visivo, con buoni valori di inerzia, facilità ed economicità nelle operazioni di posa rispondeva appieno alle richieste prestazionali del capitolato, consentendo di coprire considerevoli altezze muti-piano, senza necessitare di punti intermedi di ancoraggio.<br />
L’intervento ha richiesto una progettazione di dettaglio per quanto riguarda i punti di aggancio della facciata alla struttura esistente, finalizzando ogni scelta alla garanzia di assicurare ottimi livelli di insonorizzazione ed isolamento termico.<br />
Connessi al padiglione sono stati realizzati due passaggi coperti, impiegando pannelli di vetro temprato, traslucido. L’interesse in questa realizzazione è rintracciabile principalmente nell’utilizzo “quasi minimalista” delle tecniche realizzative e nella scelta dei materiali: facciate portanti con ossatura in acciaio, vetri isolanti direttamente montati sulla struttura metallica.</p>
<p>di/by Marina Cescon (da &#8220;Acciaio Arte Architettura n.11)</p>
<p>Progetto: nuovo intervento per il sistema di facciate e passaggi coperti per la Hall n.5<br />
Località: Parc des Expositions de Villepinte, Parigi<br />
Periodo di realizzazione: 1999<br />
Committente: SIPAC<br />
Progettisti: RFR Ingénieurs Consulting Engineers, Paris; RFR (Peter Rice, Martin Francis, Ian Ritchie) Arch. Matthieu David, paysagiste Jacqueline Waechter<br />
Struttura facciata: Stabalux, esclusiva Palladio SpA, San Biagio di Callalta, Treviso<br />
Realizzatore infissi in acciaio: Dutemple SA, Parigi</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/pag-villwpinte-03.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/pag-villwpinte-03.jpg" alt="pag villwpinte 03" title="pag villwpinte 03" width="724" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1176" /></a></p>
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		<title>FUORI I RUMORI</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/07/26/fuori-i-rumori/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/icona.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/icona.jpg" alt="icona" title="icona" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1133" /></a>
Il rumore ci infastidisce e rende difficile la nostra vita sociale. Può provocare sordità, ipertensione, disturbi del sonno alle persone che ne sono continuamente sottoposte. Trasforma piccole e grandi città in luoghi invivibili. Dobbiamo quindi imparare ad abbatterlo, almeno all’interno delle nostre abitazioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/Copia-di-Fotolia_18643142_XS.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/Copia-di-Fotolia_18643142_XS.jpg" alt="Copia di Fotolia_18643142_XS" title="Copia di Fotolia_18643142_XS" width="724" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1129" /></a><br />
Il rumore ci infastidisce e rende difficile la nostra vita sociale. Può provocare sordità, ipertensione, disturbi del sonno alle persone che ne sono continuamente sottoposte. Trasforma piccole e grandi città in luoghi invivibili. Dobbiamo quindi imparare ad abbatterlo, almeno all’interno delle nostre abitazioni.<br />
Com’è noto, uno dei punti maggiormente coinvolti è la finestra, per questo, creare una barriera che consenta di attenuare i suoni, diviene indispensabile soprattutto se l’abitazione è situata in zone industriali, nei pressi di arterie stradali molto trafficate, aeroporti, stazioni ferroviarie o in centri urbani particolarmente caotici.<br />
La capacità fono-isolante di un serramento è il risultato di una serie di requisiti che, se rigorosamente rispettati, consentono di arginare anche i rumori più molesti.<br />
Tra questi si ricordano la robustezza del profilo, le modalità di connessione, il tipo di apertura nonché una corretta posa in opera. Fattore decisivo per determinare le prestazioni acustiche rimane però il materiale. Maggiore è la massa, più alto sarà l’isolamento. Per questo motivo l’impiego dell’acciaio nella serramentistica si rivela la scelta ottimale per la realizzazione di infissi di elevato peso specifico adatti a ridurre al minimo suoni del tutto indesiderati.<br />
Principio cardine per non compromettere la buona riuscita dell’opera rimane però quella del giunto chiuso poiché dove passa l’aria, passa inevitabilmente anche il rumore. I giunti per questo motivo devono essere saldati e non squadrettati. I tubolari da utilizzare per il serramento inoltre devono avere necessariamente cave portaguarnizioni e devono essere in grado di supportare vetri di un certo spessore con particolare pellicola pvb.<br />
Di fronte a questa serie di requisiti , l’acciaio, si rivela ancora una volta il materiale principe per la realizzazione di infissi ad elevate performance acustiche consentendo comunque ad ogni soluzione architettonica di instaurare il proprio dialogo con l’ambiente naturale circostante.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL PROFILO DELLA SOSTENIBILITA’</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/07/05/il-profilo-della-sostenibilita%e2%80%99/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.acciaioartearchitettura.com/?p=1106</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/ciminiere_icona.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/ciminiere_icona.jpg" alt="ciminiere_icona" title="ciminiere_icona" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1119" /></a>
Nuove direttrici di sviluppo si sono aperte alle soglie del terzo millennio ampliando l’esigenza di formazione e informazione in materia di ecologia nel settore dell’edilizia. Dopo alcune resistenze ed esitazioni, oggi l’intera professione si mobilita verso una nuova sfida: costruire sostenibile mediante una progettazione ad alta efficienza e a zero impatto ambientale.  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/popolazioni_indigene_foreste.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/popolazioni_indigene_foreste.jpg" alt="popolazioni_indigene_foreste" title="popolazioni_indigene_foreste" width="573" height="390" class="aligncenter size-full wp-image-1108" /></a><br />
<strong>Commento del Pvc Forum (8 Luglio 2010)</strong><br />
Desideriamo inviare alcune precisazioni sulla parte che riguarda il serramento in PVC in cui si leggono numerose inesattezze.<br />
Innanzitutto il punto di forza della finestra in PVC è assolutamente la sua elevata prestazione come isolante termico e acustico. I valori di trasmittanza termica scendono oggi sotto a 1 W/m2k, garantendo al progettista il rispetto con ampio margine di quanto richiesto dalla normativa sul risparmio energetico. E all’utente il comfort abitativo sia in inverno che in estate.<br />
Il serramento in PVC non richiede alcuna opera di manutenzione se non la tradizionale pulizia, non provoca condense e non è attaccato dagli agenti atmosferici. Le eccellenti prestazioni sono garantite per moltissimi anni, previa una corretta posa in opera.<br />
Attraverso un accordo volontario denominato Vinyl 2010 (www.vinyl2010.org), l’industria europea del PVC ha eliminato i componenti interni da voi evidenziati: cadmio, piombo, diossina.. Ed ha attivato efficienti circuiti di raccolta e riciclo di migliaia di tonnellate di PVC. Il PVC è infatti un materiale assolutamente riciclabile e concretamente riciclato. Vengono recuperati sia gli sfridi di produzione che i serramenti post uso per produrre beni utilizzabili in molti settori industriali.<br />
Il basso impatto ambientale del polimero, durante il suo intero ciclo di vita, è testimoniato da studi di LCA (Life Cycle Assessment) realizzati da diversi enti europei tra i quali il PVC Forum Italia (www.pvcforum.it) che li mette liberamente a disposizione di chi fosse interessato a consultarli.<br />
Le finestre in PVC nel 2007 hanno ricevuto la valutazione massima di “ecologicamente interessanti” da Eco-devis, organizzazione svizzera composta da enti pubblici e privati che fornisce una classificazione ambientale dei materiali da costruzione molto influente a livello internazionale. Importante riconoscimento che va ad aggiungersi ai punteggi massimi “A+” per gli edifici commerciali e “A” per quelli industriali ottenuti dai profili finestra in PVC nella “Green Guide to Specification” della Building Research Establishment (BRE), una società inglese di valutazione ambientale conosciuta a livello mondiale.<br />
Il PVC Forum Italia è disponibile a offrire ulteriori precisazioni e documentazione tecnica sull’argomento trattato.</p>
<p><strong>IL PROFILO DELLA SOSTENIBILITA’ Articolo on line (&#8221;Acciaio Arte Architettura&#8221; 7 Luglio 2010)</strong><br />
Nuove direttrici di sviluppo si sono aperte alle soglie del terzo millennio ampliando l’esigenza di formazione e informazione in materia di ecologia nel settore dell’edilizia. Dopo alcune resistenze ed esitazioni, oggi l’intera professione si mobilita verso una nuova sfida: costruire sostenibile mediante una progettazione ad alta efficienza e a zero impatto ambientale.<br />
Nel caso del mercato della serramentistica, una moltitudine di dichiarazioni in competizione proclamano le doti ambientali di materiali diversi diffondendo informazioni intenzionalmente vaghe al fine di disorientare la committenza.<br />
Tra le possibili opzioni per la realizzazione di finestre, troviamo indubbiamente il cloruro di polivinile, meglio noto come PVC, materiale che mal risponde ai requisiti di qualità e di riciclabilità. Per questo motivo in Italia, come in Europa, più volte si è tentato di regolamentarne l’uso a causa di una presunta emissione di sostanze tossiche nella fase di lavorazione e di smaltimento nonché una possibile emanazione di sottoprodotti nocivi in caso di incendi accidentali. Sotto inquisizione, i suoi componenti interni, diossina, ftalati, piombo e cadmio, i quali però grazie ad opportune ricerche, stanno per essere eliminati, ad eccezione del piombo che incontra ancora qualche difficoltà. A dimostrazione della bassa ecosostenibilità del PVC, una certa difficoltà nello smaltimento e nel riciclaggio brutalmente risolta con la messa in discarica, ove, il materiale tende a degradarsi rilasciando gli additivi che lo compongono.<br />
All’alto impatto ambientale si affiancano inoltre problematiche relative alle basse prestazioni: esso infatti necessita di una complessa attività di manutenzione dovuta non solo all’usura del tempo ma anche alle notevoli dilatazioni causate dalle frequenti escursioni termiche tipiche del nostro clima, privando così il consumatore di ogni tipo di garanzia.<br />
Si passa poi al turno del legno, indiscusso protagonista della tanto pubblicizzata architettura ecosostenibile la quale, sottoposta ad un più attento esame, si rivela non essere poi così in armonia con l’ambiente. Questo materiale, una volta impiegato nella serramentistica, viene assemblato a collanti, materie plastiche, solventi, fungicidi ed antiparassitari rendendo i prodotti della combustione del legno altamente inquinanti, come viene dimostrato d’altra parte dal recente inasprimento dei valori limite delle emissioni. Ma non è tutto: conseguenza ancor più grave del massiccio impiego del legno nell’edilizia è la deforestazione, causa di precipitazioni sempre più irregolari e di una progressiva perdita della biodiversità. L’eccessivo abbattimento degli alberi inoltre aumenta il rischio di frane e alluvioni, per non parlare delle repentine variazioni climatiche, triste minaccia per settori quali l’agricoltura. Tra i gravi danni arrecati dalla deforestazione non si possono dimenticare infine il fenomeno dell’effetto serra, la desertificazione nei territori secchi nonché la tanto banale quanto vitale sottrazione delle risorse per le popolazioni indigene.<br />
Nell’ambito della serramentistica, un materiale tanto noto quanto impattante dal punto di vista ambientale è indubbiamente l’alluminio. Si tratta di un metallo che necessita di un notevole impiego energetico nella fase di trasformazione che, dalla bauxite, minerale dal quale esso viene ricavato, conduce alla produzione dell’alluminio propriamente inteso. Inoltre, come si evince da alcune ricerche, nella realizzazione dei serramenti, ai fini di un miglior isolamento, esso è costantemente assemblato a materiali plastici, interiorizzando così tutti gli svantaggi propri del PVC.<br />
Mentre la catastrofe ambientale avanza a colpi di alluvioni e terremoti, un uso appropriato del materiale acciaio offre l’occasione per creare un nuovo linguaggio architettonico che coniuga parametri puramente estetici e funzionali con requisiti di sostenibilità ambientale grazie alla sua capacità di essere perfettamente riciclabile ed ecologico. L’acciaio infatti, per natura, si presta ad essere riciclato all’infinito guadagnandosi così il ruolo di materiale principe anche in materia di sostenibilità. Innumerevoli sono i campi di utilizzo riservati all’acciaio poiché grazie alla sua resistenza alla corrosione non emette alcun inquinante nocivo, nessuna radiazione, rivelandosi totalmente innocuo nei confronti dell’ambiente.<br />
Un metallo senza vincoli sul piano estetico e compositivo, ideale ovunque siano richieste elevate prestazioni di sicurezza e facilità di manutenzione continuando, con rinnovato vigore, a contribuire al benessere della nostra società anche in quest’epoca di incertezze tecnico-economiche. Per sostenibilità ambientale si intende non solo infatti la capacità di salvaguardare le risorse naturali e l’ecosistema ma anche la valutazione dell’economicità della struttura durante tutto il suo ciclo di vita, dalla fase di realizzazione a quella di manutenzione per terminare infine con la fase di riciclaggio.<br />
Un coagulo di prestazioni che dimostrano come progettare in acciaio significhi intraprendere un’impresa sostenibile occupando la tridimensionalità dello spazio senza condizionare l’ambiente.</p>
<p><strong>Commento della redazione &#8220;Acciaio Arte Architettura&#8221; (16 Luglio 2010)</strong><br />
Siamo lieti di venire a conoscenza di questo accordo volontario denominato Vinyl 2010 stipulato al fine di eliminare i componenti tossici da noi evidenziati.<br />
Leggiamo nel vostro blog, www.pvcforum.it, che si tratta di un accordo a livello europeo e ci chiediamo, a puro scopo informativo, se anche il resto del mondo abbia intrapreso questo cammino verso la sostenibilità. Notavamo inoltre che, per quanto riguarda il piombo, solo una bassa percentuale di produttori ha interiorizzato il contenuto di questo accordo.<br />
Sicuramente esistono buoni e affermati materiali plastici, come ad esempio nylon, rayon, teflon, silicone, vulcolan, o poliuretano, dunque sorge spontanea la domanda sul perché non vengano impiegati nella serramentistica.<br />
L’impatto ambientale, tematica di incontrovertibile importanza, non deve far dimenticare però che il requisito primario di un serramento è la robustezza meccanica poiché esso viene costantemente sottoposto a sollecitazioni alle volte molto violente, basti pensare ai luoghi pubblici dove l’utente è solito non prestare particolare attenzione . Da tempo ormai, produttori di profili e serramenti in PVC si rivolgono al mondo dell’acciaio. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di serramenti in PVC che utilizzano uno scheletro in acciaio, per far fronte, presumiamo, a dilatazioni e debolezze strutturali.<br />
Ci chiediamo allora come farà l’angolo, ossia il punto più sollecitato dell’infisso, il quale viene mantenuto in PVC, a sostenere non solo il peso del vetro e del serramento ma anche quello dei rinforzi in acciaio inseriti internamente? Ci domandiamo inoltre il motivo per cui vengano proposti scheletri interni in acciaio a taglio termico. Non avevamo detto che il PVC era già isolante per sua natura? Si tratta di una serie di quesiti posti al fine di fare informazione sul mondo della serramentistica, nel caso queste tematiche siano state risolte siamo lieti di venire a conoscenza dei progressi del materiale in questione.</p>
<p><strong>Commento del PVC Forum (26 luglio 2010)</strong><br />
Ringraziamo per la possibilità di poter discutere apertamente e senza inutili preconcetti sul tema &#8220;sostenibilità&#8221; in architettura in cui molti attori sono diventati artefici di un nuovo ambiente.<br />
L&#8217;accordo volontario Vinyl 2010 nasce con la finalità primaria di coordinare e promuovere riciclo del PVC a livello europeo, ma c&#8217;è una stretta collaborazione con le altre associazioni che operano per la sostenibilità del PVC in Nord e Sud America, Australia, Sud Africa, Giappone e Cina.<br />
Il piombo è un additivo che veniva utilizzato in alcuni settori specifici e che oggi è in via di completa sostituzione.<br />
I materiali plastici nylon, rayon, teflon, ecc., non possono essere utilizzati nel settore serramentistico. Sono materiali termoindurenti, devono essere lavorati con estrema attenzione, non possono essere termosaldati.<br />
Gli angoli dei serramenti in PVC sono termosaldati con taglio a 45° dei profili. Il giunto, così, formato, resiste a sforzi di compressione anche di 1000 kg, sorreggendo pesi di vetri tripli con estrema facilità.<br />
Inoltre, da sempre, il serramento in PVC è rinforzato da un profilo in acciaio per garantire l’adeguata indeformabilità e rigidità tensionale.<br />
Il profilo in acciaio, posto all’interno del profilo in PVC, permette di ottimizzare il comportamento meccanico, l’isolamento termico, la manutenzione e la durata all’aggressione di sostanze esterne (si pensi solo all’aggressione della salsedine sui profili di acciaio).<br />
Il profilo in PVC è il materiale che presenta il più basso valore di conducibilità termica dei materiali utilizzati nel campo della serramentistica.<br />
L’associazione PVC Forum Italia Centro di Informazione sul PVC ha pertanto redatto il ciclo di vita dei serramenti in PVC contemplando il rinforzo in acciaio e mostrando tutta la valenza della intrinseca collaborazione dei due materiali.<br />
Il PVC Forum Italia/Gruppo Serramenti dispone di molta documentazione sull’argomento visionabile sul sito www.sipvc.org.</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/ferro.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/ferro.jpg" alt="ferro" title="ferro" width="726" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1111" /></a></p>
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		<title>EURATECHNOLOGIES LILLE</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 09:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Nel quadro della creazione del centro  EuraTechnologie, la riconversione del complesso di archeologia industriale degli edifici Le Blan –Lafont costituisce la sfida per un rilancio di tutta la fascia urbana lungo le rive del fiume Deûle, non lontano dalla città di Lille. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/image02.JPG"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/image02.JPG" alt="image02" title="image02" width="724" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1087" /></a><br />
Nel quadro della creazione del centro  EuraTechnologie, la riconversione del complesso di archeologia industriale degli edifici Le Blan –Lafont costituisce la sfida per un rilancio di tutta la fascia urbana lungo le rive del fiume Deûle, non lontano dalla città di Lille.<br />
Il programma è ambizioso e comprende &#8211; oltre alle attività economiche legate prevalentemente alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione &#8211; spazi ricreativi e commerciali, poli culturali, aree terziarie ed a uffici,  nonché un quartiere residenziale, per un totale di più di cento ettari interessati dal piano.<br />
L’organizzazione urbana dell’insediamento riprende e reinterpreta la filosofia delle storiche città-giardino, quartieri  in cui la relazione fra costruito e natura circostante diveniva essenziale ed imprescindibile.<br />
La strategia di intervento per il recupero degli immobili si è concentrata particolarmente nelle azioni di ripristino di alcuni elementi del linguaggio architettonico tipico  della storica realtà industriale della filatura: la maestosità degli spazi di lavoro, l’ariosità delle sale a doppia altezza, eliminando –talvolta- quelle componenti che nel tempo si erano andate a sommare e che pregiudicavano la lettura d’insieme del complesso storico.<br />
Mattone, acciaio e vetro i materiali costruttivi adoperati: le grandi vetrate hanno conservato l’aspetto originario di trama in leggera filigrana, caratterizzata dalla presenza di telai sottili ma altamente resistenti.<br />
Le grandi facciate raggiungono altezze di circa una ventina di metri, con conseguenti pesi ragguardevoli delle specchiature di vetro da collocare in opera. I montanti impiegati per le facciate e per l’orditura principale della copertura vetrata sono costituiti da particolari tubolari in acciaio, caratterizzati dalla presenza di una cava centrale &#8211; detta “a coda di rondine”- che, oltre al fine di rendere più robusta la sezione, costituisce la naturale e pratica sede nelle fasi di montaggio in cantiere per l’alloggiamento delle guarnizioni che andranno a separare il vetro dal montante in acciaio e delle viti di serraggio. Questo comporta riduzione di tempi di montaggio, possibilità di utilizzare anche maestranze non altamente specializzate per tali operazioni, potenzialità di intensificare, lungo tutta la cava ed all’occorrenza, i punti di chiusura.  Tali caratteristiche hanno concorso per una veloce e sicura gestione delle operazioni in cantiere che, in ragione delle ragguardevoli dimensione di facciate  e coperture vetrate, avrebbe potuto presentare numerose fasi aggiuntive, delicate e di più difficile realizzazione. </p>
<p>By/di  Marina Cescon (da “Acciaio Arte Architettura” n.39)</p>
<p>Progetto/Project: EuraTechnologies<br />
Luogo/Location:  Lille, France<br />
Periodo di realizzazione/Time of construction: ultimata / completed 2009<br />
Committente/Client: Communauté Urbaine de Lille<br />
Progettazione (architetto incaricato(/ Design (Principal Architect): BROSSY &#038; Associés,<br />
Team associati / Local Associates: SAS MIZRAHI, BET TCE<br />
Profili in acciaio per facciate / Steel profiles for façades : Sistema Stabalux, Palladio SpA, Treviso, Italia<br />
Documentazione fotografica / Photographs: BROSSY &#038; Associés</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/image04.JPG"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/07/image04.JPG" alt="image04" title="image04" width="724" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1088" /></a></p>
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		<title>STEEL STYLE</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 11:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image03.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image03-150x150.jpg" alt="image03" title="image03" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1071" /></a>
La concretezza dell’acciaio è tangibile soprattutto nei serramenti interni agli uffici e all’area espositiva dell'intervento, dalla porta di dimensioni standard al grande portone con apertura a libro di 4 metri di altezza; in questi casi sono stati utilizzati tubolari in acciaio inox dallo spessore di almeno 2 mm garantendo la massima sicurezza, funzionalità e durata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image02.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image02.jpg" alt="image02" title="image02" width="724" height="543" class="aligncenter size-full wp-image-1067" /></a><br />
L’intervento presentato è un interessante esempio di recupero di archeologia industriale sito in centro a Milano, in via Tortona, conosciuta per i numerosi atelier e showroom legati all’ambiente del design, dell’architettura e della moda internazionale.<br />
I desiderata della committenza, una nota azienda del settore tessile italiano, erano rappresentati dalla necessità di realizzare un ampio spazio espositivo, uno showroom di ricevimento clienti e di lavoro, come sede commerciale per il mercato nazionale ed estero.<br />
Le linee guida del progetto partono proprio dalle necessità di realizzare superfici e volumi considerevoli destinati agli spazi di ricevimento e alle sfilate accanto ad aree di lavoro più riservate e dalle dimensioni più contenute.<br />
La soluzione dei progettisti è stata quella di fondere all’interno di un unico contenitore di altezza superiore ai 9 metri e di superficie pari a 280 mq, spazi a tutta altezza, come quello espositivo, quello destinato a uffici e collezioni, la sala riunioni, la dinette, reception e locali di servizio, tutti sviluppati su due livelli.<br />
L’uso diffuso dell’acciaio per le parti strutturali (putrelle di circa 18 m di lunghezza per i nuovi solai, pilastri, copertura, travi di sostegno), per i serramenti, scale, passerelle e per tutte le finiture interne, testimonia un sapiente utilizzo e un’ampia conoscenza della lega in ferro e carbonio.<br />
L’intervento si differenzia positivamente dalla tendenza contemporanea ad impiegare questo materiale unicamente per seguire correnti stilistiche modaiole, spesso variabili, senza conoscerne le caratteristiche prestazionali, i metodi di lavorazione o utilizzando tubolari in acciaio dallo spessore troppo sottile.<br />
In questi casi l’uso improprio dell’acciaio risulta essere del tutto inutile e pericoloso.<br />
La concretezza dell’acciaio è tangibile soprattutto nei serramenti interni agli uffici e all’area espositiva, dalla porta di dimensioni standard al grande portone con apertura a libro di ben 4 metri di altezza; in questi casi sono stati utilizzati tubolari in acciaio inox dallo spessore di almeno 2 mm garantendo la massima sicurezza, funzionalità e durata.<br />
Il grande portone a libro separa l’ufficio collezioni -di quasi 50 mq- senza creare interruzioni neppure nella pavimentazione: il portone si richiude su un lato dell’ambiente scorrendo all’interno della sola guida a soffitto cui è vincolato, senza l’inserimento di guida a pavimento, ostacolo per il movimento di disabili. Questa realizzazione è stata resa possibile solo grazie all’impiego dell’acciaio inox per le sue elevate caratteristiche prestazionali.<br />
Acciaio quindi per le sue caratteristiche tanto estetiche che funzionali, grazie alle quali gli<br />
spessori di elementi quali le passerelle in quota sono stati ridotti per ottenere l’effetto<br />
estetico di leggerezza desiderato nonostante le considerevoli luci da coprire.<br />
La scala, interamente realizzata in officina e successivamente smontata e trasportata per il montaggio in opera grazie ad un semplice ma efficace sistema di spine ed anime interne in acciaio poi abilmente saldate sul posto, è costituita da un tubo in acciaio portante centrale con gradini applicati e soli tre appoggi a quote differenti.<br />
Esteticamente l’effetto conseguito è quello di un unico percorso che si snoda tra tratti<br />
obliqui ed orizzontali sull’ambiente espositivo.</p>
<p>By/di  Marzia Urettini (da “Acciaio Arte Architettura” n.26)</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image01.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image01-225x300.jpg" alt="image01" title="image01" width="225" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1064" /></a></p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image03.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/image03-225x300.jpg" alt="image03" title="image03" width="225" height="300" class="aligncenter size-medium  wp-image-1071" /></a></p>
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		<title>IL NUOVO CONCEPT PER IL SERRAMENTO IN ACCIAIO</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/06/07/il-nuovo-concept-per-il-serramento-in-acciaio/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 09:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/BLINDOSCOCCA125X125.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/BLINDOSCOCCA125X125.jpg" alt="BLINDOSCOCCA125X125" title="BLINDOSCOCCA125X125" width="125" height="125" class="alignleft size-full wp-image-1035" /></a>
Il serramento in acciaio diviene una scocca, un robusto scheletro che determina nel tempo inalterata funzionalità meccanica e immutate prestazioni. Ma come un manichino, al quale si può fare il "cambio d'abito" in caso di mutate esigenze estetiche da parte della committenza, permette una personalizzazione ed una libertà nella realizzazione degli infissi mai viste prima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/p_BLINDOSCOCCA_web.JPG"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/06/p_BLINDOSCOCCA_web.JPG" alt="_p_BLINDOSCOCCA_web" title="_p_BLINDOSCOCCA_web" width="724" height="190" class="aligncenter size-full wp-image-1058" /></a><br />
<a href="http://www.palladiospa.com/jsppalladio/video.jsp?video_var=../repository/download/allegato/xsito320.flv"> Video di presentazione </a></p>
<p>
Un nuovo concept per la realizzazione dei serramenti, dove l’acciaio con le sue straordinarie caratteristiche è l’unico protagonista.<br />
Il serramento, realizzato con robusti profili in acciaio di 2mm di spessore, è munito di un sistema di autoventilazione che opera  ad infisso serrato, potenziandone notevolmente l’isolamento termo-acustico. Grazie all’insuperabile tenuta nel tempo del materiale acciaio, è possibile raggiungere elevati livelli di sicurezza antieffrazione – come la Classe 5, la più alta in serramentistica &#8211; , protezione ermetica antiallagamento e le migliori prestazioni ottenibili per tenuta all’aria e al carico del vento.<br />
L’acciaio costituisce il cuore del serramento, fatto di robusti profili tubolari dalla straordinaria esilità, ma la finitura superficiale delle facce interna ed esterna può essere realizzata successivamente con qualsiasi altro materiale rivestendole in maniera semplice ed economica. Oltre alla verniciatura in qualsiasi colorazione Ral e alla tanto amata satinatura dell’acciaio inox, l’acciaio è infatti ideale quando accoppiato con qualsiasi altro materiale, come le essenze di legno massello ad esempio, oppure il corean, il bronzo, il corten oppure l’ottone.<br />
Il serramento in acciaio diviene così una scocca, un robusto scheletro che determina nel tempo inalterata funzionalità meccanica e immutate prestazioni. Ma come un manichino &#8211; al quale si può fare il “cambio d’abito” in caso di mutate esigenze estetiche da parte della committenza, oppure nel caso di variazione di destinazione d’uso dell’edificio, o a fronte di qualsiasi evenienza che comporti la sostituzione della finitura – permette una personalizzazione ed una libertà nella realizzazione degli infissi mai viste prima. </p>
<p>Nella fase iniziale di costruzione di un edificio, l’applicazione di questo sistema di costruzione, con profili in acciaio che divengono così un falso telaio in cantiere, comporta dei notevoli vantaggi tanto all’architetto e al cliente finale, quanto all’impresario e al serramentista. Sintetizzando: </p>
<p>Per l’architetto/per il cliente finale:<br />
-	libertà nella personalizzazione del serramento con la finitura che più si addice agli interni della casa (anche se all’esterno, per questioni di vincoli particolari, ci dovesse essere la necessità di una finitura ben precisa);<br />
-	per interventi di restauro, nessun problema per l’accettazione del materiale in vista all’esterno;<br />
-	manutenzione semplice ed economica dopo decenni di utilizzo o per mutate esigenze estetiche;<br />
-	fin dall’inizio dei lavori, possibilità di testare la tenuta all’aria, all’acqua e ai vari agenti atmosferici dei serramenti, con l’opportunità di intervenire in caso di infiltrazioni durante i lavori, e non dopo che il cliente ha preso possesso dell’abitazione come spesso accade;<br />
-	infinita composizione di materiali e colorazioni per le finiture, che si possono scegliere anche al termine dei lavori, dopo che sono stati posati i pavimenti o altri elementi che esteticamente caratterizzano l’ambiente. </p>
<p>Per il serramentista:<br />
-	il serramento già funge da falso telaio;<br />
-	il serramento è economico e pratico durante la lavorazione in officina perché non richiede ancora un lavoro accurato di finitura;<br />
-	vi è il montaggio di ferramenta da cantiere in maniera pratica e veloce;<br />
-	il taglio e la costruzione dei telai è possibile in misure standard;<br />
-	si eliminano i siliconi per le sigillature;<br />
-	la fatturazione e la riscossione di buona parte del costo degli infissi avviene ad inizio lavori, e non a chiusura del cantiere.  </p>
<p>Per l’impresario:<br />
-	il serramento è economico e pratico anche durante il trasporto, perché non ha bisogno di particolari cure essendo al grezzo;<br />
-	il falso telaio funge già da vero e proprio serramento, ma non ha problemi durante i lavori in cantiere perché è soltanto lo scheletro in acciaio, che sarà poi rivestito e rifinito al termine dei lavori;<br />
-	si applica della ferramenta da cantiere (catenacci e simili), che mi permette di usufruire dei serramenti senza aver paura di rovinarli;<br />
-	vi è la possibilità di lavorare all’interno dell’edificio in tutte le stagioni (ricordiamoci i fermi di cantiere invernali);<br />
-	si ha la possibilità di applicare e attivare il sistema d’allarme già al grezzo dell’edificio, lavorando così in condizioni di maggior sicurezza;<br />
-	si ha la possibilità di attuare un sistema di riscaldamento industriale per l’asciugatura di muri, solai etc..;<br />
-	c’è anche la possibilità di avere delle agevolazioni economiche per l’assicurazione del cantiere. </p>
<p>di/by Giulia Sartor</p>
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		</item>
		<item>
		<title>TRA LE RIGHE</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2010/05/28/tra-le-righe/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 14:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.acciaioartearchitettura.com/?p=952</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/liebeskind_1.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/liebeskind_1-150x150.jpg" alt="__liebeskind_1" title="__liebeskind_1" width="125" height="125" class="alignleft size-thumbnail wp-image-991" /></a>
La diafana struttura in acciaio e vetro riprende il flessuoso drappeggio proprio di un tessuto di una tenda mosso dal vento: la facciata sembra ondeggiare come una stoffa, consentendo la trasparenza verso il parco retrostante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/liebeskind_3.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/liebeskind_3.jpg" alt="__liebeskind_3" title="__liebeskind_3" width="724" height="543" class="aligncenter size-full wp-image-983" /></a><br />
Il progetto per la copertura della grande corte centrale dell’edificio barocco (edificato nel 1735) è la tappa conclusiva dell’intervento che lo Studio Daniel Libeskind ha condotto nella straordinaria e toccante  opera di ampliamento del museo Ebraico a Berlino.<br />
La luminosa nuova corte centrale si rifà all’idea della tenda tradizionalmente utilizzata per la festività Ebraica del Sukkah, un luogo di incontro e di festa, a ricordo della vita del popolo di Israele nel deserto durante il  viaggio verso la terra promessa.<br />
La diafana struttura in acciaio e vetro riprende il flessuoso drappeggio proprio di un tessuto di una tenda mosso dal vento: la facciata sembra ondeggiare come una stoffa, consentendo la trasparenza verso il parco retrostante.</p>
<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/Liebeskind_5.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/Liebeskind_5.jpg" alt="__Liebeskind_5" title="__Liebeskind_5" width="724" height="516" class="aligncenter size-full wp-image-987" /></a><br />
Di/by Marina Cescon (“Acciaio Arte Architettura” n.37/2009 pp.8-17)</p>
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		<title>RISTRUTTURAZIONE RURALE</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 09:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale2.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale2-150x150.jpg" alt="rurale2" title="rurale2" width="125" height="125" class="alignleft size-thumbnail wp-image-941" /></a>
Una reinterpretazione dell’architettura rurale tipica del luogo attraverso un’unità bifamiliare posta in un’area sub collinare alle porte di Bassano del Grappa (VI).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale1.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale1.jpg" alt="rurale1" title="rurale1" width="724" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-937" /></a><br />
La casa “bifamiliare” rappresenta un elemento riproposto più volte nell’espansione urbana veneta, molto spesso ciò ha dato luogo alla costruzione di edifici in cui una semplice unità abitativa composta da tetti a falde, porticato e rampa d’accesso all’interrato è stata duplicata riproducendola in modo simmetrico, specchiato.<br />
La casa è concepita come una serie di volumi che si compenetrano, in particolare, volumi con tetto ad una e due falde e volumi minori con tetto piano: l’articolazione volumetrica e l’intercalarsi delle coperture sono aspetti determinanti della composizione formale dell’edificio.<br />
Le forometrie, pur richiamando elementi presenti nelle case rurali del luogo (fori contenuti delle stanze e grandi nel fienile), tendono a privilegiare alcune aperture per una maggiore fruizione della luce all’interno dei vani ed una comunicazione diretta tra interno ed esterno (grandi fori in zone giorno).<br />
I grandi serramenti  sono rappresentativi di ricerca di qualità e design innovativo: sono in legno di larice sbiancato.<br />
In corrispondenza dei grandi fori delle zone giorno il serramento scorrevole in legno è stato abbinato ad una parte fissa in acciaio realizzata con profili in acciaio 20/10 AISI 316. Tale scelta è derivata dalla volontà di rendere quanto più esile e sottile l’intero serramento, pur utilizzando parzialmente il legno, materiale spesso richiesto per motivi estetici, ma garantire al contempo la sicurezza agli inquilini date le caratteristiche di assoluta robustezza allo scasso dell’acciaio.<br />
<a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale2.jpg"><img src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2010/05/rurale2.jpg" alt="rurale2" title="rurale2" width="724" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-941" /></a><br />
Di/By Alice Acoleo (&#8221;Acciaio Arte Architettura&#8221;; n.40/2009 pp58/61)</p>
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