<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Acciaio Arte Architettura &#124; Auge Editore &#187; William Thorsell</title>
	<atom:link href="http://www.acciaioartearchitettura.com/tag/william-thorsell/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.acciaioartearchitettura.com</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 13:55:15 +0000</lastBuildDate>
	
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>R.O.M. THE ROYAL ONTARIO MUSEUM</title>
		<link>http://www.acciaioartearchitettura.com/2009/01/20/rom-the-royal-ontario-museum/</link>
		<comments>http://www.acciaioartearchitettura.com/2009/01/20/rom-the-royal-ontario-museum/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Libeskind]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Ontario Museu]]></category>
		<category><![CDATA[Spirit House Chair]]></category>
		<category><![CDATA[Toronto]]></category>
		<category><![CDATA[William Thorsell]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.acciaioartearchitettura.com/?p=681</guid>
		<description><![CDATA[


Nel 2002 l’architetto Daniel Libeskind ed il suo studio vincono il concorso per la realizzazione dell’estensione del Royal Ontario Museum a Toronto. L’edificio è pensato come una genesi di geometrie di cristalli, nate dalla sedimentazione e dalla loro successiva gemmazione: cinque elementi di forma prismatica autoportante ed interconnesse fra loro e collegate alla struttura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-683" title="image_1" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2009/01/image_11.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-684" title="image_2" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2009/01/image_21.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-685" title="image_3" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/ita/wp-content/uploads/2009/01/image_31.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2002 l’architetto Daniel Libeskind ed il suo studio vincono il concorso per la realizzazione dell’estensione del Royal Ontario Museum a Toronto. L’edificio è pensato come una genesi di geometrie di cristalli, nate dalla sedimentazione e dalla loro successiva gemmazione: cinque elementi di forma prismatica autoportante ed interconnesse fra loro e collegate alla struttura del museo esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una visione dall’alto si comprende l’impianto dell’intervento posto all’angolo di Queen’s Park e Bloor Street: il nuovo ampliamento si organizza lungo il forte asse segnato dal museo storico; la forma prismatica, grazie a rapidi slittamenti, si estende in avanti sino ad incontrare il fronte dell’edificio preesistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le presentazioni tecniche e le descrizioni che di questo sorprendente intervento si sono succedute mettono in evidenza due possibili chiavi di lettura:  l’immagine del cristallo e la sua genesi, da un lato, il rimando poetico ad un oggetto che affiora dal deserto, dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio assume le sembianze di un massiccio che si erge nel deserto, la cui massa diventa imponente, quasi a voler trasmettere un concetto di sedimentazione e di accumulazione di stratificazioni non omogenee.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio in sintonia con questa visione, che il direttore del museo William Thorsell ha pensato per l’ampliamento ad un museo che contenesse le cose più disparate: dipinti, tessuti, minerali, manufatti di popoli indigeni, una sorta di moderna “Wunderkammer” (invenzione settecentesca tedesca caratterizzata dalla creazione di un particolare e magico ambiente in cui la ricchezza e varietà degli inconsueti oggetti esposti suscitavano curiosità ed interesse nei visitatori). Libeskind racconta che proprio la vista di un particolare cristallo, esposto nella collezione, lo abbia portato a disegnare su un tovagliolo di carta la futura forma dell’ampliamento del museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cristallo nella sua struttura reticolare, soggetta a regole di minimo consumo, rappresenta i principi complessi della natura, ma anche la stabilità della sua geometria. L’accordo cercato con la natura non assume alcuna posizione nostalgica o mimetica, anzi il progetto manifesta chiaramente materiali  e principi che hanno guidato l’ideazione e la costruzione. La scelta dei materiali è chiara e risponde pienamente ai requisiti che i differenti elementi devono assolvere all’interno della costruzione: l’acciaio per le parti autoportanti delle grandi facciate, assicurando robustezza e sicurezza antieffrazione per le ampie vetrate, mentre l’alluminio solo per le parti di rivestimento e non autoportanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio interno è unico: quasi assenti gli angoli retti, pareti inclinate, luce che entra seguendo insoliti cammini, un cuore vuoto centrale dell’edificio -la “Spirit House”-attraversato dai camminamenti diagonali.</p>
<p style="text-align: justify;">La Spirit House Chair è parte integrante del museo. La sedia in acciaio inossidabile è stata ideata per poter essere orientata secondo cinque differenti posizioni all’interno della grande sala a tutt’altezza del museo. Il tempo necessario per la realizzazione di un singolo pezzo è di circa quaranta ore (realizzatore Nienkämper Forniture &amp; Accessories Inc.of Toronto su progetto di Daniel Libeskind), tempo che assicura un’accurata finitura dell’oggetto, tale per cui l’effetto di riverbero e di scomposizione della luce incidente risulti strabiliante.</p>
<p style="text-align: justify;">Marina Cescon</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura n.32</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.acciaioartearchitettura.com/2009/01/20/rom-the-royal-ontario-museum/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

