UN RESTAURO IN CHIAVE MODERNA

in ARCHIVIO di REDAZIONE on dicembre 29th, 2008

Sorge nella campagna pedemontana veneta questo restauro immerso nel verde.

Un’operazione delicata, che non ammette  errori, e dove dunque è stato necessario da subito operare le scelte migliori.

La residenza  patronale si caratterizza per  la presenza di quattro scorrevoli in acciaio dalla finitura ruggine stabilizzata.

La scelta di questa finitura si sposa con la pietra e la sabbia dell’Eregal utilizzata nell’intervento che ha fortemente voluto riportare i colori della campagna.

Le grandi dimensioni delle porte-finestre (sistema alzante) sono state un punto fermo nella progettazione per garantire la maggior luce possibile al vano.

Per permettere ciò la scelta dell’acciaio è stata fondamentale.

Ha svolto infatti, anche in questo contesto, un ruolo importantissimo sia per le ottime caratteristiche prestazionali (la  realizzazione di alzanti dalle dimensioni di 3 metri per 2,50 d’altezza non sarebbe stata possibile con nessun altro materiale), sia per lo stile attuale  e raffinato che conferisce a questo restauro.

La porzione di edificio esposto verso il giardino con due apribili a 180◦ che si sovrappongono  perfettamente al fisso in fase di apertura, riducendo gli ingombri.

L’acciaio è un materiale non invasivo, che ben si inserisce nei contesti storici.

Garantisce un’impareggiabile durata con un’assenza di manutenzione che permette così un risultato conservativo di lungo termine ed elimina qualsiasi spiacevolissimo rischio nel dover effettuare ulteriori interventi.

Alice Acoleo

Acciaio Arte Architettura n.36

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LA SCALA LOCATION

in ARCHIVIO di REDAZIONE on dicembre 16th, 2008

L’intervento si inserisce in una delle zone di Milano – la Bovisa – ricche oggi di fermento sia in termini culturali (le sedi universitarie, le gallerie, la sede distaccata della Triennale), sia per il rinnovamento e sperimentazione. Negli anni Sessanta la Bovisa era uno dei poli industriali più importanti per Milano e questa vocazione di “luogo del lavoro” è rimasta inalterata, o meglio potenziata oggi.

Lascalalocation dello Studio Lucchese è formata da un gruppo di designers e progettisti che hanno scelto di riqualificare un vecchio impianto industriale presente nell’area, re-inventandolo come loro quartiere generale.

L’edificio si divide su tre livelli, così da offrire spazi flessibili, legati a differenti tipologie di eventi che possono essere qui organizzati: studio-ufficio, ma anche galleria espositiva, luogo di incontri, conferenze, videoproiezioni.

Il progetto di ristrutturazione ha voluto mantenere inalterato il carattere originario dell’edificio industriale, reinterpretando gli spazi interni con materiali e soluzioni innovative.

La riprogettazione dell’ampia scala che si articola lungo i tre livelli dell’edificio è un esempio della filosofia seguita: geometricamente la scala è rimasta la stessa, diventando al contempo una nuova “galleria espositiva verticale”, grazie all’impiego sapiente di luci colorate, delle strutture in acciaio e vetro, nuove vetrine su cui esporre oggetti ed idee giocando nel rovesciare punti di vista consolidati, per aprire nuove prospettive e riflessioni.  Un esempio: la magia dei prototipi dei vasi in vetro fluttuanti nello spazio, percependo le opere dal basso.

L’intervento che ha interessato i serramenti segue il medesimo meticoloso approccio: la natura industriale del tradizionale ferrofinestra è stata ripresa nella scelta di serramenti con profili in acciaio, migliorandone però le caratteristiche in termini di tenuta ed isolamento, indirizzando la scelta verso profili sempre in acciaio ma dotati di cava perimetrale portaguarnizione. Visivamente la resa è paragonabile al tradizionale infisso,  sottile e contenuto nel lasciare gran spazio al vetro, prestazionalmente il miglioramento è però netto.

Marina Cescon

Acciaio Arte Architettura n.36

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PERFETTA TENUTA MECCANICA, GRANDI QUALITÀ ESTETICHE

in ARCHIVIO di REDAZIONE on settembre 13th, 2008

Dall’esterno è visibile una grande superficie vetrata che valorizza il contesto preesistente. Un disegno semplice e lineare, una composizione equilibrata e precisa.

Lo spazio è scandito da regolari e ampie campiture. La facciata è costituita  da otto grandi moduli di uguale dimensione in vetro incorniciati da sottili linee d’acciaio verniciato bianco opaco, più un modulo centrale d’ingresso.

La purezza del disegno alleggerisce idealmente un sistema meccanico raffinato atto a regolare la quantità di luce e il ricambio d’aria,risultato di un’attenta e controllata progettazione.

Prima delle esigenze tecniche e architettoniche, si è partiti dal concetto base che la nuova sede doveva  rappresentare trasparenza e solidità come filosofia aziendale.

L’interno risponde all’esigenza di ricreare la stessa qualità di vita del tempo libero sul posto di lavoro. Ciò si è potuto ottenere attraverso un sistema di climatizzazione e di ventilazione naturale open space.

Dal punto di vista realizzativo la società ha imposto al costruttore il sistema veloce ed economico di montaggio in cantiere da essa stessa progettato.Alla fine dei lavori la ditta realizzatrice ha apprezzato questo sistema al punto che esso è stato inserito nell’offerta ai propri clienti. Le cellule frontali della facciata sono state ancorate direttamente in opera attraverso cardini di sostegno alle travi verticali portanti di una struttura spaziale tridimensionale.Tale struttura è costituita da travi e pilastri in ferro e da un’ossatura portante in acciaio dalle dimensioni di 10 x 8,40 x 6 metri in profondità.

Gli elementi vetrati sulla copertura sono fissati tramite viti fissate su un canale d’avvitamento. L’involucro d’insieme,una struttura completamente in vetro e scheletro metallico,contiene una parte della cubatura di ampliamento del preesistente capannone.

La facciata rappresenta la principale fonte di luce della nuova sede degli uffici aziendali. Il sistema è stato dotato successivamente di tende a lamelle orizzontali poste sulla facciata e di teli avvolgibili a rullo esterni fissati sulla copertura per un ottimale controllo termico facilmente calibrabile a seconda delle esigenze e delle condizioni metereologiche. Il tutto viene gestito da una centrale domotica.

La  facciata appare fissa: non sono visibili sostegni,cerniere,meccanismi di movimentazione, aste né maniglie di apertura.

Tutte le otto cellule di facciata sono apribili verso l’esterno.

Le aperture a sporgere dei grandi moduli di facciata sono motorizzate elettricamente. In questo modo viene garantito il ricircolo completo dell’aria,rispettando la normativa comunale sulla ventilazione degli ambienti.In brevissimo tempo è garantito un ricambio d’aria di 1800 metri cubi.

Ogni elemento apribile della facciata pesa ben 7.5 quintali,alloggiando un vetro camera di 5+5/15argon/5+5 trasparente e basso emissivo e incorniciato in un telaio di acciaio munito di guarnizioni al silicone.

Il fissaggio degli elementi vetrati del tetto ha sorpreso e soddisfatto pienamente il costruttore per la velocità, l’economicità e la semplicità di esecuzione che non necessitava di manodopera particolarmente specializzata.

Ilaria Nurchi

Acciaio Arte Architettura N.33 – Marzo 2008

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