Tutta la verità sul fenomeno della condensa

Il fenomeno fisico… Il fenomeno della condensa trova origine dal fatto che l’aria presente in un qualsiasi ambiente contiene una certa quantità di vapore acqueo, che può derivare da fonti molto diverse – dagli esseri viventi, piuttosto che dalla doccia, la cucina e così via.  La capacità di accumulo di acqua nell’aria dipende dalla temperatura: […]

Il fenomeno fisico…

Il fenomeno della condensa trova origine dal fatto che l’aria presente in un qualsiasi ambiente contiene una certa quantità di vapore acqueo, che può derivare da fonti molto diverse – dagli esseri viventi, piuttosto che dalla doccia, la cucina e così via.  La capacità di accumulo di acqua nell’aria dipende dalla temperatura: in particolare, con l’aumentare di quest’ultima cresce anche la quantità di acqua accumulabile. Nell’ipotesi di una situazione di saturazione dell’aria, ovvero del raggiungimento della massima quantità di acqua accumulabile, nel momento in cui si verifica una diminuzione della temperatura si ha la trasformazione del vapore acqueo in vere e proprie gocce, fino a raggiungere il livello massimo di acqua accumulabile. Questo fenomeno di trasformazione è detto appunto condensazione.

Negli spazi abitativi…

l’aria non risulta mai satura d’acqua, ma ne contiene solo una certa quantità, identificata con il termine “umidità relativa”. Negli ambienti moderni possiamo dire che è davvero molto difficile che si inneschi il fenomeno della condensa, poiché vi è un controllo maggiore dell’umidità e vengono costantemente impiegate delle tecnologie che nelle situazioni più a rischio ne prevengono la formazione. Pensiamo ad esempio all’elevato utilizzo della cucina economica che si faceva nel passato, con la quale si preparavano i cibi per ore ed ore, rispetto all’uso più controllato delle cucine di oggi, tutte munite di sofisticati sistemi di aspirazione. Oggigiorno piuttosto si deve spesso ricorrere agli umidificatori perché l’aria degli ambienti in cui soggiorniamo è troppo secca!

Il fenomeno della condensa si può prevenire con delle semplici azioni correttive volte a ridurre l’umidità relativa dell’ambiente in questione: è risaputo infatti che l’umidità nell’aria non è da eliminare definitivamente – bensì da controllare per evitare i fenomeni di condensa – poiché il mantenimento di una percentuale di umidità dell’aria compresa tra il 40% ed il 50% rende l’ambiente ottimale per il soggiorno delle persone.

Per fare questo un primo accorgimento è quello di favorire il ricambio d’aria nelle stanze, aprendo per esempio una finestra per qualche minuto, soprattutto dopo il bagno o durante l’utilizzo prolungato della cucina. Inoltre, è possibile ridurre l’umidità grazie ai moderni condizionatori, che comunemente sono presenti nelle abitazioni per rinfrescare, riscaldare e, volendo, deumidificare l’aria. Quest’ultima può rivelarsi la soluzione migliore anche per edifici di meno recente costruzione.

Ovviamente è possibile anche intervenire direttamente sul serramento aumentandone l’isolamento termico, ma questa fra tutte è la soluzione meno consigliabile, poiché non si agisce direttamente per abbassare il livello di umidità presente nella stanza. In fase di realizzazione di un serramento è però molto importante adottare un vetro con elevate caratteristiche di isolamento termico, in quanto si riduce notevolmente la dispersione di calore all’esterno.

Ma allora perchè nasce il taglio termico?

Il sistema a taglio termico storicamente nasce per essere applicato ai profili in alluminio. Questo metallo infatti, essendo un ottimo conduttore termico, da sempre deve sopperire alla problematica della dispersione del calore tra l’interno e l’esterno del serramento, per poter favorire un risparmio sui costi di riscaldamento e raffreddamento degli ambienti. Considerate poi le notevoli dimensioni in larghezza e profondità dei profili in alluminio che è necessario utilizzare per la costruzione di infissi, è facilmente intuibile quanto il problema dell’isolamento termico sia particolarmente rilevante con questo tipo di prodotto.

Di fatto quindi, a differenza di quanto comunemente si pensa, i profili a taglio termico non sono stati inventati per evitare il formarsi della condensa sul lato interno del serramento, ma per sopperire ad un altro tipo di mancanza, specifica appunto dell’alluminio. Mancanza che di fatto ha creato un enorme business, perché ha permesso di vendere ad un prezzo molto più elevato – poiché quantificato in base al peso dei profili scatolati – un prodotto che mal si presta ad essere applicato in serramentistica e che di fatto non può assicurare le prestazioni di isolamento termico e tenuta nel tempo che normalmente si ricercano per la costruzione di infissi di qualità.

Oggigiorno si tende a richiedere indistintamente il taglio termico per prevenire il formarsi di condensa su porte e finestre e favorire una minor dispersione di calore tra interno ed esterno. Luoghi comuni chiaramente errati che servono solamente a destinare risorse economiche in maniera sbagliata senza risolvere definitivamente i problemi. Questo perché il profilo a taglio termico non risolve il problema del tasso di umidità troppo elevato – vera causa della condensa – ma contribuisce piuttosto a spostarlo su qualche altro elemento: infatti, l’umidità in eccesso presente nell’ambiente in questione andrà a posizionarsi in qualche altro punto anziché sul profilo. Magari farà “fiorire” la muffa sui muri o impregnerà tappezzeria, tende, materassi.. o, peggio ancora, favorirà la comparsa di artrosi negli inquilini della casa!

E’ estremamente importante quindi capire quale tipo di investimento è più conveniente fare per prevenire il problema della condensa, problema che – come già detto – negli ambienti moderni si verifica sempre più di rado, o comunque in situazioni momentanee particolari (in bagno dopo la doccia, in cucina durante un utilizzo prolungato dei fornelli), e che è facilmente evitabile favorendo una buona aerazione dei locali.

Invece, per capire se è necessario o meno l’impiego di profili a taglio termico, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti sul risparmio energetico, basta fare il calcolo utilizzando la relativa formula della trasmittanza termica che fa riferimento alla norma, valida in Italia e in tutta Europa, UNI EN ISO 10077-1 del febbraio 2002.

L’impiego di profili in ferro o acciaio inox, che di base presentano valori di trasmittanza termica notevolmente più bassi rispetto agli altri materiali, spesso evita l’inserimento di taglio termico: infatti, a parità di dimensioni dell’infisso da realizzare, questi profili, essendo molto più robusti, sono notevolmente più piccoli rispetto a quelli di alluminio, perciò incidono percentualmente molto meno. A fronte di ciò spesso è molto più conveniente utilizzare profili senza taglio termico e investire maggiormente per diminuire la trasmittanza del vetro, dato che questo di fatto costituisce la porzione di superficie più rilevante nell’intero serramento e incide maggiormente sul benessere complessivo. In questo modo è possibile ottenere dei valori di isolamento termico assai superiori rispetto a quelli ottenibili con i profili a taglio termico ma vetro meno isolante.

Richiedere il taglio termico non è quindi automaticamente la scelta migliore. Ogni situazione ha una soluzione ottimale che sarebbe bene valutare volta per volta, per far sì che un bene durevole come il serramento, di durata pari a quella dell’intero edificio, rimanga nel tempo efficiente e si riveli un ottimo investimento. Il materiale acciaio, sapientemente impiegato e lavorato, è l’unico che può garantire tutto questo.

Giulia Sartor

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