Il profilo della sostenibilità

Nuove direttrici di sviluppo si sono aperte alle soglie del terzo millennio ampliando l’esigenza di formazione e informazione in materia di ecologia nel settore dell’edilizia.

Commento del Pvc Forum (8 Luglio 2010)
Desideriamo inviare alcune precisazioni sulla parte che riguarda il serramento in PVC in cui si leggono numerose inesattezze.
Innanzitutto il punto di forza della finestra in PVC è assolutamente la sua elevata prestazione come isolante termico e acustico. I valori di trasmittanza termica scendono oggi sotto a 1 W/m2k, garantendo al progettista il rispetto con ampio margine di quanto richiesto dalla normativa sul risparmio energetico. E all’utente il comfort abitativo sia in inverno che in estate.
Il serramento in PVC non richiede alcuna opera di manutenzione se non la tradizionale pulizia, non provoca condense e non è attaccato dagli agenti atmosferici. Le eccellenti prestazioni sono garantite per moltissimi anni, previa una corretta posa in opera.
Attraverso un accordo volontario denominato Vinyl 2010 (www.vinyl2010.org), l’industria europea del PVC ha eliminato i componenti interni da voi evidenziati: cadmio, piombo, diossina.. Ed ha attivato efficienti circuiti di raccolta e riciclo di migliaia di tonnellate di PVC. Il PVC è infatti un materiale assolutamente riciclabile e concretamente riciclato. Vengono recuperati sia gli sfridi di produzione che i serramenti post uso per produrre beni utilizzabili in molti settori industriali.
Il basso impatto ambientale del polimero, durante il suo intero ciclo di vita, è testimoniato da studi di LCA (Life Cycle Assessment) realizzati da diversi enti europei tra i quali il PVC Forum Italia (www.pvcforum.it) che li mette liberamente a disposizione di chi fosse interessato a consultarli.
Le finestre in PVC nel 2007 hanno ricevuto la valutazione massima di “ecologicamente interessanti” da Eco-devis, organizzazione svizzera composta da enti pubblici e privati che fornisce una classificazione ambientale dei materiali da costruzione molto influente a livello internazionale. Importante riconoscimento che va ad aggiungersi ai punteggi massimi “A+” per gli edifici commerciali e “A” per quelli industriali ottenuti dai profili finestra in PVC nella “Green Guide to Specification” della Building Research Establishment (BRE), una società inglese di valutazione ambientale conosciuta a livello mondiale.
Il PVC Forum Italia è disponibile a offrire ulteriori precisazioni e documentazione tecnica sull’argomento trattato.

IL PROFILO DELLA SOSTENIBILITA’ Articolo on line (“Acciaio Arte Architettura” 7 Luglio 2010)
Dopo alcune resistenze ed esitazioni, oggi l’intera professione si mobilita verso una nuova sfida: costruire sostenibile mediante una progettazione ad alta efficienza e a zero impatto ambientale.
Nel caso del mercato della serramentistica, una moltitudine di dichiarazioni in competizione proclamano le doti ambientali di materiali diversi diffondendo informazioni intenzionalmente vaghe al fine di disorientare la committenza.
Tra le possibili opzioni per la realizzazione di finestre, troviamo indubbiamente il cloruro di polivinile, meglio noto come PVC, materiale che mal risponde ai requisiti di qualità e di riciclabilità. Per questo motivo in Italia, come in Europa, più volte si è tentato di regolamentarne l’uso a causa di una presunta emissione di sostanze tossiche nella fase di lavorazione e di smaltimento nonché una possibile emanazione di sottoprodotti nocivi in caso di incendi accidentali. Sotto inquisizione, i suoi componenti interni, diossina, ftalati, piombo e cadmio, i quali però grazie ad opportune ricerche, stanno per essere eliminati, ad eccezione del piombo che incontra ancora qualche difficoltà. A dimostrazione della bassa ecosostenibilità del PVC, una certa difficoltà nello smaltimento e nel riciclaggio brutalmente risolta con la messa in discarica, ove, il materiale tende a degradarsi rilasciando gli additivi che lo compongono.
All’alto impatto ambientale si affiancano inoltre problematiche relative alle basse prestazioni: esso infatti necessita di una complessa attività di manutenzione dovuta non solo all’usura del tempo ma anche alle notevoli dilatazioni causate dalle frequenti escursioni termiche tipiche del nostro clima, privando così il consumatore di ogni tipo di garanzia.
Si passa poi al turno del legno, indiscusso protagonista della tanto pubblicizzata architettura ecosostenibile la quale, sottoposta ad un più attento esame, si rivela non essere poi così in armonia con l’ambiente. Questo materiale, una volta impiegato nella serramentistica, viene assemblato a collanti, materie plastiche, solventi, fungicidi ed antiparassitari rendendo i prodotti della combustione del legno altamente inquinanti, come viene dimostrato d’altra parte dal recente inasprimento dei valori limite delle emissioni. Ma non è tutto: conseguenza ancor più grave del massiccio impiego del legno nell’edilizia è la deforestazione, causa di precipitazioni sempre più irregolari e di una progressiva perdita della biodiversità. L’eccessivo abbattimento degli alberi inoltre aumenta il rischio di frane e alluvioni, per non parlare delle repentine variazioni climatiche, triste minaccia per settori quali l’agricoltura. Tra i gravi danni arrecati dalla deforestazione non si possono dimenticare infine il fenomeno dell’effetto serra, la desertificazione nei territori secchi nonché la tanto banale quanto vitale sottrazione delle risorse per le popolazioni indigene.
Nell’ambito della serramentistica, un materiale tanto noto quanto impattante dal punto di vista ambientale è indubbiamente l’alluminio. Si tratta di un metallo che necessita di un notevole impiego energetico nella fase di trasformazione che, dalla bauxite, minerale dal quale esso viene ricavato, conduce alla produzione dell’alluminio propriamente inteso. Inoltre, come si evince da alcune ricerche, nella realizzazione dei serramenti, ai fini di un miglior isolamento, esso è costantemente assemblato a materiali plastici, interiorizzando così tutti gli svantaggi propri del PVC.
Mentre la catastrofe ambientale avanza a colpi di alluvioni e terremoti, un uso appropriato del materiale acciaio offre l’occasione per creare un nuovo linguaggio architettonico che coniuga parametri puramente estetici e funzionali con requisiti di sostenibilità ambientale grazie alla sua capacità di essere perfettamente riciclabile ed ecologico. L’acciaio infatti, per natura, si presta ad essere riciclato all’infinito guadagnandosi così il ruolo di materiale principe anche in materia di sostenibilità. Innumerevoli sono i campi di utilizzo riservati all’acciaio poiché grazie alla sua resistenza alla corrosione non emette alcun inquinante nocivo, nessuna radiazione, rivelandosi totalmente innocuo nei confronti dell’ambiente.
Un metallo senza vincoli sul piano estetico e compositivo, ideale ovunque siano richieste elevate prestazioni di sicurezza e facilità di manutenzione continuando, con rinnovato vigore, a contribuire al benessere della nostra società anche in quest’epoca di incertezze tecnico-economiche. Per sostenibilità ambientale si intende non solo infatti la capacità di salvaguardare le risorse naturali e l’ecosistema ma anche la valutazione dell’economicità della struttura durante tutto il suo ciclo di vita, dalla fase di realizzazione a quella di manutenzione per terminare infine con la fase di riciclaggio.
Un coagulo di prestazioni che dimostrano come progettare in acciaio significhi intraprendere un’impresa sostenibile occupando la tridimensionalità dello spazio senza condizionare l’ambiente.

Commento della redazione “Acciaio Arte Architettura” (16 Luglio 2010)
Siamo lieti di venire a conoscenza di questo accordo volontario denominato Vinyl 2010 stipulato al fine di eliminare i componenti tossici da noi evidenziati.
Leggiamo nel vostro blog, www.pvcforum.it, che si tratta di un accordo a livello europeo e ci chiediamo, a puro scopo informativo, se anche il resto del mondo abbia intrapreso questo cammino verso la sostenibilità. Notavamo inoltre che, per quanto riguarda il piombo, solo una bassa percentuale di produttori ha interiorizzato il contenuto di questo accordo.
Sicuramente esistono buoni e affermati materiali plastici, come ad esempio nylon, rayon, teflon, silicone, vulcolan, o poliuretano, dunque sorge spontanea la domanda sul perché non vengano impiegati nella serramentistica.
L’impatto ambientale, tematica di incontrovertibile importanza, non deve far dimenticare però che il requisito primario di un serramento è la robustezza meccanica poiché esso viene costantemente sottoposto a sollecitazioni alle volte molto violente, basti pensare ai luoghi pubblici dove l’utente è solito non prestare particolare attenzione . Da tempo ormai, produttori di profili e serramenti in PVC si rivolgono al mondo dell’acciaio. Sono sempre più frequenti, infatti, i casi di serramenti in PVC che utilizzano uno scheletro in acciaio, per far fronte, presumiamo, a dilatazioni e debolezze strutturali.
Ci chiediamo allora come farà l’angolo, ossia il punto più sollecitato dell’infisso, il quale viene mantenuto in PVC, a sostenere non solo il peso del vetro e del serramento ma anche quello dei rinforzi in acciaio inseriti internamente? Ci domandiamo inoltre il motivo per cui vengano proposti scheletri interni in acciaio a taglio termico. Non avevamo detto che il PVC era già isolante per sua natura? Si tratta di una serie di quesiti posti al fine di fare informazione sul mondo della serramentistica, nel caso queste tematiche siano state risolte siamo lieti di venire a conoscenza dei progressi del materiale in questione.

Commento del PVC Forum (26 luglio 2010)
Ringraziamo per la possibilità di poter discutere apertamente e senza inutili preconcetti sul tema “sostenibilità” in architettura in cui molti attori sono diventati artefici di un nuovo ambiente.
L’accordo volontario Vinyl 2010 nasce con la finalità primaria di coordinare e promuovere riciclo del PVC a livello europeo, ma c’è una stretta collaborazione con le altre associazioni che operano per la sostenibilità del PVC in Nord e Sud America, Australia, Sud Africa, Giappone e Cina.
Il piombo è un additivo che veniva utilizzato in alcuni settori specifici e che oggi è in via di completa sostituzione.
I materiali plastici nylon, rayon, teflon, ecc., non possono essere utilizzati nel settore serramentistico. Sono materiali termoindurenti, devono essere lavorati con estrema attenzione, non possono essere termosaldati.
Gli angoli dei serramenti in PVC sono termosaldati con taglio a 45° dei profili. Il giunto, così, formato, resiste a sforzi di compressione anche di 1000 kg, sorreggendo pesi di vetri tripli con estrema facilità.
Inoltre, da sempre, il serramento in PVC è rinforzato da un profilo in acciaio per garantire l’adeguata indeformabilità e rigidità tensionale.
Il profilo in acciaio, posto all’interno del profilo in PVC, permette di ottimizzare il comportamento meccanico, l’isolamento termico, la manutenzione e la durata all’aggressione di sostanze esterne (si pensi solo all’aggressione della salsedine sui profili di acciaio).
Il profilo in PVC è il materiale che presenta il più basso valore di conducibilità termica dei materiali utilizzati nel campo della serramentistica.
L’associazione PVC Forum Italia Centro di Informazione sul PVC ha pertanto redatto il ciclo di vita dei serramenti in PVC contemplando il rinforzo in acciaio e mostrando tutta la valenza della intrinseca collaborazione dei due materiali.
Il PVC Forum Italia/Gruppo Serramenti dispone di molta documentazione sull’argomento visionabile sul sito www.sipvc.org.

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